che cos’è la dipendenza dall’alcol

che cos’è la dipendenza dall’alcol o alcolismo.

 -Tratto da Alcolismo di Vladimir Hudolin-

Il termine alcolismo cronico ‘alcoholismus chronicus’ è stato usato per la prima volta nel nel 1852 da Magnus Huss , professore di medicina interna dell’università di Stoccolma, anche se le abitudini alcoliche si possono far risalire a ben più remoti tempi.

Alcuni disturbi della salute già da epoche lontane venivano collegati con il bere però l’alcolismo sotto molti aspetti e per lungo tempo non è stato considerato una malattia vera e propria.

È ben noto il fatto che già una sola ubriacatura può portare a gravi alterazioni comportamentali e fisiche, limitate sia pure nel tempo.

In questo caso si parla di uno stato di ebbrezza acuta, di intossicazione da alcol o semplicemente di ubriachezza. Non sempre facile notare il comportamento particolare di una persona ubriaca. Durante lo stato di ubriachezza acuta possono altresì verificarsi  gravi disturbi psichici da risultare a volte pericolosi per la persona ubriaca e per coloro che le stanno vicino.

Un disturbo così grave è il cosiddetto ‘stato patologico di ubriachezza’. nel corso dell’ebrezza possono verificarsi anche attacchi epilettici e altre lesioni acute nonostante la malattia alcolica non sia ancora presente.

Se il consumo di bevande alcoliche diventa regolare ed eccessivo, perché nel frattempo si è instaurato una dipendenza alcolica con conseguente perdita della capacità di astensione dal bere, allora si può parlare di alcolismo.

In corso d’alcolismo o meglio di alcol dipendenze, soggetti colpiti manifestano disturbi comportamentali, lesioni organiche, problemi familiari e, in generale, problemi economici spesso gravate anche da altri completi sociali che a volte si concludono solo con la morte dei soggetti stessi.

Tutte le varie conseguenze dell’alcolismo si sviluppano con una sequenza temporale diversa, più o meno accelerata, a seconda dei vari fattori. Una persona gracile, fisicamente debole, che beve a stomaco vuoto e velocemente, cederà infatti all’alcol molto prima di una persona fisicamente forte, di robusta costruzione, che beve lentamente dopo aver mangiato.

Dopo 5 anni di consumo eccessivo e continuativo di bevande alcoliche si possono verificare gravi danni alla salute, però le conseguenze di alcolismo sul piano economico, familiare e sociale possono verificarsi anche molto tempo prima. E’ anche vero che le prime a comparire possono essere proprio le complicazioni organiche come ad esempio le lesioni pancreatiche, epatiche, neurologiche.

 

Cause dell’alcolismo ed il suo sviluppo.

credo che la maggioranza dei lettori si chiederà come si instaura la dipendenza del dall’alcol ovvero l’alcolismo. I motivi che nei singoli casi portano all’ alcolismo possono essere diversi. Molto spesso l’alcolismo nasce come abitudine poiché il singolo, già nella infanzia, subito a consumare bevande alcoliche. L’educazione bambino in un ambiente di alcolisti fluisce negativamente sullo sviluppo della personalità. Addirittura l’80% degli alcolisti proviene da famiglie in cui uno più membri tra i parenti più stretti e alcolista.

Se a questi dati si aggiungono anche problemi familiari o difficoltà di altro tipo, lo sviluppo dell’alcolismo sarà ovviamente più esteso. L’individuo cercherà infatti di alleviare tutte le difficoltà della propria esistenza con l’uso reiterato dell’alcol.

E noto che alcune malattie fisiche e psichiche possono contribuire allo sviluppo della malattia alcolica. Ad esempio, le persone depresse o quelle con malattie digestive possono alle volte ricorrere al consumo di bevande alcoliche. Anche in questi casi la persona ammalata cerca di trovare oblio nel alcol punto del complesso si può dire che l’alcolismo nasca dal connubio di tre gruppi di fattori causali: organici, psicologici e sociali.

Molto spesso si parla di cause ereditarie dell’ alcolismo. Ultimamente si tende a dedicare loro maggiore attenzione. va detto però che, anche accettando la possibilità che in un ristretto numero di casi si tratti di uno stato psichico ereditario specifico in ordine al quale la possono attendere alcolismo, è difficile credere che tutti gli alcolisti che giungono alla cura debbano tale loro condizione ragioni strettamente genetiche. D’altronde non è mai stato provato in modo indiscutibile il condizionamento genetico delle cholismo e in ogni modo una tale evidenza non cambierebbe niente circa la possibilità del trattamento e della riabilitazione.

