Corso di Sensibilizzazione all’Approcio Ecologico Sociale- Gatteo a Mare 26/30 settembre 2022- Conclusioni

CORSO DI SENSIBILIZZAZIONE ALL’APPROCCIO
ECOLOGICO-SOCIALE
Dai problemi alcol correlati alla promozione della salute
(metodo Hudolin)
Gatteo a Mare 26-30 Settembre 2022

Si è svolto dal 26 al 30 settembre 2022 presso l’hotel Walter di Gatteo a Mare il corso di
Sensibilizzazione all’approccio ecologico sociale, dai problemi alcolcorrelati e complessi
alla promozione della salute(Metodo Hudolin)

Coordinatore del corso: Valentino Patussi, Direttore Corsi di sensibilizzazione per Servitori-Insegnanti,

Direttore Sod-Alcologia, Azienda Universitaria Ospedaliera Careggi Firenze,

Cordinatore Centro Alcologia Regionale Toscana, Responsabile Stili di Vita Azienda Universitaria Careggi Firenze ,

Supervisione dei gruppi e co- coordinatore: Mirca Grossi Presidente Regionale ARCAT
Emilia-Romagna

Conduttori dei gruppi: Stefano Alberini, Ivano Marchi, Lorena Carpi, Alessandro Pelloni

Co-conduttori: Cristina Belli, Sergio Abretti, Andrea Gianpietri, Patrizia Guccini, Denis Gherardini, Angela Pradella

Direzione scientifica: Dott. Valentino Patussi , Dott. Michele Sanza, Dott.ssa Caterina Staccioli

Segreteria: Lucia Dosi, Mirzia Bocchia, con il prezioso contributo di Claudia Sforzi
e Franco Severi, della Toscana
Responsabile per la visita ai club: Ivano Marchi.
Il corso è stato organizzato dall’AICAT e dall’ARCAT Emilia Romagna Associazione dei club degli alcolisti in trattamento e dei club alcologici territoriali, con la collaborazione dell’ACAT Romagna, con il patrocinio del Comune di Gatteo, Cesena, Unione dei Comuni Valle del Savio, il Servizio Sanitario Regionale Emilia Romagna, Regione Emilia Romagna,
il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, “Direzione Generale del Terzo Settore e della
Responsabilità Sociale delle Imprese”.

L’iniziativa si è realizzata nell’ambito del progetto
“Reti al cubo” e con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena e
dell’Azienda Morigi e Conficconi.
Un particolare ringraziamento va al dott. Michele Sansa dirigente del Dipartimento delle
dipendenze patologiche di Forlì-Cesena, per aver sostenuto il corso e al Comandante della
Polizia Municipale dell’Unione Rubicone Mare : Alessandro Scarpellini per essere stato presente all’apertura del corso.
Si ringrazia l’Hotel Walter per l’ospitalità e l’Associazione ACAT Romagna, per l’impegno e l’organizzazione.

Al corso hanno partecipato 30 corsisti provenienti dalle provincie di :

