I Club degli Alcolisti: istruzioni per l’uso

Nei Club degli Alcolisti si sceglie: non bere è una scelta per tutta la famiglia.

Le famiglie dei club, scelgono di non bere e di non tenere nella propria casa bevande alcoliche.

È un atto di solidarietà e di condivisione ma è anche una scelta concreta di promozione e protezione della salute di ogni membro della famiglia.

Perché come si scoprira nel scuolalcologica territoriale, bere è sempre e comunque un comportamento a rischio, una minaccia per la salute di ciascuno di noi.

Non tenere alcolici in casa può sembrare cosa di poco peso in un mondo dove l’alcol è  sempre presente.

Non è così.

E’ una scelta importante perché indica che nella vita della nostra famiglia è stata presa una decisione, una decisione di cui possiamo tranquillamente essere orgogliosi.

È una scelta che promuove la salute e  nel nostro caso diminuisce anche i rischi di ricaduta.

Cosa si fa nei Club:

Cosa succede durante i nostri incontri settimanali ?

Ogni famiglia parla dei fatti, dei problemi, delle ,dei dolori della settimana della sua vita.

Li portiamo all’attenzione ed alla discussione di tutti perché tutti possano dare il loro contributo.

Inoltre ogni famiglia parlando di se  e delle proprie esperienze ed opinioni  da la possibilità alle altre famiglie di trovare eventuali risposte valide anche per loro.

In questo parlare di quotidianità, di cose tristi, di questo scambiarsi pezzettini di vita  e di esperienza, opinioni, stimoli e confronti sta la vita del club.

Parliamo del presente  progettando il futuro e lasciamo il passato nei cassetti perché continuare a rimandarlo non serve.

Qui ed Ora

Il passato per quanto ne possiamo parlare non cambierà di sicuro.

In questo modo si crea l’empatia, una atmosfera  di solidarietà e di amicizia tra tutti noi, dove comunicare diventa più facile e bello, dove sei sempre accolti e mai giudicarti.

Ci si sente uniti.

Si capisce che il nostro problema ha toccato anche altre famiglie.

Si confrontano esperienze si partecipa ai cambiamenti degli amici e si tocca con mano che tornare  alla vita è possibile: questo è segreto dei club.

Frequentando il Club Capiamo che:

Voi che siete appena arrivati al club avete già sicuramente capito di essere entrato in una grande famiglia che vuole cambiare stile di vita, che vuole trovare in ciascuno il sorriso e la gioia.

Per ottenere questo ci sono alcune cose molto semplici da fare, cose che prima di arrivare a casa quasi sempre avevamo dimenticato.

Anzitutto sapersi mettere in discussione con se stessi e con gli altri.

Per molti è una grande fatica ma se non riusciamo a farlo resteremo chiusi nostri gusci e la nostra vita non cambierà.

Tutto questo significa un grande rispetto per le storie di tutti.

Il Club non è un tribunale proprio per questo non ci troviamo bene perché sappiamo che gli amici non ci giudicano ne tantomeno ci condannano.

rispettare le storie ciascuno vuol dire anche che tutto quello che viene detto club rimane nel club e questo ci fa sentire liberi di poter dire se vogliamo anche cose molto intime e personali.

All’inizio alcuni pensato che la loro frequenza al club serve al familiare Che più direttamente ha il problema con l’alcol.

Con il  tempo capiamo che siamo tutti al club anzitutto per noi stessi, per maturare il nostro personale cambiamento e che solo così potremo favorire il cambiamento del nostro familiare loro e nostro.

Nella vita i problemi possono ripresentarsi.

Vedrete famiglie che fanno i passi indietro,

famiglia che interrompono la frequenza club,

famiglie che fanno molta fatica a trovare la strada giusta per cambiare.

I club esistono  principalòmente per queste famiglie.

Quando una famiglia è in difficoltà, le altre del club si danno da fare per starle vicino per far sentire la solidarietà andando a visitarle, telefonando e convincendole a ritornare.

Un sorriso, la presenza, dirti che non siamo soli … sono tutti atteggiamenti che possono fare stare bene.

Quando iniziamo a frequentare il club, sappiamo di avere iniziato un percorso e sappiamo che cambiare sarà possibile.