Molte  come pure molti dei cosiddetti bevitori moderati sostengono di poter fare a meno del alcol e di bere per ragioni sociali o per altri motivi. E si affermano altresì che, volendo via gola potrebbero smettere di consumare bevande alcoliche in qualunque momento. Da qui nasce la necessità di dare la possibilità ad ogni cittadino di definire con un esperimento molto semplice il suo rapporto con le bevande alcoliche punto tra le prove molto semplice appunto si tratta infatti di consigliare la persona di smettere di bere ogni sei mesi per un periodo di seisettimane.se nella fase di interruzione alcolica questa persona non sente alcun bisogno di consumare bevande alcoliche addirittura non pensa continuamente al bere, allora si può dire che si tratta del cosiddetto consumo normale di bevande alcoliche. Sede altra parte la stessa non può interrompere il bere, o nel periodo di interruzione era quieta e sente bisogno di vivo di bere, dovrebbe richiedere una visita e vi parere del medico, esistendo già la sintomatologia individuale.

Inoltre ogni cittadino dovrebbe essere informato sulle possibilità di curare determinate malattie ed in particolar modo su quelle forme di trattamento che può applicare da solo senza l’assistenza di organizzazioni specializzate. Del resto una parsi particolare viene applicata anche nel caso di molte altre gravi e lunghe malattie come per esempio il cancro della mammella, l ipertensione arteriosa. Già dai tempi più remoti, da quando ciò esiste il consumo di bevande alcoliche, esistono gli alcolisti e le difficoltà che li coinvolgono. Negli antichi scritti di alcuni popoli, come il nostro si parla di dell’ubriachezza, dell’ alcolismo e di alcune misure consigliate per combattere questi fenomeni punto

Nella storia sociale si fa spesso menzione all’ alcolismo. Con l’inizio della rivoluzione industriale nel mondo sorge il problema dell’imbrigliamento della classe operaia, al quale ha contribuito in un certo qual modo anche l’alcol. Pensiamo soltanto la consuetudine di quel tempo, secondo la quale lo stipendio veniva distribuito ogni sabato nella osteria virgola che di solito apparteneva al padrone della città. Il lavoratore infatti lasciava la maggior parte del proprio guadagno nella osteria del padrone punto il capitalismo odierno e probabilmente non solo capitalismo non agisce più in questo modo perché alla fine non esiste un vero e proprio tornaconto; pur tuttavia ancora oggi ci sono delle situazioni che potrebbero benissimo rifarsi ai molti esempi storici di un passato non tanto lontano. Il colonialismo mondiale tra l’altro ha fatto spesso leva sull’ alcol punto con l’esercito di il conquistatore portava nel paese occupato anche i barili di superalcolici punto quindi l alcolismo, visto come male sociale virgola in ogni periodo storico ha mostrato aspetti particolari relazione a motivazioni situazioni sociali specifiche. Come del resto considerare il fenomeno odierno dei paesi sviluppati che fanno credete paesi sottosviluppati abbia favorire la costruzione di fabbriche destinate alla produzione di veranda alcoliche.

Il consumo delle bevande alcoliche nelle varie fasi storiche è legato ovviamente a cause specifiche per cui la lotta contro l’abuso dell’alcol dovrebbe adeguarsi al periodo storico nel quale esso viene intrapresa.

c’è stato un periodo quando l’alcolismo veniva considerato difetto via gola vizio. Il rapporto verso gli alcolisti era basato su questi principi e proprio per tale ragione non era pensabile nemmeno la quota di alcolismo, sicché l’alcolista veniva sottoposto unicamente misura disciplinare, a castighi e non ultimo al rifiuto della società.

Le misure amministrative nel trattamento degli alcolisti ancora ai giorni nostri sono relativamente frequenti. Nell’ultimo decennio però il punto di vista scientifico verso il problema dell’alcolismo è cambiato sostanzialmente. Si è appurato che la lista non beve per il fatto che desidera bere, ma perché in lui si è sviluppata la malattia della dipendenza dell’alcol che gli impone di bere.

Se egli smette di bere si manifestano la cosiddetta sindrome di astinenza o malattia astinenza. Egli beve per essere efficiente e vitale.

L’Alcolista da solo in assenza di cure di solito non è in grado di aiutarsi.

Va ribadito che ogni consumo di bevande alcoliche non può essere considerato malattia. L’ubriachezza acuta comporta varie difficoltà però non in ogni caso ubriachezza acuta si può parlare di malattia alcolica. Esiste anzi la credenza del consumo cosiddetto normale, sociale, moderato di bevande alcoliche, anche se è difficile accettare inopinatamente il parere che in tale consumo sia un fatto del tutto normale. Per poter giustificare il bere alcolico come modello normale di comportamento la società tende a ricorrere a varie argomentazioni punto ad esempio alcune bevande alcoliche più frequentemente vino e la birra, vengono dichiarati prodotti alimentari utili se non primari ed è in tal modo che a volte il loro consumo viene giustificato.

