Tossicofilia, dipendenza e problemi alcolcorrelati

Tossicofilia, dipendenza e problemi alcolcorrelati

Con il concetto di tossicofilia si indica quel particolare comportamento che porta il soggetto a ricercare gli effetti gratificanti di una o più sostanze psicoattive che vengono assunte al fine di modificare intenzionalmente il proprio stato corporeo e mentale.

Alle esperienze che si sono conseguite di tali modificazioni l’individuo attribuisce un senso ed un significato soggettivo che nel lungo periodo rinforzano il comportamento di assunzione della sostanza mediante l’attribuzione ad esso di una valenza positiva.

Gli effetti gratificanti che insorgono poco dopo aver fatto uso di una sostanza, euforia, sedazione, disinibizione, analgesia, favoriscono l’insorgere di ulteriori effetti più elaborati dal punto di vista cognitivo che, vengono qui cercati dal singolo proprio in virtù della funzione loro attribuita di evasione da situazioni stressanti, ansiogene e penose.

L’espressione disinibita delle proprie emozioni, la ricerca d’identità alternative, relazione che si instaura dunque tra soggetto e sostanza può essere definita di ‘Filia’ dal momento che l’individuo adotta un agire finalizzato, per quanto non necessariamente univoco, coerente, efficace dal punto di vista di una logica utilitaristica, in cui interagiscono particolari come di costruzione del se, degli altri e del mondo.

Se la Tossicofilia è più pertinente alla ricerca di un’esperienza psicologica che non disgiunta da meccanismi neurofarmacologici che la rendono possibile, affonda le sue rasdici in modelli e modalità di consumo culturalmente appresi.

La dipendenza riguarda la condizione in cui l’assunzione di una Droga diventa necessaria per mantenere un certo ‘benessere’ fisiologico.

Nel 1964 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito la tossicodipendenza ‘uno stato di dipendenza psichica o fisica o psicofisica che si sviluppa in una persona che periodicamente o continuamente assume una droga?.

Il termine dipendenza psichica si riferisce al l’incapacità del soggetto di funzionare emozionalmente senza far ricorso alla droga e quindi al bisogno di assumere per ottenere sensazioni di piacere e per evitarme di sgradevoli.

La dipendenza fisica invece quando il soggetto che ha assunto la sostanza in forma cronica smette improvvisamente di usarla e si instaurano i gravi sintomi fisici di astinenza.

In ambito sanitario non esiste la diagnosi di alcolismo ne di conseguenza esiste l’alcolista: benché l’alcolismo non sia una malattia è innegabile che è l’alcol che provochi malattie l’unica diagnosi possibile risulta quella che relativa al rapporto alcol persona e ai disturbi correlati all’uso di alcool.

Per la definizione di tale rapporto si fa riferimento ai criteri indicati da due principali strumenti attraverso i quali clinici e psichiatri classificano in maniera internazionale, i disturbi di malattie mentali: l’ International Statistical Classification of Diseases and Related Health Problems il diagnostic  manual of Mental disorders anche DSM-IV-TR.

Come contattare l’Associazione dei Club di Parma (ACAT)

Bevitori moderati ed alcolisti: esiste una differenza?

Che cosa è la dipendenza dall’alcol o alcolismo?

I principali modelli teorici per i problemi alcolcorrelati: Teorie Cognitivo Comportamentali

I principali modelli teorici per i problemi alcolcorrelati: approcio familiare sistemico

Difficoltà connesse al consumo di bevande alcoliche: come affrontarle?

che cos’è la dipendenza dall’alcol

che cos’è la dipendenza dall’alcol o alcolismo.

 -Tratto da Alcolismo di Vladimir Hudolin-

Il termine alcolismo cronico ‘alcoholismus chronicus’ è stato usato per la prima volta nel nel 1852 da Magnus Huss , professore di medicina interna dell’università di Stoccolma, anche se le abitudini alcoliche si possono far risalire a ben più remoti tempi.

Alcuni disturbi della salute già da epoche lontane venivano collegati con il bere però l’alcolismo sotto molti aspetti e per lungo tempo non è stato considerato una malattia vera e propria.

È ben noto il fatto che già una sola ubriacatura può portare a gravi alterazioni comportamentali e fisiche, limitate sia pure nel tempo.

In questo caso si parla di uno stato di ebbrezza acuta, di intossicazione da alcol o semplicemente di ubriachezza. Non sempre facile notare il comportamento particolare di una persona ubriaca. Durante lo stato di ubriachezza acuta possono altresì verificarsi  gravi disturbi psichici da risultare a volte pericolosi per la persona ubriaca e per coloro che le stanno vicino.

Un disturbo così grave è il cosiddetto ‘stato patologico di ubriachezza’. nel corso dell’ebrezza possono verificarsi anche attacchi epilettici e altre lesioni acute nonostante la malattia alcolica non sia ancora presente.

Se il consumo di bevande alcoliche diventa regolare ed eccessivo, perché nel frattempo si è instaurato una dipendenza alcolica con conseguente perdita della capacità di astensione dal bere, allora si può parlare di alcolismo.

In corso d’alcolismo o meglio di alcol dipendenze, soggetti colpiti manifestano disturbi comportamentali, lesioni organiche, problemi familiari e, in generale, problemi economici spesso gravate anche da altri completi sociali che a volte si concludono solo con la morte dei soggetti stessi.

