Difficoltà connesse al consumo di bevande alcoliche: come affrontarle?

risposta alla domanda numero 1

Cosa si intende per difficoltà connesse al consumo di bevande alcoliche e qual’è il modo di prevenirle e affrontarle?
Le bevande alcoliche ed il loro consumo accompagnano l’uomo, si può dire da sempre?

Le scoperte archeologiche più recenti dimostrano che l’uomo conosceva il modo di produrre l’alcol per fermentazione da prima di 35.000 40.000 anni fà.

Con l’andare del tempo il bere alcolico ed alcune sue conseguenze, quali ad esempio ubriachezza, venivano accettati quali comportamenti normali.

Più tardi, con lo sviluppo delle civiltà e di progresso tecnologico, alcuni fenomeni connessi con l’uso delle bevande alcoliche, come lo stato di ubriachezza in determinate situazioni, il comportamento aggressivo, cominciano ad essere considerati infrazioni alle nome e difetti morali.

Da un secolo circa alcune conseguenze del bere, come ad esempio le psicosi alcoliche, vengono considerate invece una malattia vera e propria.

Attualmente si accumulano le testimonianze che anche il cosidetto ‘bere moderato sociale, accettabile, permesso’ può provocare disturbi sociali e sanitari anche in assenza di una dipendenza alcolica .

In riferimento al fatto che l’ubriachezza e l’alcolismo ovvero lo stato di dipendenza dall’alcol comportano difficoltà per il singolo, la sua famiglia e la società, è da tempo che si cercano di eliminare ed ostacolare tali danni, escogitando adottando varie misure.

La maggior parte delle conseguenze negative del bere alcolico e dell’alcol dipendenza non è tanto di pertinenza medica quanto di natura socio comportamentale per cui si ha tentato di regolare il consumo delle bevande alcoliche nella società con varie misure:

  • la misure disciplinare
  • i programmi di educazione sanitaria e sociale
  • il proibizionismo

Il primo modello di approccio alla lotta contro le difficoltà legate al bere alcolico è stato quello moralistico.

Secondo tale modello il bere era considerato un vizio morale e la lotta contro di esso era in sostanza un compito delle organizzazioni per la sobrietà che lottavano contro ogni produzione e consumo di bevande alcoliche.

Quando poi il bere divenne un ostacolo serio lo sviluppo tecnologico, caratterizzato da uno sviluppo del traffico stradale della produzione industriale, si adottarono ancora misure limitative e di controllo, anche se l’ alcolismo gradualmente cominciava ad essere accettata come malattia  e si dava avvio a modalità più efficaci di trattamento degli alcolisti.

Parallelamente andava prendendo forma il cosiddetto modello medico, visto come modo nuovo di approccio all’alcolismo.

Va rimarcato che nonostante il trattamento degli alcolisti abbia dato risultati un tempo ritenuti insperati in tutto il mondo, è stato in pratica dimostrato che, in assenza di altre misure, non si possono risolvere tutte le difficoltà legate all’assunzione di bevande alcoliche.

Sotto questo profilo anche il modello medico ha finito con lo svelare i propri limiti.

Si può intanto constatare che:

1 – il numero degli alcolisti in trattamento mostra un lieve ma continuo aumento
2 – è pure un aumento il consumo di bevande alcoliche.
3 –  il bere, quale espressione di un determinato comportamento, è adottato da gruppi di popolazioni più giovani.
4 – sono sempre più giovani vengono ricoverate negli ospedali per alcolismo.
5 – rispetto agli uomini il numero relativo alle donne alcoliste sta aumentando .
6- è sempre maggiore il numero dei letti , delle istituzioni e dei quadri operativi,  che vengono predisposti per la cura dell’alcolismo.
7- è sempre maggiore numero della psicosi alcoliche e degli altri gravi complicazioni della salute nel momento in cui viene iniziato trattamento.
8 – nelle varie regioni del mondo dove una volta si beveva esclusivamente vino, si tende a bere anche superalcolici.
9- aumenta il numero dei problemi di carattere non medico, legate al consumo di bevande alcoliche.

Basta accennare al fatto che ad esempio nella sola Croazia, gli etilisti trascorrono  negli ospedali psichiatrici mezzo milione di giornate di ricovero all’anno.

Tutto ciò reclama la necessità di elaborare un programma per combattere tutte le difficoltà causate dal consumo di alcolici, siano esse natura medica o no.