Le difficoltà in campo scientifico si presentano anche per il fatto che l’alcolismo spontaneo non è provocabile sperimentalmente nell‘animale come avviene invece per altre malattie.

Si è tentato di sviluppare l’alcolismo sperimentale degli animali però ciò è stato possibile realizzare solo sottoponendo le cavie allo stress biologico presente quotidianamente nell’uomo. Diminuendo eliminando i vari fattori di stress si registra un ritorno alla normalità e conseguente cessazione di assunzione alcolica.

All’uso smodato del bere subentra la tossicodipendenza alcolica che porta inevitabilmente a turbe psichiche e fisiche con perdita di tre fattori decisivi: volontà, forza e capacità reattiva.

L’aggravio della malattia alcolica viene così esteso al gruppo familiare e alla società, che devono farsi carico nel dare alla collega equilibra fiducia in se stessi in modo da riportarlo ed essere un elemento creativo e produttivo all’interno di quella realtà abbandonata nel decorso della malattia.

Erroneamente si pensa che l’alcolismo sia legato esclusivamente alle fasce del sottoproletariato e della sottocultura in generale mentre la l’estensione del fenomeno tocca tutti i ceti sociali. In nessun caso si devono gravare di pregiudizi inesorabili la stima via con la rispettabilità, la capacità lavorativa di questi malati che, una volta trattati, rientro non è la normalità.

Il comportamento delle persone, appartenente i vari gruppi sociali, voi sa più o meno positivo e quanto più positivo esso risulta, tanto più le singole persone si trovano vicino al centro del proprio cerchio sociale.

Alla periferia il cerchio si trovano individui o gruppi di emarginati, frange sotto-culturali, personalità che con il loro comportamento possono arrivare fino alla criminalità organizzata appunto nei gruppi marginali si trovano purtroppo molti alcolisti e dipendenti da droghe.

Quando un individuo incomincia a bere, inizia con il proprio comportamento sul tragitto verso il gruppo degli emarginati. Il passaggio nel gruppo degli emarginati ovviamente non è improvviso, ma graduale o addirittura, nonostante l’alcolismo, adesso può anche non avvenire.

Il movimento verso la periferia della società dovrebbe essere impedito molto prima dell’accertamento diagnostico della cholismo, senza attendere quindi che si instaurino gravi ed irripetibili disturbi di ordine sanitario sociale.

Accade spesso che, parallelamente all’ individuo, la famiglia intera posso trovarsi nel gruppo marginale punto il modello medico nella lotta contro l’alcolismo ancora oggi si orienta prevalentemente verso la cura sintomatica dell’acqua lista: ciò significa spesso attendere che la malattia alcolica si manifesti chiaramente prima di iniziare il trattamento, precludendo spesso ogni possibilità di riabilitazione completa.

Questo è il motivo per cui oggi l’approccio medico tende adesso sostituito da un altro tipo di intervento che prevenga in tempo ogni possibile sviluppo di malattie alcoliche e i gravi deterioramenti medico sociali che la caratterizzano.

Tale modello viene definito: modello medico sociale. Lo sviluppo della malattia alcolica viene accompagnato da molti segnali grazie ai quali è possibile individuarne alcune fasi punto il cambiamento della tolleranza verso l’alcol rappresenta una caratteristica relativamente costante di alcune fasi del bere e della dipendenza dell’alcol.

La tolleranza

 

la tolleranza può essere ferita una condizione di resistenza fisica e psichica: resistenza agli stress psichici oppure resistenza allo sforzo, lavorativo, agonistico, sportivo ovvero a sostanze come l’alcol, i narcotici, alcuni farmaci e così via. Si parla a volte di massima tolleranza alle frustrazioni al di là della quale la difesa della personalità cede e si crea un conflitto che finisce con l’esprimersi attraverso sintomi psichici punto il cambiamento della tolleranza può avvenire anche per motivi fisici, quale un cambiamento del metabolismo, per quanto riguarda una diminuita tolleranza verso l’alcol in alcuni soggetti, la presenza ad esempio di lesioni cerebrali, eccetera ..

La tolleranza di solito dipende da una serie di fattori e nel corso della vita può aumentare o diminuire appunto la tolleranza all’alcol anche nelle persone normali può essere soggetta a variazioni.

E’ noto che alcune delle persone tra loro sopportano anche notevoli quantità di alcol senza per altro di mostrare evidenti segni di pochezza; mentre al contrario possono versare in stato di ubriachezza dopo aver assunto quantità relativamente piccole di alcol.

La diversa tolleranza all’alcol nelle persone normalmente sane e legata a cause per ora sconosciute, probabilmente costituzionali ed ereditarie punto potrebbe forse risultare importante la struttura congenita da barriera e matto encefalica cioè a quella particolare membrana che separa il cervello dal sangue che vi circola.