Tutte le varie conseguenze dell’alcolismo si sviluppano con una sequenza temporale diversa, più o meno accelerata, a seconda dei vari fattori. Una persona gracile, fisicamente debole, che beve a stomaco vuoto e velocemente, cederà infatti all’alcol molto prima di una persona fisicamente forte, di robusta costruzione, che beve lentamente dopo aver mangiato.

Dopo 5 anni di consumo eccessivo e continuativo di bevande alcoliche si possono verificare gravi danni alla salute, però le conseguenze di alcolismo sul piano economico, familiare e sociale possono verificarsi anche molto tempo prima. E’ anche vero che le prime a comparire possono essere proprio le complicazioni organiche come ad esempio le lesioni pancreatiche, epatiche, neurologiche.

 

Cause dell’alcolismo ed il suo sviluppo.

credo che la maggioranza dei lettori si chiederà come si instaura la dipendenza del dall’alcol ovvero l’alcolismo. I motivi che nei singoli casi portano all’ alcolismo possono essere diversi. Molto spesso l’alcolismo nasce come abitudine poiché il singolo, già nella infanzia, subito a consumare bevande alcoliche. L’educazione bambino in un ambiente di alcolisti fluisce negativamente sullo sviluppo della personalità. Addirittura l’80% degli alcolisti proviene da famiglie in cui uno più membri tra i parenti più stretti e alcolista.

Se a questi dati si aggiungono anche problemi familiari o difficoltà di altro tipo, lo sviluppo dell’alcolismo sarà ovviamente più esteso. L’individuo cercherà infatti di alleviare tutte le difficoltà della propria esistenza con l’uso reiterato dell’alcol.

E noto che alcune malattie fisiche e psichiche possono contribuire allo sviluppo della malattia alcolica. Ad esempio, le persone depresse o quelle con malattie digestive possono alle volte ricorrere al consumo di bevande alcoliche. Anche in questi casi la persona ammalata cerca di trovare oblio nel alcol punto del complesso si può dire che l’alcolismo nasca dal connubio di tre gruppi di fattori causali: organici, psicologici e sociali.

Molto spesso si parla di cause ereditarie dell’ alcolismo. Ultimamente si tende a dedicare loro maggiore attenzione. va detto però che, anche accettando la possibilità che in un ristretto numero di casi si tratti di uno stato psichico ereditario specifico in ordine al quale la possono attendere alcolismo, è difficile credere che tutti gli alcolisti che giungono alla cura debbano tale loro condizione ragioni strettamente genetiche. D’altronde non è mai stato provato in modo indiscutibile il condizionamento genetico delle cholismo e in ogni modo una tale evidenza non cambierebbe niente circa la possibilità del trattamento e della riabilitazione.

Molte  come pure molti dei cosiddetti bevitori moderati sostengono di poter fare a meno del alcol e di bere per ragioni sociali o per altri motivi. E si affermano altresì che, volendo via gola potrebbero smettere di consumare bevande alcoliche in qualunque momento. Da qui nasce la necessità di dare la possibilità ad ogni cittadino di definire con un esperimento molto semplice il suo rapporto con le bevande alcoliche punto tra le prove molto semplice appunto si tratta infatti di consigliare la persona di smettere di bere ogni sei mesi per un periodo di seisettimane.se nella fase di interruzione alcolica questa persona non sente alcun bisogno di consumare bevande alcoliche addirittura non pensa continuamente al bere, allora si può dire che si tratta del cosiddetto consumo normale di bevande alcoliche. Sede altra parte la stessa non può interrompere il bere, o nel periodo di interruzione era quieta e sente bisogno di vivo di bere, dovrebbe richiedere una visita e vi parere del medico, esistendo già la sintomatologia individuale.

Inoltre ogni cittadino dovrebbe essere informato sulle possibilità di curare determinate malattie ed in particolar modo su quelle forme di trattamento che può applicare da solo senza l’assistenza di organizzazioni specializzate. Del resto una parsi particolare viene applicata anche nel caso di molte altre gravi e lunghe malattie come per esempio il cancro della mammella, l ipertensione arteriosa. Già dai tempi più remoti, da quando ciò esiste il consumo di bevande alcoliche, esistono gli alcolisti e le difficoltà che li coinvolgono. Negli antichi scritti di alcuni popoli, come il nostro si parla di dell’ubriachezza, dell’ alcolismo e di alcune misure consigliate per combattere questi fenomeni punto

Nella storia sociale si fa spesso menzione all’ alcolismo. Con l’inizio della rivoluzione industriale nel mondo sorge il problema dell’imbrigliamento della classe operaia, al quale ha contribuito in un certo qual modo anche l’alcol. Pensiamo soltanto la consuetudine di quel tempo, secondo la quale lo stipendio veniva distribuito ogni sabato nella osteria virgola che di solito apparteneva al padrone della città. Il lavoratore infatti lasciava la maggior parte del proprio guadagno nella osteria del padrone punto il capitalismo odierno e probabilmente non solo capitalismo non agisce più in questo modo perché alla fine non esiste un vero e proprio tornaconto; pur tuttavia ancora oggi ci sono delle situazioni che potrebbero benissimo rifarsi ai molti esempi storici di un passato non tanto lontano. Il colonialismo mondiale tra l’altro ha fatto spesso leva sull’ alcol punto con l’esercito di il conquistatore portava nel paese occupato anche i barili di superalcolici punto quindi l alcolismo, visto come male sociale virgola in ogni periodo storico ha mostrato aspetti particolari relazione a motivazioni situazioni sociali specifiche. Come del resto considerare il fenomeno odierno dei paesi sviluppati che fanno credete paesi sottosviluppati abbia favorire la costruzione di fabbriche destinate alla produzione di veranda alcoliche.