Sappiamo anche che ciascuno ed ogni  famiglia ha  tempi  di risposta diversi che vanno rispettati.

Soprattutto sappiamo che quanto non è successo sino quel punto può succedere il giorno successivo.

E che il tempo è dalla nostra parte, che è una risorsa su cui dobbiamo imparare a contare.

La multidimensionalità della sofferenza

Molto spesso in una famiglia  i problemi alcolcorrelati non sono soli.

Nelle famiglie quasi sempre problemi si sommano e si intrecciano.

E’ il concetto della multidimensionalità della sofferenza.

Noi li chiamiamo problemi complessi.

Questo significa che il club è naturalmente aperto alle famiglie che presentano nello stesso membro  o in altri membri della famiglia altri problemi oltre a quello legato all’alcol (es. problemi psichici o del comportamento, uso di sostanze, ludopatia)

Una complessità che rappresenta la vita Diversità che alla fine scopriam seo essere una ricchezza.

Il servitore-insegnante

Il servitore è un membro del club che ha un suo ruolo specifico.

Quello di facilitare, stimolare quando serve la comunicazione interazione.

Il Servitore del nostro club non viene dirigerci  o a dirci cosa dobbiamo fare o a prendere decisione al posto nostro.
E naturalmente anche  il Servitore come ogni  altro membro partecipa alla vita del club innanzitutto per sè stesso.

Il servitore è al servizio delle famiglie e si dice che è anche insegnante in quanto prende parte alle scuole di aggiornamento periodiche.

Due concetti importanti:

Il Prof. Hudolin rimane in chi lo ha conosciuto un grande maestro di vita.

Hudolin ha fatto conoscere il  concetto di club e ne ha stimolato guidato la crescita con tante intuizioni geniali.

Tra le tante 2 sono particolarmente importanti:

  • L’Approcio ecologico sociale
  • La Spiritualita Antropologica

Tutto il Metodo Hudolin si basa su questi due pilastri.

 

Il Club è…

Il club è una associazione privata che appartiene a noi famiglie che lo frequentiamo per iniziare e poi consolidare il cambiamento del nostro stile di vita e naturalmente per smettere di bere.

Ci incontriamo una volta la settimana per un ora e mezzo.

Il club è una comunità multifamiliare.

Vuol dire che noi famiglie ci troviamo a condividere un cammino in un clima che è comunitario perché mettiamo in comunione le nostre storie, le nostre difficoltà, i nostri poggetti, le nostre speranze, i nostri successi, le gioie ed i  dolori della vita quotidiana.

Le nostre famiglie fanno parte del paese, del quartiere dove si trova il club espressione di quel paese, di quel quartiere e se ne sente parte.
In questo modo per tutti noi è più facile frequentarci ed essere vicini ad una famiglia che si trova in difficoltà.

Il nostro Club è un’associazione chiusa, non è un’isola, non è una setta più o meno segreta.

Il club è una porta aperta per le famiglie in difficoltà e per questo non nascondiamo la nostra appartenenza al club.
Sono membri del club le nostre famiglie, il Servitore e le nuove famiglie.

Il Club è il perno fondante della nostra metodologia proposta dal Prof. V. Hudolin.

Il Club è delle Famiglie…

I Club sono nati per le famiglie che hanno problemi alcol correlati e complessi.

Noi diciamo sempre che il club lavora secondo un approccio familiare.

Vuol dire che noi pensiamo che quando in una famiglia c’è un ‘problema’, quel problema non riguarda mai un singolo membro,  ad esempio la persona che difficoltà con l’alcol, ma tutta la famiglia e in senso più  ampio la comunità in cui la famiglia vive.

Per noi sembra ovvio ma è molto frequente ragionare separando chi beve da chi non beve, vedere nella famiglia colpevoli e vittime, persone da curare e altre da proteggere.

Questo modo di ragionare ha un piccolo grande difetto: non risolve i problemi della famiglia anzi li aggrava.

L’importanza di lavorare secondo un approccio famigliare  deriva anche dall’ esperienza maturata in questi 40 anni di metodo Hudolin.