Reggio Emilia, Modena, Ravenna, Bologna- Imola, Forli-Cesena, Ferrara, Mantova, Parma, Rimini;
di cui 21 dal movimento dei club, 3 dall’azienda ospedaliera dell’Emilia-Romagna e
Lombardia, 3 dall’azienda USL della Romagna, 3 dal mondo associativo territoriale e comunità.
Si ringraziano le famiglie dei club che hanno permesso ai corsisti di conoscere il club, di apprezzarne la loro accoglienza, l’apertura verso gli altri e la grande umanità che si sviluppa al loro interno.
La visita ai club inoltre ha permesso di toccare con mano le modalità del loro funzionamento
e il clima di solidarietà e di amore che vi si respira.
L’interazione tra i corsisti e le famiglie dei club è stata un momento emozionalmente
intenso.
Durante la settimana abbiamo vissuto un processo di cambiamento:
da una visione teorica e nozionistica dei problemi alcol-correlati si è passati al mettere in
discussione i rispettivi stili di vita portandoci ad una conoscenza più profonda delle nostre
emozioni e dei nostri comportamenti.
È stata apprezzata la struttura del corso dove si alternano:
momenti di lezione teorica,
discussioni in comunità,
lavori in piccoli gruppi con conduttori e autogestiti dove è stata possibile una condivisione
scoprendoci più permeabili verso gli altri.
Vista l’eterogeneità di età, di formazione e di percorsi di vita dei partecipanti ed in particolare la presenza di persone esterne al mondo dei club si è reso possibile uno scambio e una condivisione tra generazioni e esperienze molto diverse.
È stato possibile conoscere approfondire e discutere il metodo Hudolin che da oltre
quarant’anni offre la possibilità di cambiamento delle relazioni nelle famiglie e nell’intera
comunità con problemi alcol-correlati.
La partecipazione al corso degli operatori dei sevizi sanitari pubblici ha permesso di costruire
una relazione propedeutica ad una collaborazione concreta, ed ha messo in evidenza come
nel tempo i club si siano aperti a problematiche non necessariamente legate solo all’alcol.
È stato condiviso che il consumo di bevande alcoliche costituisce uno stile di vita dannoso
per la salute e i problemi alcol-correlati riguardano non solo l’individuo ma anche la sua
famiglia e tutta la comunità che è un sistema di mondi di cui tutti ne fanno parte
È stato condiviso che agire attraverso l’Approccio Ecologico-Sociale Antropo-Spirituale è
un modo nuovo di porsi ed intrepretare le relazioni che esistono tra le persone che
costituiscono sia una comunità famigliare che una comunità locale in cui tutti i problemi
comportamentali, non solo quelli alcol-correlati ma anche culturali, economici, politici,
ambientali, hanno la loro origine e la loro soluzione nei rapporti umani esistenti.
Si è sottolineata l’importanza dell’etica e della spiritualità antropologica rivolta alla persona
nella sua interezza cioè inserita in un contesto più ampio della famiglia: l’intera società e
l’intero eco-sistema e riconoscere quei valori che sono universali, interculturali, ecumenici,
immediatamente percepibili come bene comune.
Il club è una opportunità per riconoscere ed esercitare la spiritualità antropologica che è
fondamentale per il cambiamento della cultura dominante e migliorare la qualità della nostra
esistenza a partire dagli stili di vita sostenibili.
Il clima che si è creato tra i corsisti durante i lavori nei piccoli gruppi e la discussione
plenaria hanno fatto in modo che si arrivasse a focalizzare degli obbiettivi da raggiungere con
l’impegno degli stessi:

1. Il club è nato per affrontare i problemi alcol-correlati, negli anni ha incontrato la complessità
della vita ed è per questo motivo che si sono aperti alla multidimensionalità. Il club
condivide l’unione e la condivisione della sofferenza, della felicità, della gioia e ne diventa
partecipe lasciando la libertà di scelta e togliendo lo stigma che costruisce muri sia tra le
persone che tra le diverse culture.

2. La corresponsabilità come valore fondante della rete planetaria dei club, in base al principio
che siamo tutti corresponsabili di tutti. Questo nasce dalla consapevolezza
dell’interdipendenza dove ciascuno di noi è interconnesso con ogni altro essere vivente su
questo pianeta.

3. Durante il corso abbiamo riflettuto sull’importanza di mettere in relazione la persona, la
famiglia e la comunità in cui è inserita tra di loro, ma anche su un cambiamento di stile di
vita con un’attenzione particolare all’eco-equosostenibilità come valore di ricchezza ed
opportunità di crescita e cambiamento.

4. L’esperienza del corso ha fornito quelle abilità utili per il miglioramento della
comunicazione nella vita relazionale. Pur riconoscendo la difficoltà di parlare di sé stessi si
ribadisce l’importanza di parlare in prima persona come assunzione di responsabilità e di
rispetto: evitando di esprimere giudizi sugli altri.

5. Il lavoro nei piccoli gruppi ha permesso di apprendere ed agire quelle abilità e modalità di
comunicazione e di ascolto in maniera partecipata, di mettersi in relazione con l’altro
passando dalla teoria alla pratica ed esternare sempre le proprie emozioni “qui ed ora”.

6. Se si vuole diffondere la cultura dell’Ecologia Sociale dei club è importante rafforzare le
relazioni con i servizi territoriali sia pubblici che privati nella reciprocità che si basa sullo
sviluppo culturale del metodo Hudolin sempre aperto alle innovazioni.

7. La leggerezza e l’ironia durante la serata di club può aiutare il processo di cambiamento di
tutti, sia dentro che fuori dal club.

8. Si auspica che si possano sviluppare a tutti i livelli del movimento dei club la democrazia e
l’ecologia delle scelte e delle decisioni perché la democrazia è una ricchezza che oltre alla
costruzione dei consensi, che non è mai scontata, ha bisogno delle diversità e delle
minoranze.