Il consumo delle bevande alcoliche nelle varie fasi storiche è legato ovviamente a cause specifiche per cui la lotta contro l’abuso dell’alcol dovrebbe adeguarsi al periodo storico nel quale esso viene intrapresa.

c’è stato un periodo quando l’alcolismo veniva considerato difetto via gola vizio. Il rapporto verso gli alcolisti era basato su questi principi e proprio per tale ragione non era pensabile nemmeno la quota di alcolismo, sicché l’alcolista veniva sottoposto unicamente misura disciplinare, a castighi e non ultimo al rifiuto della società.

Le misure amministrative nel trattamento degli alcolisti ancora ai giorni nostri sono relativamente frequenti. Nell’ultimo decennio però il punto di vista scientifico verso il problema dell’alcolismo è cambiato sostanzialmente. Si è appurato che la lista non beve per il fatto che desidera bere, ma perché in lui si è sviluppata la malattia della dipendenza dell’alcol che gli impone di bere.

Se egli smette di bere si manifestano la cosiddetta sindrome di astinenza o malattia astinenza. Egli beve per essere efficiente e vitale.

L’Alcolista da solo in assenza di cure di solito non è in grado di aiutarsi.

Va ribadito che ogni consumo di bevande alcoliche non può essere considerato malattia. L’ubriachezza acuta comporta varie difficoltà però non in ogni caso ubriachezza acuta si può parlare di malattia alcolica. Esiste anzi la credenza del consumo cosiddetto normale, sociale, moderato di bevande alcoliche, anche se è difficile accettare inopinatamente il parere che in tale consumo sia un fatto del tutto normale. Per poter giustificare il bere alcolico come modello normale di comportamento la società tende a ricorrere a varie argomentazioni punto ad esempio alcune bevande alcoliche più frequentemente vino e la birra, vengono dichiarati prodotti alimentari utili se non primari ed è in tal modo che a volte il loro consumo viene giustificato.

Le difficoltà in campo scientifico si presentano anche per il fatto che l’alcolismo spontaneo non è provocabile sperimentalmente nell‘animale come avviene invece per altre malattie.

Si è tentato di sviluppare l’alcolismo sperimentale degli animali però ciò è stato possibile realizzare solo sottoponendo le cavie allo stress biologico presente quotidianamente nell’uomo. Diminuendo eliminando i vari fattori di stress si registra un ritorno alla normalità e conseguente cessazione di assunzione alcolica.

All’uso smodato del bere subentra la tossicodipendenza alcolica che porta inevitabilmente a turbe psichiche e fisiche con perdita di tre fattori decisivi: volontà, forza e capacità reattiva.

L’aggravio della malattia alcolica viene così esteso al gruppo familiare e alla società, che devono farsi carico nel dare alla collega equilibra fiducia in se stessi in modo da riportarlo ed essere un elemento creativo e produttivo all’interno di quella realtà abbandonata nel decorso della malattia.

Erroneamente si pensa che l’alcolismo sia legato esclusivamente alle fasce del sottoproletariato e della sottocultura in generale mentre la l’estensione del fenomeno tocca tutti i ceti sociali. In nessun caso si devono gravare di pregiudizi inesorabili la stima via con la rispettabilità, la capacità lavorativa di questi malati che, una volta trattati, rientro non è la normalità.

Il comportamento delle persone, appartenente i vari gruppi sociali, voi sa più o meno positivo e quanto più positivo esso risulta, tanto più le singole persone si trovano vicino al centro del proprio cerchio sociale.

Alla periferia il cerchio si trovano individui o gruppi di emarginati, frange sotto-culturali, personalità che con il loro comportamento possono arrivare fino alla criminalità organizzata appunto nei gruppi marginali si trovano purtroppo molti alcolisti e dipendenti da droghe.

Quando un individuo incomincia a bere, inizia con il proprio comportamento sul tragitto verso il gruppo degli emarginati. Il passaggio nel gruppo degli emarginati ovviamente non è improvviso, ma graduale o addirittura, nonostante l’alcolismo, adesso può anche non avvenire.

Il movimento verso la periferia della società dovrebbe essere impedito molto prima dell’accertamento diagnostico della cholismo, senza attendere quindi che si instaurino gravi ed irripetibili disturbi di ordine sanitario sociale.

Accade spesso che, parallelamente all’ individuo, la famiglia intera posso trovarsi nel gruppo marginale punto il modello medico nella lotta contro l’alcolismo ancora oggi si orienta prevalentemente verso la cura sintomatica dell’acqua lista: ciò significa spesso attendere che la malattia alcolica si manifesti chiaramente prima di iniziare il trattamento, precludendo spesso ogni possibilità di riabilitazione completa.

Questo è il motivo per cui oggi l’approccio medico tende adesso sostituito da un altro tipo di intervento che prevenga in tempo ogni possibile sviluppo di malattie alcoliche e i gravi deterioramenti medico sociali che la caratterizzano.

Tale modello viene definito: modello medico sociale. Lo sviluppo della malattia alcolica viene accompagnato da molti segnali grazie ai quali è possibile individuarne alcune fasi punto il cambiamento della tolleranza verso l’alcol rappresenta una caratteristica relativamente costante di alcune fasi del bere e della dipendenza dell’alcol.