Quando tutta la famiglia presente frequenta il club, cambiare stile di vita, smettere di bere diventa decisamente più facile e naturalmente più bello.

Del resto se ci pensate un attimo sarete sicuramente d’accordo.

Abbiamo detto che si viene al club per cambiare il proprio stile di vita ed esso riguarda ovviamente tutta la famiglia non un singolo familiare.

Se tutti frequentano il club,  si riesce prima a mantenere la sobrietà e crescere come responsabilità della persona.
Naturalmente tra il dire e il fare a volte…

Può succedere che il nostro club vediate famiglie che non frequentano insieme, mariti che ci lasciano, figli che non si vedono mai.

Se succede tirategli le orecchie ricordategli che al club viene tutta la famiglia compreso i bambini che non sono certo un problema o un disturbo,  E poi i figli al club hanno esperienza importante: condividono il cambiamento delle nostre famiglie, superano i momenti negativi che hanno vissuto.
A volte può succedere che all’inizio si decida di venire al club solo una parte della famiglia.
È comunque un inizio e noi ne siamo contenti.
Ma è ovvio che lavoreremo perché anche il resto della famiglia ci raggiunga quanto prima.
Con pazienza e rispettando i tempi di ognuno perchè per il Club, il tempo è una risorsa importante.

 

Alcol e giovani: i numeri del fenomeno


Con il termine alcolismo intendiamo «il cronico disordine comportamentale, caratterizzato dalla ripetuta ingestione di bevande alcoliche in eccesso rispetto agli usi dietetici e sociali della comunità, con gravi conseguenze sulla salute del bevitore e sul suo funzionamento psicosociale» (Janiri & Martinotti, 2008).

L’alcol presente nella birra, nel vino e nei liquori è alcol etilico, meglio chiamato etanolo.

Si tratta di una vera e propria droga perchè agisce sul sistema nervoso in maniera del tutto simile alle sostanze psicotrope e stupefacenti che determinano
dipendenza.

Gli effetti disinibenti ed euforizzanti dell’alcol tendono ad indurre con maggior facilità le persone a farne uso perchè la sostanza permette di modificare
illusoriamente la percezione di se stessi e della realtà.

Ogni anno, secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS)
sono attribuibili, direttamente o indirettamente al consumo di alcol, il 10% di tutte le malattie, il 10% di tutti i tumori, il 63% delle cirrosi epatiche, il 41%
degli omicidi, il 45% di tutti gli incidenti, il 9% delle invalidità e delle malattie
croniche.

I giovani sono i più vulnerabili agli effetti sia fisici che mentali dell’alcol e
pertanto sono più esposti ai suoi rischi. I ragazzi tra gli 11 e i 15 anni sono
orientati in numero sempre più crescente verso il modello che in America è
chiamato Binge Drinking, cioè un abuso di alcol concentrato in singole occasioni.
In particolare, gli episodi sono circoscritti al fine settimana: i ragazzi bevono in modo occasionale, alle feste, all’aperitivo o in discoteca, e raramente da soli.

Questo comportamento ha effetti devastanti sulla salute in quanto l’organismo di un adolescente è ancora in completa evoluzione e l’alcol ha l’effetto di rallentare lo sviluppo mentale (Baiocco, D’Alessio & Laghi, 2008).

Attualmente, in letteratura, la definizione di Binge Drinking è ampiamente utilizzata. Wechsler, nell’ormai noto report del 1992 (Wechsler & Isaac, 1992), lo
definì come«l’assunzione di cinque o più drink alcolici in una stessa serata da parte degli uomini e quattro o più per le donne».

Binge Drinking e Binge Drinker Binge drinking letteralmente significa
“bevute compulsive”.

In realtà, non si tratta di una vera e propria tendenza legata all’alcool, quanto piuttosto di una tendenza rivolta alla ricerca dello “sballo”, ricercato
ingerendo alcolici in quantità superiore al dovuto, solitamente a stomaco
vuoto.
È una tendenza pericolosa, rispetto alla quale non sempre il soggetto che
manifesta Binge Drinking è consapevole delle conseguenze a cui può portare
il suo comportamento.
Risulta opportuno descrivere il Binge Drinker sia sulla base della quantità di
alcol ingerito che di frequenza d’attuazione del comportamento di abuso.