Il modello medico per la lotta i problemi legati al consumo di bevande alcoliche sempre più esteriormente viene sostituito da quello medico sociale.

Sembra che il modo migliore di intervento sia quello di organizzare,  a livello locale, un programma di assistenza e di promozione della salute mentale, nel quale poteva anche inserire, in un modo più specifico, il programma di lotta contro le difficoltà legate al consumo di bevande alcoliche.

Il programma comunale a sua volta dovrebbe contenere i programmi delle comunità locali, i programmindelle organizzazioni di base del lavoro associato, i programmi delle scuole elementari e delle scuole professionali è così via.

Il contenuto minimo del programma dovrebbe consistere nell’educazione sanitaria e sociale che consenta ad ogni membro della società autotutelarsi e auto aiutarsi.
La nuova legge sulla protezione sanitaria che è stata introdotta dalla RSD Croazia primo gennaio dell’81 asseconda tale programma in quanto il ruolo principale per la protezione ed il miglioramento della salute viene dato al servizio primario di assistenza e protezione sanitaria di base, al medico generico,  al medico della medicina del lavoro, al medico scolastico, al medico dentista e alle loro equipe.

La legge inoltre accetta anche il principio di autoprotezione e autoaiuto nell’ambito dei programmi per la fondazione sanitaria.

Tratto da: Vincere l’alcolismo di Vladimir Hudolin – edizioni PIEMME 1982

Le 12 domande sull’Alcolismo del prof. V. Hudolin nel 1980

I principali modelli teorici per i problemi alcolcorrelati: teorie socio-culturali

I principali modelli teorici per i problemi alcolcorrelati: Il Modello Medico

Le Malattie dell’alcol: lo Stato di Ebbrezza Patologica

Alterazioni nervose e psichiche in conseguenza dell’ alcolismo.

Lo stato di ebbrezza patologica.

A parte l’ubriachezza acuta dell’alcolista, nella letteratura viene molte volte descritta una ubriachezza detta patologica, nonostante questo termine possa far nascere un ambiguità.

Se esiste un ubriachezza patologica, infatti, si potrebbe presupporre l’esistenza anche di un’ubriachezza che non lo sia, nonostante che tutte le ubriachezze rappresentino una condizione patologica.

Malgrado altri termini proposti per questo quadro clinico, il termine ebbrezza patologica continua ad essere usato nella letteratura medica, e bisogna mantenerlo finché non se ne trova uno migliore.

Si tratta di una ubriachezza acuta e pericolosa, caratterizzata da gravi disturbi psichici della persona ubriaca.

Può manifestarsi nella persona che si ubriaca per la prima volta e nei bevitori moderati, ma più spesso nello stato di ebbrezza dell’alcolista.

Lo stato di ebbrezza patologico si può verificare già dopo le assunzioni di una quantità di alcol relativamente piccola.

I disturbi principali consistono in uno stato confusionale, in un marcato comportamento aggressivo ed in una successiva amnesia totale o almeno parziale di tutto quanto è successo durante lo stato di ebbrezza patologico.

Il pericolo che deriva da una tale persona è particolarmente grave, tanto più che l’ubriaco in un tale stato non sempre manifesta chiari segni esteriori di uno stato di ebbrezza, oppure di un comportamento anormale.

Lo stato di ubriachezza patologico si conclude di solito con il sonno, per quale l’ammalato si sveglia dopo alcune ore e non ricorda nulla di quanto è successo, oppure lo ricorda sono in parte.

In questo stato la persona ubriaca può avere un attacco epilettico.

Non si è tutt’ora stabilita la causa per cui lo stato di ebbrezza patologico si verifichi in alcune persone e altre no.

Alcuni ritengono che la causa sia la predisposizione di certe persone.

Tratto da: ‘ Vincere l’Alcolismo’ – una moltitudine di esistenze bruciate, la pace perduta di molte famiglie, un nemico sottovalutato. La necessita di conoscere ciò che si deve sconfiggere- Vladimir Hudolin (1993)

Tolleranza all’alcol: fare attenzione

Premettiamo subito che l’alcol essendo una droga è altamente tossico come tutte le droghe conosciute.

La Tolleranza alla quantità di alcol, altro non è che la risposta dell’organismo nel tentare di metabolizzare la sostanza tossica.