La tolleranza

 

la tolleranza può essere ferita una condizione di resistenza fisica e psichica: resistenza agli stress psichici oppure resistenza allo sforzo, lavorativo, agonistico, sportivo ovvero a sostanze come l’alcol, i narcotici, alcuni farmaci e così via. Si parla a volte di massima tolleranza alle frustrazioni al di là della quale la difesa della personalità cede e si crea un conflitto che finisce con l’esprimersi attraverso sintomi psichici punto il cambiamento della tolleranza può avvenire anche per motivi fisici, quale un cambiamento del metabolismo, per quanto riguarda una diminuita tolleranza verso l’alcol in alcuni soggetti, la presenza ad esempio di lesioni cerebrali, eccetera ..

La tolleranza di solito dipende da una serie di fattori e nel corso della vita può aumentare o diminuire appunto la tolleranza all’alcol anche nelle persone normali può essere soggetta a variazioni.

E’ noto che alcune delle persone tra loro sopportano anche notevoli quantità di alcol senza per altro di mostrare evidenti segni di pochezza; mentre al contrario possono versare in stato di ubriachezza dopo aver assunto quantità relativamente piccole di alcol.

La diversa tolleranza all’alcol nelle persone normalmente sane e legata a cause per ora sconosciute, probabilmente costituzionali ed ereditarie punto potrebbe forse risultare importante la struttura congenita da barriera e matto encefalica cioè a quella particolare membrana che separa il cervello dal sangue che vi circola.

Nel corso dello sviluppo dell’alcolismo si distinguono in ogni caso alcune fasi quali a tolleranza all’alcol si modifica Gradualmente.

Nella fase di consumo sociale si verifica un processo di graduale assuefazione all’alcol e un progressivo aumento della tolleranza ad esso.

La tolleranza dipende dalla quantità e dal modo in cui viene ingerito l’alcol.

In seguito prende inizio la fase della malattia alcolica durante la quale la tolleranza all’alcol resta lungo invariata.

Alcuni autori sostengono che la tolleranza all’alcol aumenta nell’alcolismo grazie ad un meccanismo di ingrandimento del fegato, visto quella trasformazione dell’alcol avviene per mezzo di alcuni enzimi, presenti principalmente nel fegato oltre che in altri organi.

E’ ovvio che in un fegato grande ce ne sono quantitativamente di più che in un fegato ridotto di volume, come avviene ad esempio nella fase avanzata cirrosi epatica. Secondo questa stessa teoria il la tolleranza all’alcol comincerebbe a diminuire quando il fegato diventa più piccolo, come il caso della cirrosi alcolica appunto.

Il segno della diminuzione della tolleranza all’alcol è un sintomo chiaro di uno stato avanzato dell’alcolismo.

L’intolleranza e l’alcol si riscontra nelle fasi finali di alcolismo quando gli ammalati su ubriacano già dopo modestissime quantità di bevande alcoliche.

Caratteristico che gli ammalati in questa fase, davanti al medico neghino il loro alcolismo e lamentino vari disturbi somatici che sono in verità conseguenza diretta dello stesso.

L’Alcolismo come problema personale, viene rifiutato questi ammalati che lo assimilano invece uno stato di debolezza fisica generale.

La tolleranza all’alcol può invece cambiare in seguito a gravi lesioni cerebrali, infiammatorio o di altra natura appunto probabilmente la causa è dovuta al fatto che tali lesioni danneggiano anche la barriera ematoencefalica per cui l’alcol penetra in notevole concentrazione con la rapidità nelle parti più profonde del cervello magari insieme ad altri prodotti tossici.

Le persone che hanno sparato un trauma a un processo morboso anche lieve devono essere avvertiti di questa possibilità poiché in questi casi anche piccolissime quantità di alcol possono portare a turbe psichiche cute e molto gravi o talvolta anche attacchi epilettici.

 

Alle persone che hanno avuto un grave trauma o una grave malattia al cervello è meglio consigliare un’astinenza permanente dall’uso di bevande alcoliche.

Difficoltà connesse al consumo di bevande alcoliche: come affrontarle?

Le Malattie dell’alcol: lo Stato di Ebbrezza Patologica

La Tolleranza all’alcool

I principali modelli teorici per i problemi alcolcorrelati: teorie socio-culturali

Difficoltà connesse al consumo di bevande alcoliche: come affrontarle?

risposta alla domanda numero 1

Cosa si intende per difficoltà connesse al consumo di bevande alcoliche e qual’è il modo di prevenirle e affrontarle?
Le bevande alcoliche ed il loro consumo accompagnano l’uomo, si può dire da sempre?

Le scoperte archeologiche più recenti dimostrano che l’uomo conosceva il modo di produrre l’alcol per fermentazione da prima di 35.000 40.000 anni fà.

Con l’andare del tempo il bere alcolico ed alcune sue conseguenze, quali ad esempio ubriachezza, venivano accettati quali comportamenti normali.

Più tardi, con lo sviluppo delle civiltà e di progresso tecnologico, alcuni fenomeni connessi con l’uso delle bevande alcoliche, come lo stato di ubriachezza in determinate situazioni, il comportamento aggressivo, cominciano ad essere considerati infrazioni alle nome e difetti morali.

Da un secolo circa alcune conseguenze del bere, come ad esempio le psicosi alcoliche, vengono considerate invece una malattia vera e propria.