Un episodio di Binge Drinking è caratterizzato dal consumo di 4 o più drink in una sola occasione per le ragazze e più drink per i ragazzi.
Dal punto di vista psicologico, è fondamentale ricordare che, al di là della
sostanza ingerita, lo scopo principale delle abbuffate alcolicheè la perdita
di controllo, l’ubriacatura.

Spesso, dunque, la sostanza rappresenta solo un mezzo e non un fine.

Tratto dalla Newsletter dell’associazione ‘In Viaggio’

L’Associazione “In Viaggio” ha trasferito la propria sede in Via Verdi n°7- San Polo di Torrile, Parma presso la casa del volontariato.




CONCLUSIONI CORSO DI SENSIBILIZZAZIONE ALL’APPROCCIO ECOLOGICO- Parma 25/29 novembre 2019

Si è svolto nei giorni 25-29 novembre 2019 presso la sede ACAT di Parma il corso di Sensibilizzazione all’approccio ecologico sociale, dai problemi alcolcorrelati alla promozione della salute

Direttore del corso: Dott.Peppino Nicolucci

Responsabilità scientifica: Dott. Peppino Nicolucci

Dott. Giuseppe Fertonani Affini

Co-direttore : Mirca Grossi

Supervisione dei gruppi: Mirca Grossi

Conduttori dei gruppi: Ivano Marchi, Sergio Abretti , Mirzia Bocchia

Co-conduttori: Gianni Magnani

Si ringrazia l’Acat di Parma “Il Volo” e le famiglie dei club per aver dato la possibilità ai corsisti di visitare i loro club.

Il nostro particolare ringraziamento alla costante presenza di Adriana Stori e Elena Ferron che hanno sostenuto la segreteria di Sergio Abretti e Mirzia Bocchia ed hanno contribuito al corretto funzionamento del corso

Si ringrazia il Dott. Peppino Nicolucciper aver accettato la Direzione del corso.

Il Dott. Nicolucci Peppino ringrazia in modo particolare Sergio e Mirzia per il grande impegno, per la disponibilità e per la sincera accoglienza che hanno dato al sottoscritto, a tutto lo staff ed ai corsisti. Ciò si racchiude in una sola frase: Siete due persone MERAVIGLIOSE.

Si ringraziano il Dott. Pietro Pellegrini,Direttore del Dipartimento Integrato Salute Mentale e Dipendenze della AUSL di Parma; la Dott.ssa Cristiana Di Gennaro Responsabile Centro di Alcologia Azienda Ospedaliera–Universitaria di Parma; la Signora Cecilia Scaffardi direttrice Caritas Parma; Dott. Berselli Roberto, vice Presidente Consorzio

Gruppo CEIS; Dott. Fertonani Affini Giuseppe responsabile dell’UOS, Alcologia; la

Prof.ssa Chiara Scivoletto presidente dei CDL unificati in Servizio Sociale Università di Parma; la Dott.ssa Cristina Giuffredi Psicopedagogista; Dott.ssa Cristiana Ghidini Medico di Medicina Interna Azienda Ospedaliera Parma.

Un ringraziamento particolare al Prof. Pier Paolo Vescovi Direttore del Dipartimento Medico Ospedale San Camillo di Cremona, promotore della nascita dei CLUB a Parma

Ringraziamo il Dott. Valentino Patussi, Ospedale Careggi di Firenze, per i saluti in video conferenza ai corsisti e allo staff.

Un apprezzamento per patrocinio va al Comune di Parma , Parma 2020 capitale Italiana della cultura; Gruppo Ceis di Parma, CRI comitato di Parma; SSR Emilia Romagna Azienda Ospedaliera Universitaria di Parma; Università di Parma – Centro di alcologia-clinica sperimentale Azienda Ospedaliera-Universitaria di Parma; l’Associazione “ripartendo dalla fragilità”; ARCAT Emilia Romagna.

Si ringrazia per il tangibile contributo concesso , la fondazione CARIPARMA.