9. I club e le associazioni hanno bisogno di persone disponibili che sappiano mantenere reti
funzionali e che si facciano carico di prendersene cura.

10. Si auspica la partecipazione delle famiglie e dei servitori ai Congressi, Convegni, Interclub e
a tutti i momenti di aggregazione ed eventi promossi dai vari livelli associativi.

11. Si propone la data 6 NOVEMBRE 2022 ALLE ORE 10 presso la sala del quartiere
Oltresavio in Piazza Anna Magnani – Cesena- per l’incontro di verifica tra tutti coloro che
hanno partecipato al Corso di Sensibilizzazione a Gatteo a Mare
12. Si ringrazia la disponibilità per il collegamento on line Francesco Da Fermo funzionario del
settore salute mentale e dipendenze patologiche della regione Emilia Romagna, Barbara
Leonardi psicologa collaboratrice settore salute mentale.
13. Un momento particolare è stata la tavola rotonda sull’importanza della cooperazione tra il
servizio pubblico e il privato sociale, coordinata da Lorena Carpi. Sono intervenuti: Andrea
Castellani Coordinatore area dipendenze Comunità educativa “San Maurizio Borghi”,
Dott.ssa Giovanna Maria Latino Dirigente medico Psichiatra VOD dipendenze patologiche
Forlì, Carmelina Labruzzo Assessore ai servizi sociali comune di Cesena e Valle del Savio,
Cristian Gianfreda Assessore alla Sanità e Servizi Sociali Rimini, Elisa Giannini Assessore
ai Servizi Sociali comune di Longiano, Lucia Pazzaglini Assistente Sociale comune di
Longiano, Paola Zomegnan Pedagogista responsabile della Comunità terapeutica per
alocolisti e giocatori patologici “Papa Giovanni XXIII”, Teo Vignoli Direttore UO
dipendenze patologiche Rimini, Dott.ssa Federica Righi Tossicologa SERD Forlì. Ognuno
di loro ha messo la propria esperienza nella rete territoriale, sottolineando l’importanza della
contaminazione tra le varie realtà.
14. Queste conclusioni verranno inviate all’AICAT ed all’ARCAT dell’Emilia Romagna, alle
ACAT presenti, al centro dipendenze alcol-fumo Rimini, al servizio delle dipendenze di Forlì
Cesena ed alla rivista Camminando Insieme per una più ampia diffusione.

 

 

Interclubs Modena 23 ottobre 2022

DOMENICA 23 ottobre 2022

BAR ARCOBALENO – Via Toniolo 124 – Modena

dalle ore 9 alle ore 12

L’ACAT – MODENA organizza un

INTERCLUB

Sul tema

SE CAMBIO IO, COSA VEDO NEGLI ALTRI ?

la nostra curiosità ci aiuti a vedere nelle relazioni le piccole cose, che di abitudine trascuriamo ma che sono importanti perché spie di cambiamento

Racconti, Confronti, Scambi, Propositi

e infine……condivideremo le torte

segno di amicizia

interclub modena ottobre 2022

Corso di sensibilizzazione Gatteo a Mare – dal 26 al 30 settembre

CDS GATTEO 2022-3    Download

Programma della settimana di sensibilizzazione che che si svolgerà a Gatteo a Mare dal 26 al 30 settembre 2022 confidando nella vostra collaborazione per darne massima diffusione Ivano

CDS GATTEO 2022- Download    Programma del Corso di Sensibilizzazione all’approcio Ecologico Sociale – metodo Hudolin

Incontro formativo- disturbi da uso di sostanze: una riflessione sulla vulnerabilità

il 29 aprile 2022 presso la sede di Acat Parma, dalle ore 18,30 si terrà l’incontro formativo dal titolo:
Disturbi da uso di sostanze: una riflessione sulla vulnerabilità.
Relatori:
Prof. Gilberto Gerra Dir. Ausl Parma Dipendenze Patologiche
Dott. Giuseppe Fertonani Affini Resp. UOS Unità Operativa Semplice Alcologia di Parma
Dott. Silvia Codeluppi Resp. Serdp di Parma

Moderatore:
Dott. Gianluca Boldrocchi, spec. inMedicina Interna e Geriatria
L’incontro avrà una durata di circa due ore e trenta minuti.

E’ possibile porre domande online.