Nel corso dello sviluppo dell’alcolismo si distinguono in ogni caso alcune fasi quali a tolleranza all’alcol si modifica Gradualmente.

Nella fase di consumo sociale si verifica un processo di graduale assuefazione all’alcol e un progressivo aumento della tolleranza ad esso.

La tolleranza dipende dalla quantità e dal modo in cui viene ingerito l’alcol.

In seguito prende inizio la fase della malattia alcolica durante la quale la tolleranza all’alcol resta lungo invariata.

Alcuni autori sostengono che la tolleranza all’alcol aumenta nell’alcolismo grazie ad un meccanismo di ingrandimento del fegato, visto quella trasformazione dell’alcol avviene per mezzo di alcuni enzimi, presenti principalmente nel fegato oltre che in altri organi.

E’ ovvio che in un fegato grande ce ne sono quantitativamente di più che in un fegato ridotto di volume, come avviene ad esempio nella fase avanzata cirrosi epatica. Secondo questa stessa teoria il la tolleranza all’alcol comincerebbe a diminuire quando il fegato diventa più piccolo, come il caso della cirrosi alcolica appunto.

Il segno della diminuzione della tolleranza all’alcol è un sintomo chiaro di uno stato avanzato dell’alcolismo.

L’intolleranza e l’alcol si riscontra nelle fasi finali di alcolismo quando gli ammalati su ubriacano già dopo modestissime quantità di bevande alcoliche.

Caratteristico che gli ammalati in questa fase, davanti al medico neghino il loro alcolismo e lamentino vari disturbi somatici che sono in verità conseguenza diretta dello stesso.

L’Alcolismo come problema personale, viene rifiutato questi ammalati che lo assimilano invece uno stato di debolezza fisica generale.

La tolleranza all’alcol può invece cambiare in seguito a gravi lesioni cerebrali, infiammatorio o di altra natura appunto probabilmente la causa è dovuta al fatto che tali lesioni danneggiano anche la barriera ematoencefalica per cui l’alcol penetra in notevole concentrazione con la rapidità nelle parti più profonde del cervello magari insieme ad altri prodotti tossici.

Le persone che hanno sparato un trauma a un processo morboso anche lieve devono essere avvertiti di questa possibilità poiché in questi casi anche piccolissime quantità di alcol possono portare a turbe psichiche cute e molto gravi o talvolta anche attacchi epilettici.

 

Alle persone che hanno avuto un grave trauma o una grave malattia al cervello è meglio consigliare un’astinenza permanente dall’uso di bevande alcoliche.

Difficoltà connesse al consumo di bevande alcoliche: come affrontarle?

Le Malattie dell’alcol: lo Stato di Ebbrezza Patologica

La Tolleranza all’alcool

I principali modelli teorici per i problemi alcolcorrelati: teorie socio-culturali

Difficoltà connesse al consumo di bevande alcoliche: come affrontarle?

risposta alla domanda numero 1

Cosa si intende per difficoltà connesse al consumo di bevande alcoliche e qual’è il modo di prevenirle e affrontarle?
Le bevande alcoliche ed il loro consumo accompagnano l’uomo, si può dire da sempre?

Le scoperte archeologiche più recenti dimostrano che l’uomo conosceva il modo di produrre l’alcol per fermentazione da prima di 35.000 40.000 anni fà.

Con l’andare del tempo il bere alcolico ed alcune sue conseguenze, quali ad esempio ubriachezza, venivano accettati quali comportamenti normali.

Più tardi, con lo sviluppo delle civiltà e di progresso tecnologico, alcuni fenomeni connessi con l’uso delle bevande alcoliche, come lo stato di ubriachezza in determinate situazioni, il comportamento aggressivo, cominciano ad essere considerati infrazioni alle nome e difetti morali.

Da un secolo circa alcune conseguenze del bere, come ad esempio le psicosi alcoliche, vengono considerate invece una malattia vera e propria.

Attualmente si accumulano le testimonianze che anche il cosidetto ‘bere moderato sociale, accettabile, permesso’ può provocare disturbi sociali e sanitari anche in assenza di una dipendenza alcolica .

In riferimento al fatto che l’ubriachezza e l’alcolismo ovvero lo stato di dipendenza dall’alcol comportano difficoltà per il singolo, la sua famiglia e la società, è da tempo che si cercano di eliminare ed ostacolare tali danni, escogitando adottando varie misure.

La maggior parte delle conseguenze negative del bere alcolico e dell’alcol dipendenza non è tanto di pertinenza medica quanto di natura socio comportamentale per cui si ha tentato di regolare il consumo delle bevande alcoliche nella società con varie misure:

  • la misure disciplinare
  • i programmi di educazione sanitaria e sociale
  • il proibizionismo

Il primo modello di approccio alla lotta contro le difficoltà legate al bere alcolico è stato quello moralistico.