Attualmente si accumulano le testimonianze che anche il cosidetto ‘bere moderato sociale, accettabile, permesso’ può provocare disturbi sociali e sanitari anche in assenza di una dipendenza alcolica .

In riferimento al fatto che l’ubriachezza e l’alcolismo ovvero lo stato di dipendenza dall’alcol comportano difficoltà per il singolo, la sua famiglia e la società, è da tempo che si cercano di eliminare ed ostacolare tali danni, escogitando adottando varie misure.

La maggior parte delle conseguenze negative del bere alcolico e dell’alcol dipendenza non è tanto di pertinenza medica quanto di natura socio comportamentale per cui si ha tentato di regolare il consumo delle bevande alcoliche nella società con varie misure:

  • la misure disciplinare
  • i programmi di educazione sanitaria e sociale
  • il proibizionismo

Il primo modello di approccio alla lotta contro le difficoltà legate al bere alcolico è stato quello moralistico.

Secondo tale modello il bere era considerato un vizio morale e la lotta contro di esso era in sostanza un compito delle organizzazioni per la sobrietà che lottavano contro ogni produzione e consumo di bevande alcoliche.

Quando poi il bere divenne un ostacolo serio lo sviluppo tecnologico, caratterizzato da uno sviluppo del traffico stradale della produzione industriale, si adottarono ancora misure limitative e di controllo, anche se l’ alcolismo gradualmente cominciava ad essere accettata come malattia  e si dava avvio a modalità più efficaci di trattamento degli alcolisti.

Parallelamente andava prendendo forma il cosiddetto modello medico, visto come modo nuovo di approccio all’alcolismo.

Va rimarcato che nonostante il trattamento degli alcolisti abbia dato risultati un tempo ritenuti insperati in tutto il mondo, è stato in pratica dimostrato che, in assenza di altre misure, non si possono risolvere tutte le difficoltà legate all’assunzione di bevande alcoliche.

Sotto questo profilo anche il modello medico ha finito con lo svelare i propri limiti.

Si può intanto constatare che:

1 – il numero degli alcolisti in trattamento mostra un lieve ma continuo aumento
2 – è pure un aumento il consumo di bevande alcoliche.
3 –  il bere, quale espressione di un determinato comportamento, è adottato da gruppi di popolazioni più giovani.
4 – sono sempre più giovani vengono ricoverate negli ospedali per alcolismo.
5 – rispetto agli uomini il numero relativo alle donne alcoliste sta aumentando .
6- è sempre maggiore il numero dei letti , delle istituzioni e dei quadri operativi,  che vengono predisposti per la cura dell’alcolismo.
7- è sempre maggiore numero della psicosi alcoliche e degli altri gravi complicazioni della salute nel momento in cui viene iniziato trattamento.
8 – nelle varie regioni del mondo dove una volta si beveva esclusivamente vino, si tende a bere anche superalcolici.
9- aumenta il numero dei problemi di carattere non medico, legate al consumo di bevande alcoliche.

Basta accennare al fatto che ad esempio nella sola Croazia, gli etilisti trascorrono  negli ospedali psichiatrici mezzo milione di giornate di ricovero all’anno.

Tutto ciò reclama la necessità di elaborare un programma per combattere tutte le difficoltà causate dal consumo di alcolici, siano esse natura medica o no.

Il modello medico per la lotta i problemi legati al consumo di bevande alcoliche sempre più esteriormente viene sostituito da quello medico sociale.

Sembra che il modo migliore di intervento sia quello di organizzare,  a livello locale, un programma di assistenza e di promozione della salute mentale, nel quale poteva anche inserire, in un modo più specifico, il programma di lotta contro le difficoltà legate al consumo di bevande alcoliche.

Il programma comunale a sua volta dovrebbe contenere i programmi delle comunità locali, i programmindelle organizzazioni di base del lavoro associato, i programmi delle scuole elementari e delle scuole professionali è così via.

Il contenuto minimo del programma dovrebbe consistere nell’educazione sanitaria e sociale che consenta ad ogni membro della società autotutelarsi e auto aiutarsi.
La nuova legge sulla protezione sanitaria che è stata introdotta dalla RSD Croazia primo gennaio dell’81 asseconda tale programma in quanto il ruolo principale per la protezione ed il miglioramento della salute viene dato al servizio primario di assistenza e protezione sanitaria di base, al medico generico,  al medico della medicina del lavoro, al medico scolastico, al medico dentista e alle loro equipe.

La legge inoltre accetta anche il principio di autoprotezione e autoaiuto nell’ambito dei programmi per la fondazione sanitaria.

Tratto da: Vincere l’alcolismo di Vladimir Hudolin – edizioni PIEMME 1982

Le 12 domande sull’Alcolismo del prof. V. Hudolin nel 1980

I principali modelli teorici per i problemi alcolcorrelati: teorie socio-culturali

I principali modelli teorici per i problemi alcolcorrelati: Il Modello Medico

Le Malattie dell’alcol: lo Stato di Ebbrezza Patologica

Alterazioni nervose e psichiche in conseguenza dell’ alcolismo.

Lo stato di ebbrezza patologica.

A parte l’ubriachezza acuta dell’alcolista, nella letteratura viene molte volte descritta una ubriachezza detta patologica, nonostante questo termine possa far nascere un ambiguità.