Causa capienza ridotta è gradita la prenotazione anticipata al seguente link: Prenotazioni in presenza

Club Alcologici territoriali Parma

clicca per prenotare evento Acat Parma 29 aprile 2022 Una riflessione sulla vulnerabilità

Acat Parma ‘Il Volo’, via L. Testi, 4 Parma.

indicazioni maps

 

Dott.ssa Silvia Boldrocchi SerdpDott. Prof Gilberto Gerraincontro Acat Parma 29 aprile 2022Dott Fertonani Affini

Acat Parma ‘Il Volo’ è tornata in piena attività

Dopo le restrizioni per la pandemia, l’Acat di Parma ha ripreso ad accogliere e ad ascoltare, in maniera gratuita e anonima, chi prenota un incontro al numero telefonico 375.6026361 di via L. Testi, 4 a Parma.

di M.M.  Parma 22 marzo 2022

Parma – Tra i molti servizi che hanno dovuto ridurre le loro attività in presenza a causa della pandemia  c’era anche l’Acat di Parma con i suoi 8 club attivi, che ora è tornato ad accogliere chiunque ne abbia bisogno. L’Acat Parma ‘Il Volo’, Associazione Club Alcologici Territoriali, è un’organizzazione di volontariato che dal 1994 dà sostegno alle persone che affrontano problemi legati al consumo di alcool, e ai loro famigliari. L’associazione ha sede a Parma in via L. Testi, 4 (aperta su appuntamento) e in stretta collaborazione con le istituzioni locali, integrandosi in particolare con le attività del Servizio Ospedaliero di Alcologia, aiuta a prendere coscienza della dipendenza da alcol tramite un’accoglienza e un’attività informativa finalizzate all’ingresso nei club, gruppi di auto-mutuo-aiuto a cadenza settimanale e della durata di 90 minuti, ai quali sono invitati a partecipare anche i familiari.

Tramite questo percorso, a cui possono anche partecipare i famigliari, le persone conoscono le gioie e gli ostacoli verso la sobrietà, che è un obiettivo più difficile da raggiungere rispetto all’astenersi dal bere, perché comporta un cambiamento radicale e interiore, del proprio stile di vita.

A fianco dei volontari, alcuni dei quali professionisti, operano persone che in passato hanno avuto problemi legati all’alcool, ma che oggi sono pronti a mettere a disposizione degli altri la loro esperienza; anche gli stessi partecipanti ai gruppi possono dare aiuto, senza timore e senza nascondersi.

L’Acat Parma ‘Il Volo’ è aperta solo su appuntamento previo accordo telefonico o via email. Si può contattare l’associazione via email all’indirizzo acat.parmasud@virgilio.it o telefonicamente al numero 375.6026361

I Club degli Alcolisti: istruzioni per l’uso parte II°

Nei Club degli Alcolisti si sceglie: non bere è una scelta per tutta la famiglia.

Le famiglie dei club, scelgono di non bere e di non tenere nella propria casa bevande alcoliche.

È un atto di solidarietà e di condivisione ma è anche una scelta concreta di promozione e protezione della salute di ogni membro della famiglia.

Perché come si scoprira nel scuola alcologica territoriale, bere è sempre e comunque un comportamento a rischio, una minaccia per la salute di ciascuno di noi.

Non tenere alcolici in casa può sembrare cosa di poco peso in un mondo dove l’alcol è  sempre presente.

Non è così.

E’ una scelta importante perché indica che nella vita della nostra famiglia è stata presa una decisione, una decisione di cui possiamo tranquillamente essere orgogliosi.

È una scelta che promuove la salute e  nel nostro caso diminuisce anche i rischi di ricaduta.

Cosa si fa nei Club:

Cosa succede durante i nostri incontri settimanali ?

Ogni famiglia parla dei fatti, dei problemi, delle gioie ,dei dolori della settimana della sua vita.

Li portiamo all’attenzione ed alla discussione di tutti perché tutti possano dare il loro contributo.

Inoltre ogni famiglia parlando di se  e delle proprie esperienze ed opinioni  da la possibilità alle altre famiglie di trovare eventuali risposte valide anche per loro.

In questo parlare di quotidianità, di cose tristi, di questo scambiarsi pezzettini di vita  e di esperienza, opinioni, stimoli e confronti sta la vita del club.

Parliamo del presente  progettando il futuro e lasciamo il passato nei cassetti perché continuare a ricordarlo non serve.

Qui ed Ora

Il passato per quanto ne possiamo parlare non cambierà di sicuro.