Secondo tale modello il bere era considerato un vizio morale e la lotta contro di esso era in sostanza un compito delle organizzazioni per la sobrietà che lottavano contro ogni produzione e consumo di bevande alcoliche.

Quando poi il bere divenne un ostacolo serio lo sviluppo tecnologico, caratterizzato da uno sviluppo del traffico stradale della produzione industriale, si adottarono ancora misure limitative e di controllo, anche se l’ alcolismo gradualmente cominciava ad essere accettata come malattia  e si dava avvio a modalità più efficaci di trattamento degli alcolisti.

Parallelamente andava prendendo forma il cosiddetto modello medico, visto come modo nuovo di approccio all’alcolismo.

Va rimarcato che nonostante il trattamento degli alcolisti abbia dato risultati un tempo ritenuti insperati in tutto il mondo, è stato in pratica dimostrato che, in assenza di altre misure, non si possono risolvere tutte le difficoltà legate all’assunzione di bevande alcoliche.

Sotto questo profilo anche il modello medico ha finito con lo svelare i propri limiti.

Si può intanto constatare che:

1 – il numero degli alcolisti in trattamento mostra un lieve ma continuo aumento
2 – è pure un aumento il consumo di bevande alcoliche.
3 –  il bere, quale espressione di un determinato comportamento, è adottato da gruppi di popolazioni più giovani.
4 – sono sempre più giovani vengono ricoverate negli ospedali per alcolismo.
5 – rispetto agli uomini il numero relativo alle donne alcoliste sta aumentando .
6- è sempre maggiore il numero dei letti , delle istituzioni e dei quadri operativi,  che vengono predisposti per la cura dell’alcolismo.
7- è sempre maggiore numero della psicosi alcoliche e degli altri gravi complicazioni della salute nel momento in cui viene iniziato trattamento.
8 – nelle varie regioni del mondo dove una volta si beveva esclusivamente vino, si tende a bere anche superalcolici.
9- aumenta il numero dei problemi di carattere non medico, legate al consumo di bevande alcoliche.

Basta accennare al fatto che ad esempio nella sola Croazia, gli etilisti trascorrono  negli ospedali psichiatrici mezzo milione di giornate di ricovero all’anno.

Tutto ciò reclama la necessità di elaborare un programma per combattere tutte le difficoltà causate dal consumo di alcolici, siano esse natura medica o no.

Il modello medico per la lotta i problemi legati al consumo di bevande alcoliche sempre più esteriormente viene sostituito da quello medico sociale.

Sembra che il modo migliore di intervento sia quello di organizzare,  a livello locale, un programma di assistenza e di promozione della salute mentale, nel quale poteva anche inserire, in un modo più specifico, il programma di lotta contro le difficoltà legate al consumo di bevande alcoliche.

Il programma comunale a sua volta dovrebbe contenere i programmi delle comunità locali, i programmindelle organizzazioni di base del lavoro associato, i programmi delle scuole elementari e delle scuole professionali è così via.

Il contenuto minimo del programma dovrebbe consistere nell’educazione sanitaria e sociale che consenta ad ogni membro della società autotutelarsi e auto aiutarsi.
La nuova legge sulla protezione sanitaria che è stata introdotta dalla RSD Croazia primo gennaio dell’81 asseconda tale programma in quanto il ruolo principale per la protezione ed il miglioramento della salute viene dato al servizio primario di assistenza e protezione sanitaria di base, al medico generico,  al medico della medicina del lavoro, al medico scolastico, al medico dentista e alle loro equipe.

La legge inoltre accetta anche il principio di autoprotezione e autoaiuto nell’ambito dei programmi per la fondazione sanitaria.

Tratto da: Vincere l’alcolismo di Vladimir Hudolin – edizioni PIEMME 1982

Le 12 domande sull’Alcolismo del prof. V. Hudolin nel 1980

I principali modelli teorici per i problemi alcolcorrelati: teorie socio-culturali

I principali modelli teorici per i problemi alcolcorrelati: Il Modello Medico

Le Malattie dell’alcol: lo Stato di Ebbrezza Patologica

Alterazioni nervose e psichiche in conseguenza dell’ alcolismo.

Lo stato di ebbrezza patologica.

A parte l’ubriachezza acuta dell’alcolista, nella letteratura viene molte volte descritta una ubriachezza detta patologica, nonostante questo termine possa far nascere un ambiguità.

Se esiste un ubriachezza patologica, infatti, si potrebbe presupporre l’esistenza anche di un’ubriachezza che non lo sia, nonostante che tutte le ubriachezze rappresentino una condizione patologica.