Se esiste un ubriachezza patologica, infatti, si potrebbe presupporre l’esistenza anche di un’ubriachezza che non lo sia, nonostante che tutte le ubriachezze rappresentino una condizione patologica.

Malgrado altri termini proposti per questo quadro clinico, il termine ebbrezza patologica continua ad essere usato nella letteratura medica, e bisogna mantenerlo finché non se ne trova uno migliore.

Si tratta di una ubriachezza acuta e pericolosa, caratterizzata da gravi disturbi psichici della persona ubriaca.

Può manifestarsi nella persona che si ubriaca per la prima volta e nei bevitori moderati, ma più spesso nello stato di ebbrezza dell’alcolista.

Lo stato di ebbrezza patologico si può verificare già dopo le assunzioni di una quantità di alcol relativamente piccola.

I disturbi principali consistono in uno stato confusionale, in un marcato comportamento aggressivo ed in una successiva amnesia totale o almeno parziale di tutto quanto è successo durante lo stato di ebbrezza patologico.

Il pericolo che deriva da una tale persona è particolarmente grave, tanto più che l’ubriaco in un tale stato non sempre manifesta chiari segni esteriori di uno stato di ebbrezza, oppure di un comportamento anormale.

Lo stato di ubriachezza patologico si conclude di solito con il sonno, per quale l’ammalato si sveglia dopo alcune ore e non ricorda nulla di quanto è successo, oppure lo ricorda sono in parte.

In questo stato la persona ubriaca può avere un attacco epilettico.

Non si è tutt’ora stabilita la causa per cui lo stato di ebbrezza patologico si verifichi in alcune persone e altre no.

Alcuni ritengono che la causa sia la predisposizione di certe persone.

Tratto da: ‘ Vincere l’Alcolismo’ – una moltitudine di esistenze bruciate, la pace perduta di molte famiglie, un nemico sottovalutato. La necessita di conoscere ciò che si deve sconfiggere- Vladimir Hudolin (1993)

Tolleranza all’alcol: fare attenzione

Premettiamo subito che l’alcol essendo una droga è altamente tossico come tutte le droghe conosciute.

La Tolleranza alla quantità di alcol, altro non è che la risposta dell’organismo nel tentare di metabolizzare la sostanza tossica.

Quando aumenta la tolleranza all’alcol si è intossicati e ci si stà avvicinando alla dipendenza (disturbo da abuso di sostanze alcoliche)

Il grado di intossicazione all’alcol ed il grado di dipendenza viene spesso definito come: “io l’alcol lo reggo bene“, con ciò si sta dichiarando che l’abuso della sostanza  aumenta regolarmente e che è necessario porsi il problema quanto prima.

Si puo prevedere un periodo di astensione dall’alcol breve per valutarne il grado di intossicazione.

Il prof. V. Hudolin, suggeriva alle persone che dichiaravano di non avere problemi con l’alcol, di misurare la loro convinzione facendo un semplice test.

Astenersi totalmente dalle bevande alcoliche per un periodo di sole 6 settimane in prossimità di feste comandate. Chi vi riusciva senza problemi poteva affermare con certezza che non esisteva in lui nessun rapporto di dipendenza dalla sostanza.

Nelle Società la cui cultura considera l’alcol come alimento ed elemento di convivialità e dove viene accettatal’usanza di ubriacarsi durante le feste (Room e Maleka, 2000) si verifica spesso il fenomeno di una tendenza ad una alta tolleranza all’acol.

La teoria epidemiologica-statistica, elaborata da Lederman (1964), ha dimostrato che il consumo medio pro capite di alcol è proporzionale alla prevalenza dei problemi alcolcorrelati.

La  quantità di alcol ingerita senza apparenti segni di ubriachezza (Tolleranza) tende ad aumentare secondo diversi fattori come gli aspetti fisici (peso, altezza), gli aspetti socio-economici (ambiente esterno e qualità della sostanza ingerita) e gli aspetti genetici (razza, DNA).

Ecco come interpretava la ‘Tolleranza’ il Prof. Hudolin nel suo ‘Vincere l’Alcolismo’:

Il bere sostanze alcoliche per un tempo prolungato può condurre un certo numero di persone all’alcolismo.
Esso si manifesta con una progressione precisa: all’inizio si nota un’associazione all’alcol e un’assunzione sempre maggiore delle bevande alcoliche che nel linguaggio professionale viene chiamato ‘aumento della tolleranza’ col incremento dell’uso.
Questa è la fase del cosiddetto bere sociale, quando cioè l’alcol viene bevuto in compagnia, con amici e fuori dall’orario di lavoro.
La quantità bevuta dipende dalla tolleranza ed è differente dell’uno all’altro bevitore moderato.
Poi quando cominciano le forme più pericolose del bere inizia a manifestarsi pienamente ‘bere problematico’.
Il soggetto ha vari problemi sanitari, familiari, lavorativi e sociali senza essere ancora alcolista.
Più tardi il soggetto inizia a bere prima di cominciare il lavoro e poi piccole quantità, costantemente, per tutta la giornata, giungendo a sera, a volte, anche ubriaco.
E’ questo modello più frequente ma non l’unico che caratterizza il comportamento dell alcolista.
All’inizio dell’alcolismo appaiono le ‘amnesie alcoliche’ o ‘palinsesti’ alcolici come li chiama Jellinek.

L’alcolista non ricorda il periodo delle ubriachezza.