Quando aumenta la tolleranza all’alcol si è intossicati e ci si stà avvicinando alla dipendenza (disturbo da abuso di sostanze alcoliche)

Il grado di intossicazione all’alcol ed il grado di dipendenza viene spesso definito come: “io l’alcol lo reggo bene“, con ciò si sta dichiarando che l’abuso della sostanza  aumenta regolarmente e che è necessario porsi il problema quanto prima.

Si puo prevedere un periodo di astensione dall’alcol breve per valutarne il grado di intossicazione.

Il prof. V. Hudolin, suggeriva alle persone che dichiaravano di non avere problemi con l’alcol, di misurare la loro convinzione facendo un semplice test.

Astenersi totalmente dalle bevande alcoliche per un periodo di sole 6 settimane in prossimità di feste comandate. Chi vi riusciva senza problemi poteva affermare con certezza che non esisteva in lui nessun rapporto di dipendenza dalla sostanza.

Nelle Società la cui cultura considera l’alcol come alimento ed elemento di convivialità e dove viene accettatal’usanza di ubriacarsi durante le feste (Room e Maleka, 2000) si verifica spesso il fenomeno di una tendenza ad una alta tolleranza all’acol.

La teoria epidemiologica-statistica, elaborata da Lederman (1964), ha dimostrato che il consumo medio pro capite di alcol è proporzionale alla prevalenza dei problemi alcolcorrelati.

La  quantità di alcol ingerita senza apparenti segni di ubriachezza (Tolleranza) tende ad aumentare secondo diversi fattori come gli aspetti fisici (peso, altezza), gli aspetti socio-economici (ambiente esterno e qualità della sostanza ingerita) e gli aspetti genetici (razza, DNA).

Ecco come interpretava la ‘Tolleranza’ il Prof. Hudolin nel suo ‘Vincere l’Alcolismo’:

Il bere sostanze alcoliche per un tempo prolungato può condurre un certo numero di persone all’alcolismo.
Esso si manifesta con una progressione precisa: all’inizio si nota un’associazione all’alcol e un’assunzione sempre maggiore delle bevande alcoliche che nel linguaggio professionale viene chiamato ‘aumento della tolleranza’ col incremento dell’uso.
Questa è la fase del cosiddetto bere sociale, quando cioè l’alcol viene bevuto in compagnia, con amici e fuori dall’orario di lavoro.
La quantità bevuta dipende dalla tolleranza ed è differente dell’uno all’altro bevitore moderato.
Poi quando cominciano le forme più pericolose del bere inizia a manifestarsi pienamente ‘bere problematico’.
Il soggetto ha vari problemi sanitari, familiari, lavorativi e sociali senza essere ancora alcolista.
Più tardi il soggetto inizia a bere prima di cominciare il lavoro e poi piccole quantità, costantemente, per tutta la giornata, giungendo a sera, a volte, anche ubriaco.
E’ questo modello più frequente ma non l’unico che caratterizza il comportamento dell alcolista.
All’inizio dell’alcolismo appaiono le ‘amnesie alcoliche’ o ‘palinsesti’ alcolici come li chiama Jellinek.

L’alcolista non ricorda il periodo delle ubriachezza.

Dopo una ubriachezza forte anche Il bevitore moderato non si ricorda, o si ricorda solo parzialmente dell’accaduto durante la sbornia.
Poi col passare del tempo si verificano amnesie che compaiono anche dopo l’assunzione di quantità minime di alcol, molto minore rispetto alla quantità precedentemente sopportate senza problemi.

L’alcolista perde ben presto la capacità di controllo delle quantità di bevande alcoliche che ingerisce e va spesso in conto numerose disturbi di carattere psicologico, fisico o sociale.

Quando una persona inizia a bere passa dell’astinenza al bere moderato.
L’alcolista che una volta sopportava grandi quantità di alcol, su ubriaca assumendo quantità minori.

La Tolleranza Alcolica

I principali modelli teorici per i problemi alcolcorrelati: Il Modello Morale

Il primo modello teorico che propone un’eziologia e un trattamento per problemi connessi all’uso di alcool è il modello morale che ha dominato per tutto XIX secolo.
Tale modello attribuisce il bere eccessivo o ubriachezza a deficit della responsabilità personale o della forza spirituale.
Il dottor Benjamin Rush nel 1785 considerava l’ubriachezza come “una malattia della volontà“.
Rush prescriveva come cura l’astensione immediata e totale del delle bevande alcoliche e riteneva che l’alcolista fosse una vittima della diffusa e approvata usanza sociale di bere sostanze che provocano dipendenza ( Rush 1970).
Secondo Levine (1979) nel lavoro di Rush apparve per la prima volta il concetto di dipendenza (Addiction) e questo rappresentò l’avvento di un nuovo paradigma che segna una rottura con le precedenti concezioni secondo le quali le persone bevevano e si ubriacavano perché lo volevano e non perché erano in qualche modo costrette (Levine, 1979).