Malgrado altri termini proposti per questo quadro clinico, il termine ebbrezza patologica continua ad essere usato nella letteratura medica, e bisogna mantenerlo finché non se ne trova uno migliore.

Si tratta di una ubriachezza acuta e pericolosa, caratterizzata da gravi disturbi psichici della persona ubriaca.

Può manifestarsi nella persona che si ubriaca per la prima volta e nei bevitori moderati, ma più spesso nello stato di ebbrezza dell’alcolista.

Lo stato di ebbrezza patologico si può verificare già dopo le assunzioni di una quantità di alcol relativamente piccola.

I disturbi principali consistono in uno stato confusionale, in un marcato comportamento aggressivo ed in una successiva amnesia totale o almeno parziale di tutto quanto è successo durante lo stato di ebbrezza patologico.

Il pericolo che deriva da una tale persona è particolarmente grave, tanto più che l’ubriaco in un tale stato non sempre manifesta chiari segni esteriori di uno stato di ebbrezza, oppure di un comportamento anormale.

Lo stato di ubriachezza patologico si conclude di solito con il sonno, per quale l’ammalato si sveglia dopo alcune ore e non ricorda nulla di quanto è successo, oppure lo ricorda sono in parte.

In questo stato la persona ubriaca può avere un attacco epilettico.

Non si è tutt’ora stabilita la causa per cui lo stato di ebbrezza patologico si verifichi in alcune persone e altre no.

Alcuni ritengono che la causa sia la predisposizione di certe persone.

Tratto da: ‘ Vincere l’Alcolismo’ – una moltitudine di esistenze bruciate, la pace perduta di molte famiglie, un nemico sottovalutato. La necessita di conoscere ciò che si deve sconfiggere- Vladimir Hudolin (1993)

I principali modelli teorici per i problemi alcolcorrelati: approcio familiare sistemico

Approcio familiare sistemico

(approcio-familiare-sistemico ai problemi alcol-correlati)

L’approccio familiare sistemico può essere sinteticamente considerato l’ambito teorico cui si riferiscono diversi paradigmi terapeutici accomunati dal attenzione alle relazioni più che agli individui, al qui ed ora più che al passato (terapia sistemica in senso stretto, terapie strategiche e terapie strutturale).

La teoria sistemica inizialmente fu applicata allo studio della schizofrenia: l’articolo “verso una teoria della schizofrenia” pubblicata nel 1956 da Bateson, Jackson, Haley e Weakland viene considerato come la nascita della concezione sistemica della famiglia e lanciò verso la fama mondiale il gruppo fondato negli anni 50 da Beatson per studiare la comunicazione.

Unendo lo studio sulla comunicazione alla teoria generale dei sistemi di Von Bertalanffy (1968) e alle idee del cibernetica, la famiglia viene considerata come un sistema di parti interconnesse che si autoregola attraverso meccanismi dei retroazione.

L’iniziale terapia sistemica si è poi suddivisa in diversi modelli e scuole ed è stata considerata applicabile a qualsiasi tipo di disturbo psicologico evitando tuttavia qualsiasi considerazione eziologica di tipo nosografico ma facendo risalire ogni sintomo psicologico (uso di alcol e droghe compresi), ad una disfunzione del sistema.

Il sistema preso in considerazione è il sistema familiare di cui nelle diverse formulazioni vengono sottolineati aspetti diversi: l’omeostasi familiare e paziente designato (Jackson Weakland, 1961), la pragmatica della comunicazione (Watzlavick, Jakson Beavin, 1967), il potere ed il controllo (Haley, 1976), struttura, confini, disimpegno, invischiamento (Minuchin, 1974).

Le diverse terapie familiari si sono occupate e si occupano dunque di problemi alcolcorrelati senza proporre un’ipotesi specifica sulla loro eziologia e, nonostante la derivazione sistemica, raramente considerano oggetti di studio più ampi della famiglia.

Gregory Bateson, riconosciuto da tutte le scuole di terapia familiare come loro precursore e fondatore, si è sentito tradito dalla traduzione del proprio pensiero in pratiche terapeutiche codificate e circoscritte e si è dedicato fino alla sua morte allo studio di una epistemologia globale che trascendesse ogni applicazione terapeutica basata sulle sue idee (Bertrando, Toffanetti, 2000).

I principali modelli teorici per i problemi alcolcorrelati: Teorie della personalità

I principali modelli teorici per i problemi alcolcorrelati: Teorie psicodinamiche

I modelli teorici per i problemi alcolcorrelati:l’approcio ecologico-sociale

I principali modelli teorici per i problemi alcolcorrelati: Il Modello Medico

I principali modelli teorici per i problemi alcolcorrelati: Il Modello Morale

approcio-familiare-sistemico ai problemi alcolcorrelati

Le Malattie dell’alcol: la psicosi di Korsakoff

La Psicosi di Korsakoff

La psicosi di korsakoff dell’alcolista viene così chiamata in omaggio al grande psichiatra russo Korsakoff, che è stato il primo a descrivere questa malattia.