Dopo una ubriachezza forte anche Il bevitore moderato non si ricorda, o si ricorda solo parzialmente dell’accaduto durante la sbornia.
Poi col passare del tempo si verificano amnesie che compaiono anche dopo l’assunzione di quantità minime di alcol, molto minore rispetto alla quantità precedentemente sopportate senza problemi.

L’alcolista perde ben presto la capacità di controllo delle quantità di bevande alcoliche che ingerisce e va spesso in conto numerose disturbi di carattere psicologico, fisico o sociale.

Quando una persona inizia a bere passa dell’astinenza al bere moderato.
L’alcolista che una volta sopportava grandi quantità di alcol, su ubriaca assumendo quantità minori.

La Tolleranza Alcolica

I principali modelli teorici per i problemi alcolcorrelati: Il Modello Morale

Il primo modello teorico che propone un’eziologia e un trattamento per problemi connessi all’uso di alcool è il modello morale che ha dominato per tutto XIX secolo.
Tale modello attribuisce il bere eccessivo o ubriachezza a deficit della responsabilità personale o della forza spirituale.
Il dottor Benjamin Rush nel 1785 considerava l’ubriachezza come “una malattia della volontà“.
Rush prescriveva come cura l’astensione immediata e totale del delle bevande alcoliche e riteneva che l’alcolista fosse una vittima della diffusa e approvata usanza sociale di bere sostanze che provocano dipendenza ( Rush 1970).
Secondo Levine (1979) nel lavoro di Rush apparve per la prima volta il concetto di dipendenza (Addiction) e questo rappresentò l’avvento di un nuovo paradigma che segna una rottura con le precedenti concezioni secondo le quali le persone bevevano e si ubriacavano perché lo volevano e non perché erano in qualche modo costrette (Levine, 1979).

Da queste idee, verso la fine del XVIII secolo, negli Stati Uniti, nacque il Movimento di Temperanza e durante il XIX secolo si sviluppano varie organizzazioni di astinenti, come l’Esercito della Salvezza e l’Organizzazione Internazionale dei Buoni Templari, che si battevano contro la produzione, la diffusione e consumo di bevande alcoliche.
Queste associazioni fondavano anche degli asili dove gli alcolisti potevano ricevere trattamenti specifici.
Tuttavia, con il diffondersi dell’industrializzazione, l’accento fu spostato sugli effetti negativi dell’alcol legati agli incidenti sul lavoro, al costo per i lavoratori e le loro famiglie soprattutto sul ruolo del bar come luogo di nascita del crimine e dell’immoralità.

L’alcolista fu visto sempre meno come una vittima e sempre più come una minaccia per la comunità e l’ideologia dei vari movimenti di temperanza divenne più estrema e si orientò verso il Proibizionismo.

L’applicazione del proibizionismo ebbe il suo culmine negli Stati Uniti con l’approvazione del 18° emendamento della Costituzione che vietò la produzione, la vendita ed il consumo di alcolici dal 1919 al 1933, anno in cui fu abolito perché, nonostante ci fosse stata un’effettiva riduzione del consumo di alcol (alcolismo) e dei problemi alcol-correlati questa legge aveva creato più problematiche di quante ne avesse risolte ( contrabbando, mala vita, ecc.).
Alcuni autori preferiscono considerare il modello di Temperanza come distinto dal modello morale, in quanto il primo vede
l’alcol come una droga pericolosa da consumare in ogni caso con cautela, mentre il secondo vede nella debolezza dell’individuo la causa dei problemi legati al consumo di alcol.

Altri distinguono il modello morale in due sotto modelli: un modello morale  (dry) asciutto che considera l’alcol come una sostanza nociva e quindi comunque inaccettabile ed un modello morale (wet) bagnato per il quale gli alcolisti sono persone che non obbediscono alle regole di un modo di bere socialmente accettabile (Hester, Sheeby 1990).

Il Modello Morale ha dominato nel 1800 ma non ha cessato del tutto di influenzare il pensiero sul fenomeno.

Infatti ancora oggi, sia nel linguaggio comune che in quello professionale, vengono usati termini come vizio, colpa ed alcolizzato con la sua connotazione dispregiativa.

Negli ultimi duecento anni la definizione dell’alcolismo si è del resto modellato sugli sviluppi del pensiero sulla devianza in generale e sulla malattia mentale in particolare.

Fino al XX secolo, malattia mentale e ubriachezza abituale (alcolismo) erano entrambe attribuite a un fallimento nel regolare se stessi e di conseguenza erano utilizzati trattamenti morali e repressivi nell’intento di ricostruire il potere di autocontrollo attraverso la disciplina, la routine e il duro lavoro ( Hudolin, 1991; Levine, 1979).

Si veda anche il ‘Modello Medico

I principali modelli teorici per i problemi alcolcorrelati: Teorie Cognitivo Comportamentali

I principali modelli teorici per i problemi alcolcorrelati: approcio familiare sistemico

I principali modelli teorici per i problemi alcolcorrelati: Teorie psicodinamiche

I principali modelli teorici per i problemi alcolcorrelati: Il Modello Medico

Tratto da: Modelli teorici per i problemi alcolcorrelati, l’approccio ecologico-sociale ai problemi alcolcorrelati e complessi di Vladimir Hudolin e la psicologia di comunità – Guido Guidoni e Angela Tilli

I principali modelli teorici per i problemi alcolcorrelati: approcio familiare sistemico

Approcio familiare sistemico

(approcio-familiare-sistemico ai problemi alcol-correlati)

L’approccio familiare sistemico può essere sinteticamente considerato l’ambito teorico cui si riferiscono diversi paradigmi terapeutici accomunati dal attenzione alle relazioni più che agli individui, al qui ed ora più che al passato (terapia sistemica in senso stretto, terapie strategiche e terapie strutturale).