Da queste idee, verso la fine del XVIII secolo, negli Stati Uniti, nacque il Movimento di Temperanza e durante il XIX secolo si sviluppano varie organizzazioni di astinenti, come l’Esercito della Salvezza e l’Organizzazione Internazionale dei Buoni Templari, che si battevano contro la produzione, la diffusione e consumo di bevande alcoliche.
Queste associazioni fondavano anche degli asili dove gli alcolisti potevano ricevere trattamenti specifici.
Tuttavia, con il diffondersi dell’industrializzazione, l’accento fu spostato sugli effetti negativi dell’alcol legati agli incidenti sul lavoro, al costo per i lavoratori e le loro famiglie soprattutto sul ruolo del bar come luogo di nascita del crimine e dell’immoralità.

L’alcolista fu visto sempre meno come una vittima e sempre più come una minaccia per la comunità e l’ideologia dei vari movimenti di temperanza divenne più estrema e si orientò verso il Proibizionismo.

L’applicazione del proibizionismo ebbe il suo culmine negli Stati Uniti con l’approvazione del 18° emendamento della Costituzione che vietò la produzione, la vendita ed il consumo di alcolici dal 1919 al 1933, anno in cui fu abolito perché, nonostante ci fosse stata un’effettiva riduzione del consumo di alcol (alcolismo) e dei problemi alcol-correlati questa legge aveva creato più problematiche di quante ne avesse risolte ( contrabbando, mala vita, ecc.).
Alcuni autori preferiscono considerare il modello di Temperanza come distinto dal modello morale, in quanto il primo vede
l’alcol come una droga pericolosa da consumare in ogni caso con cautela, mentre il secondo vede nella debolezza dell’individuo la causa dei problemi legati al consumo di alcol.

Altri distinguono il modello morale in due sotto modelli: un modello morale  (dry) asciutto che considera l’alcol come una sostanza nociva e quindi comunque inaccettabile ed un modello morale (wet) bagnato per il quale gli alcolisti sono persone che non obbediscono alle regole di un modo di bere socialmente accettabile (Hester, Sheeby 1990).

Il Modello Morale ha dominato nel 1800 ma non ha cessato del tutto di influenzare il pensiero sul fenomeno.

Infatti ancora oggi, sia nel linguaggio comune che in quello professionale, vengono usati termini come vizio, colpa ed alcolizzato con la sua connotazione dispregiativa.

Negli ultimi duecento anni la definizione dell’alcolismo si è del resto modellato sugli sviluppi del pensiero sulla devianza in generale e sulla malattia mentale in particolare.

Fino al XX secolo, malattia mentale e ubriachezza abituale (alcolismo) erano entrambe attribuite a un fallimento nel regolare se stessi e di conseguenza erano utilizzati trattamenti morali e repressivi nell’intento di ricostruire il potere di autocontrollo attraverso la disciplina, la routine e il duro lavoro ( Hudolin, 1991; Levine, 1979).

Si veda anche il ‘Modello Medico

I principali modelli teorici per i problemi alcolcorrelati: Teorie Cognitivo Comportamentali

I principali modelli teorici per i problemi alcolcorrelati: approcio familiare sistemico

I principali modelli teorici per i problemi alcolcorrelati: Teorie psicodinamiche

I principali modelli teorici per i problemi alcolcorrelati: Il Modello Medico

Tratto da: Modelli teorici per i problemi alcolcorrelati, l’approccio ecologico-sociale ai problemi alcolcorrelati e complessi di Vladimir Hudolin e la psicologia di comunità – Guido Guidoni e Angela Tilli

I principali modelli teorici per i problemi alcolcorrelati: approcio familiare sistemico

Approcio familiare sistemico

(approcio-familiare-sistemico ai problemi alcol-correlati)

L’approccio familiare sistemico può essere sinteticamente considerato l’ambito teorico cui si riferiscono diversi paradigmi terapeutici accomunati dal attenzione alle relazioni più che agli individui, al qui ed ora più che al passato (terapia sistemica in senso stretto, terapie strategiche e terapie strutturale).