Si tratta di una vera e grave turba psichica, abitualmente accompagnata anche da un lesione dei nervi periferici, la cosiddetta polineuropatia alcolica, per cui la malattia viene anche chiamata psicosi Polineuritica.

La malattia si evidenzia e con un rapido decadimento intellettuale dell’alcolista.

L’ammalato dimentica; egli ricorda gli avvenimenti recenti, con crescente difficoltà; spesso egli è distratto è irrequieto.

Dal momento che il malato dimentica alcuni avvenimenti si verificano, come si dice a volte, dei “buchi” nei suoi ricordi.

Questa mancanza di ricordo viene sostituita dall’amalato con riferimenti e avvenimenti inventati e ciò viene scientificamente chiamato confabulazione.
Così, per esempio, l’ammalato che non riconosce il suo medico, lo saluterà come un compagno di osteria, incontrato la sera prima, malgrado egli si trovi in ospedale già da parecchi giorni.

La malattia di Korsakoff è una gravissima complicazione dell’alcolismo.

In un terzo dei casi non è possibile alcun recupero, per un altro terzo sono possibili alcuni miglioramenti e soltanto il restante gruppo può guarire, se le cure vengono prestate tempestivamente.

Ancora poco tempo fa si riteneva che non si potesse ottenere alcun risultato con il trattamento della malattia di Korsakoff.

A volte disturbi psichici, simili a quelli che si verificano nella psicosi di Korsakoff, possono insorgere anche in seguito ad altre malattie e non devono necessariamente essere soltanto una conseguenza dell’alcolismo.

In questi casi, di solito, non via polineuropatia.

La psicosi di Korsakoff si verifica in alcolisti nei quali, dopo un annoso alcolismo, si instaurano gravi lesioni del tessuto cerebrale.

La lesione del cervello si evidenzia con un atrofia del cervello.

L’atrofia colpisce qualche volta in modo particolare la corteccia cerebrale nelle regioni frontali; più comune è una combinazione dell’atrofia corticale e sottocorticale.

 

Le Malattie dell’alcol: lo Stato di Ebbrezza Patologica  

Tratto da: Vincere l’Alcolismo- una moltitudine di esistenze bruciate, la pace perduta di molte famiglie, un nemico troppo spesso sottovalutato. La necessità di conoscere ciò che si deve sconfiggere   di Vladimir Hudolin

 

Le Malattie dell’alcol: delirium tremens

Alterazioni nervose e psichiche in conseguenza dell’alcolismo

delirium tremens

Il delirium tremens è il disturbo più noto e il più grave scompenso psichico acuto nel corso dell’alcolismo solo quando l’alcolismo è iniziato da almeno cinque anni.

Nella maggior parte dei casi si manifesta all’improvviso, acutamente, soprattutto se l’alcolista viene colpito da un’altra malattia acuta come broncopolmonite, febbre, in seguito ad un intervento chirurgico, ferite eccetera.

Nel delirium tremens l’ammalato ha molti disturbi di carattere fisico psichico: irrequietezza, paura, confusione, allucinazioni, sudorazione e febbre.

È possibile anche che si verifichi all’improvviso un arresto cardiaco come complicazione estrema.

Le cure devono essere accuratamente iniziate in un ospedale del reparto di cura intensiva, va rimarcato che malgrado i metodi attuali di trattamento muore 8/ 15% degli ammalati colpiti da delirium.

Non è sufficiente solamente guarire il malato dai disturbi acuti del delirio ma bisogna  in seguito trattare l’alcolismo. Se non viene fatto appena dimesso dall’ospedale l’alcolista ricomincia a bere e spesso ricade di nuovo nello stato di delirio durante il quale può morire.

Eccezionalmente il delirium tremens si può verificare anche nella prima adolescenza quando il bere inizia già durante l’infanzia.

A volte detta complicazione puoi esordire in modo insolito ed evidenzia sin da prima come palesi soltanto di notte: molti sogni paura, confusione ed insonnia, sudorazione, tachicardia mal di testa,  per molto tempo alcolista resta più o meno normale.

A volte questo stato viene chiamato pre delirio.

Alcuni pensano che il delirium tremens si verifichi a chi ha smesso improvvisamente di bere e quindi secondo questo ragiornamento esso si verificherebbe più spesso nelle persone in ricovero coatto oppure in quelle che improvvisamente smettono di bere.