Al corso hanno partecipato 23 corsisti provenienti dall’Emilia Romagna, dalla Puglia, dalla Sardegna, dalla Sicilia, dalla Lombardia, dal Marocco e dalla Georgia. Tutto si è svolto in un clima positivo e di partecipazione che ha suscitato numerosi spunti di riflessione che hanno portato alle seguenti considerazioni.

Il lavoro negli incontri frontali, nei gruppi e soprattutto nella visita ai Club non ha evidenziato alcuna condizione di disagio e differenza nell’approccio dei Club Alcologici Territoriali e dei Club degli Alcolisti in Trattamento alla condizione di sofferenza delle famiglie con problemi alcolcorrelati e complessi.

  1. Il club è sempre una opportunità per riconoscere ed esercitare la spiritualità antropologica che è fondamentale per il cambiamento della cultura dominante e per migliorare la qualità della nostra esistenza quotidiana a partire dagli stili di vita sostenibili e dalla complessità della vita.
  2. Il club è nato per affrontare i problemi alcol-correlati, incontrando in tanti anni la complessità dell’esistenza ed è per questo motivo che i club si sono aperti alla multidimensionalità della vita. Il club condivide l’unione e la condivisione della sofferenza, della felicità e della gioia e diventa partecipe lasciando la libertà di scelta e togliendo lo stigma che costruisce i muri sia tra le persone che tra diverse culture.
  3. La corresponsabilità è un valore fondante della rete planetaria dei club in base al principio che siamo tutti corresponsabili di tutti. Questo nasce dalla consapevolezza dell’interdipendenza dove ciascuno di noi è interconnesso con ogni altro essere vivente su questo pianeta.
  4. Questo corso ha ribadito l’importanza di mettere al centro la persona, la famiglia, la comunità, tutte in relazione tra di loro. Ha inoltre sottolineato l’importanza di assumere uno stile di vita rivolto all’attenzione, all’eco ed equosostenibilità come valori di ricchezza, di crescita e di cambiamento.
  5. L’esperienza del corso ha fornito abilità e opportunità utili per il miglioramento della comunicazione nella vita relazionale. Pur riconoscendo la difficoltà di parlare di sè stessi, si ribadisce l’importanza di parlare in prima persona come assunzione di responsabilità e di rispetto, evitando quindi di esprimere giudizi sugli altri.
  6. Il lavoro nei piccoli gruppi ha permesso di apprendere ed agire quelle abilità e modalità di comunicazione e di ascolto in maniera partecipata, di mettersi in relazione con l’altro passando dalla teoria alla pratica ed esporre le proprie emozioni nel “qui e ora”, perché le emozioni non sono sempre le stesse e si sentono nel momento in cui le si vivono.
  7. Il lavoro di comunità e dei piccoli gruppi ha permesso a ognuno di esprimere le proprie opinioni e credenze, in un’ottica di non giudizio, rispettando la libertà di espressione di ognuno, in linea con i valori di libertà e condivisione che sono fondanti dell’Ecologia Sociale.
  8. Se si vuole diffondere la cultura dell’Ecologia Sociale c’è bisogno di ritrovare una unità di tutto il sistema dei Club e rafforzare la rete con i servizi territoriali sia pubblici sia privati e con il volontariato sociale privato. Occorre costruire una rete delle reciprocità che si basino sullo sviluppo culturale del metodo, sempre aperto alle innovazioni.
  9. La leggerezza e l’armonia all’interno dei club possono aiutare il processo di cambiamento di tutti, sia dentro che fuori dal club.
  10. Si auspica che si possano sviluppare a tutti i livelli del movimento dei Club la democrazia e l’ecologia delle scelte e delle decisioni perché la democrazia è una ricchezza che oltre alla costruzione dei consensi, che non è mai scontata, ha bisogno delle diversità e delle minoranze. Il sistema Emiliano Romagnolo, democratico, vivo e partecipato, ha superato il conflitto grazie all’auto-mutua-supervisione applicando e vivendo la democrazia.
  11. Si propone la data del 10-01-2020 ore 17 per incontrare i corsisti che hanno dato la disponibilità ad attivarsi a qualsiasi titolo nel nostro territorio al fine di promuovere i club e il messaggio dell’ecologia sociale che vede il superamento con gli stili di vita sostenibili dei paradigmi di malattia, dipendenza e trattamento. I club e le associazioni hanno bisogno di persone disponibili che sappiano mantenere reti funzionali e che si facciano carico di prendersene cura e soprattutto che dialoghino tra loro per il conseguimento di uno sviluppo del sistema.
  12. Si auspica la partecipazione delle famiglie e dei servitori ai Congressi, Convegni, Interclub e a tutti i momenti di aggregazione ed eventi promossi dai vari livelli associativi.
  13. Si propone di organizzare un nuovo Corso di Sensibilizzazione con il sostegno di tutto il movimento Emiliano-Romagnolo, nei tempi e nelle modalità che la realtà locale impone.
  14. Queste conclusioni verranno inviate all’Aicat, all’Arcat dell’Emilia Romagna e alle Acat presenti, e a tutte le realtà istituzionali e non che hanno contribuito alla realizzazione del corso, alla rivista Camminando Insieme eal Direttivo Wacat (in lingua inglese) per la più ampia diffusione. Sarà prevista anche una pubblicizzazione dell’operato e del significato del Corso di Sensibilizzazione.