La teoria sistemica inizialmente fu applicata allo studio della schizofrenia: l’articolo “verso una teoria della schizofrenia” pubblicata nel 1956 da Bateson, Jackson, Haley e Weakland viene considerato come la nascita della concezione sistemica della famiglia e lanciò verso la fama mondiale il gruppo fondato negli anni 50 da Beatson per studiare la comunicazione.

Unendo lo studio sulla comunicazione alla teoria generale dei sistemi di Von Bertalanffy (1968) e alle idee del cibernetica, la famiglia viene considerata come un sistema di parti interconnesse che si autoregola attraverso meccanismi dei retroazione.

L’iniziale terapia sistemica si è poi suddivisa in diversi modelli e scuole ed è stata considerata applicabile a qualsiasi tipo di disturbo psicologico evitando tuttavia qualsiasi considerazione eziologica di tipo nosografico ma facendo risalire ogni sintomo psicologico (uso di alcol e droghe compresi), ad una disfunzione del sistema.

Il sistema preso in considerazione è il sistema familiare di cui nelle diverse formulazioni vengono sottolineati aspetti diversi: l’omeostasi familiare e paziente designato (Jackson Weakland, 1961), la pragmatica della comunicazione (Watzlavick, Jakson Beavin, 1967), il potere ed il controllo (Haley, 1976), struttura, confini, disimpegno, invischiamento (Minuchin, 1974).

Le diverse terapie familiari si sono occupate e si occupano dunque di problemi alcolcorrelati senza proporre un’ipotesi specifica sulla loro eziologia e, nonostante la derivazione sistemica, raramente considerano oggetti di studio più ampi della famiglia.

Gregory Bateson, riconosciuto da tutte le scuole di terapia familiare come loro precursore e fondatore, si è sentito tradito dalla traduzione del proprio pensiero in pratiche terapeutiche codificate e circoscritte e si è dedicato fino alla sua morte allo studio di una epistemologia globale che trascendesse ogni applicazione terapeutica basata sulle sue idee (Bertrando, Toffanetti, 2000).

I principali modelli teorici per i problemi alcolcorrelati: Teorie della personalità

I principali modelli teorici per i problemi alcolcorrelati: Teorie psicodinamiche

I modelli teorici per i problemi alcolcorrelati:l’approcio ecologico-sociale

I principali modelli teorici per i problemi alcolcorrelati: Il Modello Medico

I principali modelli teorici per i problemi alcolcorrelati: Il Modello Morale

approcio-familiare-sistemico ai problemi alcolcorrelati

Le Malattie dell’alcol: la psicosi di Korsakoff

La Psicosi di Korsakoff

La psicosi di korsakoff dell’alcolista viene così chiamata in omaggio al grande psichiatra russo Korsakoff, che è stato il primo a descrivere questa malattia.

Si tratta di una vera e grave turba psichica, abitualmente accompagnata anche da un lesione dei nervi periferici, la cosiddetta polineuropatia alcolica, per cui la malattia viene anche chiamata psicosi Polineuritica.

La malattia si evidenzia e con un rapido decadimento intellettuale dell’alcolista.

L’ammalato dimentica; egli ricorda gli avvenimenti recenti, con crescente difficoltà; spesso egli è distratto è irrequieto.

Dal momento che il malato dimentica alcuni avvenimenti si verificano, come si dice a volte, dei “buchi” nei suoi ricordi.

Questa mancanza di ricordo viene sostituita dall’amalato con riferimenti e avvenimenti inventati e ciò viene scientificamente chiamato confabulazione.
Così, per esempio, l’ammalato che non riconosce il suo medico, lo saluterà come un compagno di osteria, incontrato la sera prima, malgrado egli si trovi in ospedale già da parecchi giorni.

La malattia di Korsakoff è una gravissima complicazione dell’alcolismo.

In un terzo dei casi non è possibile alcun recupero, per un altro terzo sono possibili alcuni miglioramenti e soltanto il restante gruppo può guarire, se le cure vengono prestate tempestivamente.

Ancora poco tempo fa si riteneva che non si potesse ottenere alcun risultato con il trattamento della malattia di Korsakoff.