La teoria sistemica inizialmente fu applicata allo studio della schizofrenia: l’articolo “verso una teoria della schizofrenia” pubblicata nel 1956 da Bateson, Jackson, Haley e Weakland viene considerato come la nascita della concezione sistemica della famiglia e lanciò verso la fama mondiale il gruppo fondato negli anni 50 da Beatson per studiare la comunicazione.

Unendo lo studio sulla comunicazione alla teoria generale dei sistemi di Von Bertalanffy (1968) e alle idee del cibernetica, la famiglia viene considerata come un sistema di parti interconnesse che si autoregola attraverso meccanismi dei retroazione.

L’iniziale terapia sistemica si è poi suddivisa in diversi modelli e scuole ed è stata considerata applicabile a qualsiasi tipo di disturbo psicologico evitando tuttavia qualsiasi considerazione eziologica di tipo nosografico ma facendo risalire ogni sintomo psicologico (uso di alcol e droghe compresi), ad una disfunzione del sistema.

Il sistema preso in considerazione è il sistema familiare di cui nelle diverse formulazioni vengono sottolineati aspetti diversi: l’omeostasi familiare e paziente designato (Jackson Weakland, 1961), la pragmatica della comunicazione (Watzlavick, Jakson Beavin, 1967), il potere ed il controllo (Haley, 1976), struttura, confini, disimpegno, invischiamento (Minuchin, 1974).

Le diverse terapie familiari si sono occupate e si occupano dunque di problemi alcolcorrelati senza proporre un’ipotesi specifica sulla loro eziologia e, nonostante la derivazione sistemica, raramente considerano oggetti di studio più ampi della famiglia.

Gregory Bateson, riconosciuto da tutte le scuole di terapia familiare come loro precursore e fondatore, si è sentito tradito dalla traduzione del proprio pensiero in pratiche terapeutiche codificate e circoscritte e si è dedicato fino alla sua morte allo studio di una epistemologia globale che trascendesse ogni applicazione terapeutica basata sulle sue idee (Bertrando, Toffanetti, 2000).

I principali modelli teorici per i problemi alcolcorrelati: Teorie della personalità

I principali modelli teorici per i problemi alcolcorrelati: Teorie psicodinamiche

I modelli teorici per i problemi alcolcorrelati:l’approcio ecologico-sociale

I principali modelli teorici per i problemi alcolcorrelati: Il Modello Medico

I principali modelli teorici per i problemi alcolcorrelati: Il Modello Morale

approcio-familiare-sistemico ai problemi alcolcorrelati

Le Malattie dell’alcol: la psicosi di Korsakoff

La Psicosi di Korsakoff

La psicosi di korsakoff dell’alcolista viene così chiamata in omaggio al grande psichiatra russo Korsakoff, che è stato il primo a descrivere questa malattia.

Si tratta di una vera e grave turba psichica, abitualmente accompagnata anche da un lesione dei nervi periferici, la cosiddetta polineuropatia alcolica, per cui la malattia viene anche chiamata psicosi Polineuritica.

La malattia si evidenzia e con un rapido decadimento intellettuale dell’alcolista.

L’ammalato dimentica; egli ricorda gli avvenimenti recenti, con crescente difficoltà; spesso egli è distratto è irrequieto.

Dal momento che il malato dimentica alcuni avvenimenti si verificano, come si dice a volte, dei “buchi” nei suoi ricordi.

Questa mancanza di ricordo viene sostituita dall’amalato con riferimenti e avvenimenti inventati e ciò viene scientificamente chiamato confabulazione.
Così, per esempio, l’ammalato che non riconosce il suo medico, lo saluterà come un compagno di osteria, incontrato la sera prima, malgrado egli si trovi in ospedale già da parecchi giorni.

La malattia di Korsakoff è una gravissima complicazione dell’alcolismo.

In un terzo dei casi non è possibile alcun recupero, per un altro terzo sono possibili alcuni miglioramenti e soltanto il restante gruppo può guarire, se le cure vengono prestate tempestivamente.

Ancora poco tempo fa si riteneva che non si potesse ottenere alcun risultato con il trattamento della malattia di Korsakoff.

A volte disturbi psichici, simili a quelli che si verificano nella psicosi di Korsakoff, possono insorgere anche in seguito ad altre malattie e non devono necessariamente essere soltanto una conseguenza dell’alcolismo.

In questi casi, di solito, non via polineuropatia.

La psicosi di Korsakoff si verifica in alcolisti nei quali, dopo un annoso alcolismo, si instaurano gravi lesioni del tessuto cerebrale.

La lesione del cervello si evidenzia con un atrofia del cervello.

L’atrofia colpisce qualche volta in modo particolare la corteccia cerebrale nelle regioni frontali; più comune è una combinazione dell’atrofia corticale e sottocorticale.

 

Le Malattie dell’alcol: lo Stato di Ebbrezza Patologica  

Tratto da: Vincere l’Alcolismo- una moltitudine di esistenze bruciate, la pace perduta di molte famiglie, un nemico troppo spesso sottovalutato. La necessità di conoscere ciò che si deve sconfiggere   di Vladimir Hudolin