Le presenti conclusioni sono state condivise da:

Laura Padula

Romina Rossi

Chiara Salaris

Ilenia Rella

Mirca Grossi

Ivano Marchi

Il Club e le Famiglie – Acat Cesena

Se accendi una lampada per qualcuno, la sua luce illuminerà anche il tuo cammino

Acat Cesena (Associazione dei Club Alcologici Territoriali) Vi invita a partecipare all’incontro sul tema: Il Club e Le Famiglie – se accendi una lampada per qualcuno la sua luce illuminerà anche il tuo cammino.

Lunedi 18 novembre 2019 alle ore 20,00

Presso la Sala S. Allende  C.so Vendemini, 18  Savignano sul/R.

Interverranno:

  • Ivano Marchi Presidente Acat Cesena
  • Dott. Michele Sanza Direttore Unità Operativa Dipendenze Patologiche Ausl Romagna- Cesena
  •  Dott.ssa Mara Boni Psicologa/Psicoterapeuta

-Serd Cesena – Comune di Savignano s/R.

Il Club e le Famiglie- Acat Cesena 18 novembre 2019
Incontro Acat Cesena 18 novembre 2019 Il CLub e le Famiglie

Alcol, anche quello passivo fa male


Il consumo di bevande alcoliche è responsabile o aumenta il rischio dell’insorgenza di numerose patologie: cirrosi epatica, pancreatite, tumori maligni e benigni (per esempio quello del seno), epilessia, disfunzioni sessuali, demenza, ansia, depressione.

L’alcol è inoltre responsabile di molti danni indiretti (i cosiddetti danni alcol-correlati), dovuti a comportamenti associati a stati di intossicazione acuta, come nel caso dei comportamenti sessuali a rischio, degli infortuni sul lavoro e degli episodi di violenza.

A completare la lista dei danni c’è anche l’alcol “passivo”, quello di seconda mano, che provoca danni anche a chi non lo assume. Dagli incidenti stradali alle molestie alla violenza fisica sono diverse le gravi conseguenze che possono subire le persone solo perché altri bevono alcolici.

Negli Stati Uniti questa platea è stata stimata in 53 milioni, come riferiscono i rappresentanti dell’Alcohol Research Group, un programma del Public Health Institute di Oakland (Usa) in una ricerca pubblicata di recente su Journal of Studies on Alcohol and Drugs.

Queste conseguenze si configurano come un ulteriore motivo per intervenire con politiche pubbliche che mirino alla riduzione dei livelli di consumo di alcol, ricordano gli autori dello studio.

Il team di ricerca per elaborare i danni da alcol passivo hanno condotto due sondaggi, svolti negli Stati Uniti nel 2015:

  • il National Alcol Harming to Others Survey
  • il National Alcohol Survey

 

E’ emerso che circa il 21% delle donne e circa il 23% degli uomini, per un totale di 53 milioni di adulti, aveva subito un danno a causa dell’assunzione altrui di alcolici nei dodici mesi precedenti alla rilevazione.