A volte disturbi psichici, simili a quelli che si verificano nella psicosi di Korsakoff, possono insorgere anche in seguito ad altre malattie e non devono necessariamente essere soltanto una conseguenza dell’alcolismo.

In questi casi, di solito, non via polineuropatia.

La psicosi di Korsakoff si verifica in alcolisti nei quali, dopo un annoso alcolismo, si instaurano gravi lesioni del tessuto cerebrale.

La lesione del cervello si evidenzia con un atrofia del cervello.

L’atrofia colpisce qualche volta in modo particolare la corteccia cerebrale nelle regioni frontali; più comune è una combinazione dell’atrofia corticale e sottocorticale.

 

Le Malattie dell’alcol: lo Stato di Ebbrezza Patologica  

Tratto da: Vincere l’Alcolismo- una moltitudine di esistenze bruciate, la pace perduta di molte famiglie, un nemico troppo spesso sottovalutato. La necessità di conoscere ciò che si deve sconfiggere   di Vladimir Hudolin

 

Le 12 domande sull’Alcolismo del prof. V. Hudolin nel 1980

La serie di ’12 domande sull’alcol’ è stato estrapolato in versione originale dalla decima edizione di: ‘Alcolismo di Vladimir Hudolin’ edizione del 1985. Inutile rimarcare la incredibile attualità del testo.

Alcolismo di Vladimir Hudolin
Il lavoro denominato ‘Alcolismo di Vladimir Hudolin’ fu edito prima in lingua Croata e successivamente anche in lingua italiana. Arrivò allla X edizione.

Dopo aver stabilito, in base ad una comune discussione preliminare con il lettore, che assolutamente necessario scrivere sull’alcolismo, porrò l’attenzione su alcune domande fondamentali.

Desidero anche rilevare che oggi si parla sempre più spesso di alcoldipendenza invece che di alcolismo e, nell’ambito delle discussioni sull’alcolismo, oltre che di alcoldipendenza si parla molto dei problemi collegati al bere alcolico.

Le domande principali sono:

1- Cosa si intende per problemi connessi con il consumo di bevande alcoliche?

  • uno stato normale,
  • una malattia,
  • un vizio,
  • un disturbo temporaneo della Salute,
  • un incidente
  • infrazioni delle leggi

Leggi la risposta.

Qual è il modo per prevenirli e per combatterli? Introduzione al proibizionismo? La lotta per la moderazione del bere? La lotta contro l’alcolismo?? L’educazione sanitaria sociale?

2- Che cos’è la ubriachezza o l’intossicazione acuta da alcol?

  • uno stato normale?
  • un comportamento approvato?
  • un disturbo mentale?
  • una malattia?
  • alcolismo?

3- Che cos’è la dipendenza dall’alcol o alcoolismo?

  • una malattia?
  • un fenomeno sociale?
  • un vizio morale?

4- quando possiamo chiamare qualcuno alcolista o dipendente?

  • quando beve ogni giorno indipendentemente dalla quantità e senza ubriacarsi?
  • quando si ubriaca?
  • quando si ubriaca Uno due tre o più volte al mese anche se non beve ogni giorno?
  • quando beve saltuariamente?
  • quando beve solo determinate bevande?
  • quando beve tutto quello che gli capita?
  • quanto beve 1 2 o 3 o più bicchieri al giorno?

5- Qual è l’influenza dell’alcol sulla capacità lavorativa?

  • diminuisce la capacità lavorativa?
  • migliora la capacità lavorativa?
  • non influisce sulla capacità lavorativa?

6- l’alcolismo porta all’invalidità?

  • si
  • sì- no-
  • ha un particolare affetto in questo senso

7- L’alcol influisce sulla quantità e sulla qualità della produzione individuale o collettiva?

  • la peggiora
  • la migliora-
  • non influisce

8 – è necessario curare l’alcolista vale a dire la persona dipendente dall’alcol?

  • no
  • qualche volta
  • solo Se si hanno disturbi manifesti della Salute

9- possono gli stessi alcolisti cioè le persone dipendenti dall’alcol partecipare più attivamente il proprio mantenimento e come?

  • si-
  • no-
  • nell’ambito di specifiche organizzazioni
  • sotto la guida dell’operatore sanitario o sociale
  • senza intervento degli operatori sanitari o sociali

10- Che cosa è il ‘Club degli Alcolisti in Trattamento’?