Oggi l’improvvisa interruzione del consumo di alcolici non presenta alcun pericolo se l’alcolista viene contemporaneamente inserito in un trattamento.

Si parla eccezionalmente cosiddetto delirium tremens del neonato da madre alcolista quando il neonato viene improvvisamente privato dell’acqua che fino a quel momento gli arrivava  dal sangue della madre e si instaura un grave stato di privazione alcolica che lo può portare alla morte.

Sotto verranno menzionate le malformazioni e ritardi mentali, fetopatia alcolica dei bambini nati da donne alcoliste o che bevevano durante la gravidanza.

Tratto da: Vladimi HudolinVincere l’Alcolismo– una moltitudine di esistenze bruciate, la pace perduta di molte famiglie, un nemico spesso sottovalutato. La necessita di conoscere ciò che si deve sconfiggere- PIEMME 1993

 

Le Malattie dell’alcol: la Sindrome di Confine 

Che cosa è la dipendenza dall’alcol o alcolismo?

Le Malattie dell’alcool: alcolismo ed ansia

Alcolismo ed ansia:

È assai frequente scoprire nei casi di alcolismo, la presenza di stati ansiosi.

Sono presenti di solito quando gli alcolisti non sono in un periodo in cui bevono molto e sono in relazione con l’astinenza fisiologica.

L’ansia può anche essere presente come manifestazione di un conflitto psicologico.

La frequenza dell’ansia nell’alcolismo ha contribuito a far si che i medici prescrivessero continuamente agli alcolisti tranquillanti minori come il Librium ed il Valium.

Questi sono utili nella fase di astinenz, a ma controindicati per il mantenimento, dal momento che gli alcolisti corrono il rischio di assuefarvisi.

Si dovrebbe notare che alcune manifestazioni di astinenza possono durare fino a 3, 12 mesi.

Questo periodo prolungato è stato descritto come Sindrome di astinenza protratta e la sua terapia è descritta nel capitolo  sulle “complicazioni psichiatriche e neurologiche dell’alcolismo”.

L’alcolismo può entrare come componente in stati di ansia fobica e disturbi panici poiché gli individui che ne sono affetti si volgeranno all’alcol per trovare sollievo all’intensa reazione panica.

In tal caso si tratta evidentemente di alcolismo secondario.

Il disturbo panico primario può essere trattato con medicinali antidepressivi, specialmente imipramina.

Con il miglioramento disturbo panico l’alcolismo si risolve.

 

Tratto da Sheldon Zimberg (1982)- La cura clinica dell’alcolismo- Ferro Edizioni Milano.

Tutte le ricerche sull’alcolismo si imbattono o si scontrano, notoriamente con ostacolie difficolta ricorrenti, Tra questi un ‘eccesso di semplificazione’ , che riduce il problema ad uno dei suoi dettagli o ad uno dei suoi aspettie, più spesso ad un eccesso di informazioni, che si annoda in confusa ed intricatamescolanza di elementi, a r4ifletterela complessità della quewstione senza chiarirla.

Era il 1982, era il back-ground culturale da cui si diffuse il Metodo Hudolin in Italia.

I principali modelli teorici per i problemi alcolcorrelati: Il Modello Medico

Le Malattie dell’alcol: la gelosia e la psicosi di persecuzione

Le Malattie dell’alcol: la Sindrome di Confine

Alcolismo e Sindrome di Confine:

Il cosiddetto paziente di confine così come è stato definito da alcuni autori ( Kamber Grinker, e Stone) usa frequentemente l’alcol come automedicazione.

I pazienti, sono diagnosticati come soggetti affetti da disturbi di confine della personalità in DSM-III e sono caratterizzati dall’ incapacità a dominare gli impulsi; relazioni interpersonali, collera ingiustificate e intensa mancanza di auto , sono autolesionisti e sono afflitti da depressione cronica, vacuità, noia, solitudine e ansia.

In pazienti di questo genere ènecessario affrontare direttamente l’alcolismo.

Può essere efficace l’uso di piccole dosi  di Tioridazina da 50-100 mg al giorno da sola o in combinazione con altri antidepressivi e unicamente a un trattamento psicoterapeutico.

Entrare a far parte di AA può soddisfare alcuni dei bisogni di tendenza di questi pazienti, può migliorare la relazione interpersonale e ridurre la sensazione di solitudine contribuendo così ad affrontare l’alcolismo.

Che paziente di confine non consuma più l’alcool si evidenziano i gravi difetti del suo ego.

Gli alcolisti primari al contrario hanno di solito un Ego integro ed efficace, quando non bevono.

Dopo il trattamento dell’alcolismo necessario per questi pazienti di confine una terapia psicoterapia prolungata.

Tratto da: Sheldon Zimberg- La cura clinica dell’alcolismo (1982)- Ferro Edizioni Milano 1984

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