In questo modo si crea l’empatia, una atmosfera  di solidarietà e di amicizia tra tutti noi, dove comunicare diventa più facile e bello, dove sei sempre accolti e mai giudicarti.

Ci si sente uniti.

Si capisce che il nostro problema ha toccato anche altre famiglie.

Si confrontano esperienze si partecipa ai cambiamenti degli amici e si tocca con mano che tornare  alla vita è possibile: questo è segreto dei club.

Frequentando il Club Capiamo che:

Voi che siete appena arrivati al club avete già sicuramente capito di essere entrato in una grande famiglia che vuole cambiare stile di vita, che vuole trovare in ciascuno il sorriso e la gioia.

Per ottenere questo ci sono alcune cose molto semplici da fare, cose che prima di arrivare a casa quasi sempre avevamo dimenticato.

Anzitutto sapersi mettere in discussione con se stessi e con gli altri.

Per molti è una grande fatica ma se non riusciamo a farlo resteremo chiusi nostri gusci e la nostra vita non cambierà.

Tutto questo significa un grande rispetto per le storie di tutti.

Il Club non è un tribunale proprio per questo non ci troviamo bene perché sappiamo che gli amici non ci giudicano ne tantomeno ci condannano.

rispettare le storie ciascuno vuol dire anche che tutto quello che viene detto club rimane nel club e questo ci fa sentire liberi di poter dire se vogliamo anche cose molto intime e personali.

All’inizio alcuni pensato che la loro frequenza al club serve al familiare Che più direttamente ha il problema con l’alcol.

Con il  tempo capiamo che siamo tutti al club anzitutto per noi stessi, per maturare il nostro personale cambiamento e che solo così potremo favorire il cambiamento del nostro familiare loro e nostro.

Nella vita i problemi possono ripresentarsi.

Vedrete famiglie che fanno i passi indietro,

famiglia che interrompono la frequenza club,

famiglie che fanno molta fatica a trovare la strada giusta per cambiare.

I club esistono  principalòmente per queste famiglie.

Quando una famiglia è in difficoltà, le altre del club si danno da fare per starle vicino per far sentire la solidarietà andando a visitarle, telefonando e convincendole a ritornare.

Un sorriso, la presenza, dirti che non siamo soli … sono tutti atteggiamenti che possono fare stare bene.

Quando iniziamo a frequentare il club, sappiamo di avere iniziato un percorso e sappiamo che cambiare sarà possibile.

Sappiamo anche che ciascuno ed ogni  famiglia ha  tempi  di risposta diversi che vanno rispettati.

Soprattutto sappiamo che quanto non è successo sino quel punto può succedere il giorno successivo.

E che il tempo è dalla nostra parte, che è una risorsa su cui dobbiamo imparare a contare.

La multidimensionalità della sofferenza

Molto spesso in una famiglia  i problemi alcolcorrelati non sono soli.

Nelle famiglie quasi sempre problemi si sommano e si intrecciano.

E’ il concetto della multidimensionalità della sofferenza.

Noi li chiamiamo problemi complessi.

Questo significa che il club è naturalmente aperto alle famiglie che presentano nello stesso membro  o in altri membri della famiglia altri problemi oltre a quello legato all’alcol (es. problemi psichici o del comportamento, uso di sostanze, ludopatia)

Una complessità che rappresenta la vita Diversità che alla fine scopriam seo essere una ricchezza.

Il servitore-insegnante

Il servitore è un membro del club che ha un suo ruolo specifico.

Quello di facilitare, stimolare quando serve la comunicazione interazione.

Il Servitore del nostro club non viene dirigerci  o a dirci cosa dobbiamo fare o a prendere decisione al posto nostro.
E naturalmente anche  il Servitore come ogni  altro membro partecipa alla vita del club innanzitutto per sè stesso.

Il servitore è al servizio delle famiglie e si dice che è anche insegnante in quanto prende parte alle scuole di aggiornamento periodiche.

Due concetti importanti:

Il Prof. Hudolin rimane in chi lo ha conosciuto un grande maestro di vita.

Hudolin ha fatto conoscere il  concetto di club e ne ha stimolato guidato la crescita con tante intuizioni geniali.

Tra le tante 2 sono particolarmente importanti:

  • L’Approcio ecologico sociale
  • La Spiritualita Antropologica

Tutto il Metodo Hudolin si basa su questi due pilastri.

 

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