  • un gruppo sociale-
  • un gruppo terapeutico-
  • uno strumento sostitutivo della società

L’appartenenza a questo gruppo che rappresenta un handicap per l’alcolista e i suoi familiari? Si o no?

11- E’ necessario adottare delle misure di lotta contro l’alcolismo e, in caso affermativo, quali dovrebbero potrebbero essere?

  • giuridiche amministrative
  • socio-sanitarie
  • esclusivamente sociali
  • esclusivamente mediche
  • nessuna

12- Quali atteggiamenti dovrebbero assumere le società, le organizzazioni specializzate, gli Alcolisti in Trattamento, i terapeuti nei confronti dell’astinenza e degli astinenti?

  • sostenerli-
  • ostacolare l’astinenza-
  • comportarsi con indifferenza.

Cercherò di esporre quanti più fatti possibili per permettere al lettore di formulare più facilmente un suo parere un giudizio finale che gli permetta poi di prendere una posizione personale nei confronti delle bevande alcoliche e dell’alcolismo.

Già da queste poche domande si intravedono varie possibilità di discutere dell’alcolismo a seconda dei diversi punti di vista e pertanto i quesiti potrebbero essere infiniti.

Mi limiterò però alle domande elencate sopra!

Le difficoltà connesse all’uso di bevande alcolice

Spiritualità Antropologica-Prof. Hudolin

Il Club è… parte I°

Le Malattie dell’alcol: delirium tremens

Alterazioni nervose e psichiche in conseguenza dell’alcolismo

delirium tremens

Il delirium tremens è il disturbo più noto e il più grave scompenso psichico acuto nel corso dell’alcolismo solo quando l’alcolismo è iniziato da almeno cinque anni.

Nella maggior parte dei casi si manifesta all’improvviso, acutamente, soprattutto se l’alcolista viene colpito da un’altra malattia acuta come broncopolmonite, febbre, in seguito ad un intervento chirurgico, ferite eccetera.

Nel delirium tremens l’ammalato ha molti disturbi di carattere fisico psichico: irrequietezza, paura, confusione, allucinazioni, sudorazione e febbre.

È possibile anche che si verifichi all’improvviso un arresto cardiaco come complicazione estrema.

Le cure devono essere accuratamente iniziate in un ospedale del reparto di cura intensiva, va rimarcato che malgrado i metodi attuali di trattamento muore 8/ 15% degli ammalati colpiti da delirium.

Non è sufficiente solamente guarire il malato dai disturbi acuti del delirio ma bisogna  in seguito trattare l’alcolismo. Se non viene fatto appena dimesso dall’ospedale l’alcolista ricomincia a bere e spesso ricade di nuovo nello stato di delirio durante il quale può morire.

Eccezionalmente il delirium tremens si può verificare anche nella prima adolescenza quando il bere inizia già durante l’infanzia.

A volte detta complicazione puoi esordire in modo insolito ed evidenzia sin da prima come palesi soltanto di notte: molti sogni paura, confusione ed insonnia, sudorazione, tachicardia mal di testa,  per molto tempo alcolista resta più o meno normale.

A volte questo stato viene chiamato pre delirio.

Alcuni pensano che il delirium tremens si verifichi a chi ha smesso improvvisamente di bere e quindi secondo questo ragiornamento esso si verificherebbe più spesso nelle persone in ricovero coatto oppure in quelle che improvvisamente smettono di bere.

Oggi l’improvvisa interruzione del consumo di alcolici non presenta alcun pericolo se l’alcolista viene contemporaneamente inserito in un trattamento.

Si parla eccezionalmente cosiddetto delirium tremens del neonato da madre alcolista quando il neonato viene improvvisamente privato dell’acqua che fino a quel momento gli arrivava  dal sangue della madre e si instaura un grave stato di privazione alcolica che lo può portare alla morte.

Sotto verranno menzionate le malformazioni e ritardi mentali, fetopatia alcolica dei bambini nati da donne alcoliste o che bevevano durante la gravidanza.

Tratto da: Vladimi HudolinVincere l’Alcolismo– una moltitudine di esistenze bruciate, la pace perduta di molte famiglie, un nemico spesso sottovalutato. La necessita di conoscere ciò che si deve sconfiggere- PIEMME 1993

 

Le Malattie dell’alcol: la Sindrome di Confine 

Che cosa è la dipendenza dall’alcol o alcolismo?