 

Gli effetti dell’ “alcol passivo” potavano a compiere minacce, molestie, vandalismo o danni alla proprietà, aggressioni fisiche, lesioni dovute a incidenti stradali, problemi familiari o finanziari.

Le minacce e le molestie erano le conseguenze principali, riportate nel 16% dei casi.

Le risposte variavano in base al genere, all’età e anche in base ai consumi di alcolici. I problemi finanziari e familiari, i danni alla proprietà, il vandalismo e le aggressioni riguardavano di più le donne.

Inoltre, come riferiscono gli autori dello studio, per le donne il rischio derivava in particolare dalla presenza di uomini che bevono, soprattutto nelle mura domestiche, mentre per gli uomini dai consumatori fuori dalle famiglie.

Gli under 25 erano inoltre più a rischio di subire gli effetti dell’alcol di seconda mano. Questi coinvolgevano anche gli stessi consumatori di alcolici, e non solo se fossero forti bevitori (cinque o più drink per gli uomini, quattro o più per le donne, in una sola occasione e almeno una volta al mese).

Chi assumeva alcolici in quantità inferiori aveva un rischio maggiore di molestie, minacce e lesioni da incidenti stradali, da due a tre volte più grande di quello di chi non beveva per nulla.

Per cercare di limitare gli effetti dannosi dell’alcol su chi non beve è importante assumere delle iniziative con cui cercare di controllare il consumo di alcolici.

“La libertà di bere alcol dev’essere controbilanciata dalla libertà degli altri di non subire le conseguenze della sua assunzione dagli omicidi alle aggressoni sessuali, dagli incidenti automobilistici agli abusi domestici”, scrive Timothy Naimi del Boston Medical Center in un editoriale.

Tra le misure applicabili ci sono le politiche sui prezzi, dall’aumento delle imposte sulle bevande alcoliche alla politica del prezzo minimo: “Ci sono sempre più ricerche sugli effetti delle politiche nazionali”, ricorda in un altro commento l’esperta Sven Andréasson del Karolinska Institutet di Stoccolma (Svezia), “in particolare gli effetti delle politiche di prezzo su tutte le forme di violenza, da quella sessuale a quella sui minori”.



Incontro a Trieste per i 40 anni del primo club degli alcolisti in trattamento (CAT) in 9 novembre 2019



Coordinamento Nazionale dei Club degli Alcolisti in Trattamento a Trieste 9 novembre 2019 a Trieste

Arcat Friuli Venezia Giulia ed Arcat Triestina il 9 novembre 2019 organizzano il 40° anniversario dalla fondazione del primo Club degli Alcolisti in Trattamento secondo il metodo Hudolin.

 

Il 9 novembre 2019 presso la Sala Congressi Molo IV, Corso Cavour 3 Trieste

Convegno di Trieste 09 11 2019

Mappa Trieste 9 novembre 2019



Ripartendo dalla Fragilità- Conferenza 5 ottobre 2019


Il 5 ottobre 2019 alle ore 17 c/o Auditorium Toscanini di via Cuneo a Parma

conferenza a Parma via Cuneo c/o Auditorium Toscanini 5 ottobre[/caption]

La vasta rete associativa molto attiva a Parma nel Sociale riunita in un unico progetto, ‘Ripartendo dalla Fragilità’, organizza una conferenza c/o Auditorium Toscanini di via Cuneo dalle 17,00 alle 20,30 , sabato 5 ottobre.

  • Capire
  • Informare
  • Prevenire

ma soprattutto Ripartire, sono questi i progetti e le azioni che vogliamo mettere in atto.

Ci rivolgiamo a quella sempre più diffusa ‘zona grigia’ della nostra città, alle situazioni difficili e non sempre facilmente identificabili.

Interverranno alla conferenza come relatori:

Prof.ssa Giovanna Vendemia dei Servizi Sociali di Parma

Prof. Federico Ghillani della Cisl Parma e Piacenza

Ospite don. Giacomo Panizza della Comunità Progetto Sud Lamezia Terme.

A seguire una azzeccatissima Pièce teatrale della Compagnia Teatro del Cerchio dal titolo:

Il gatto e la volpe (aspettando Mangiafuoco).

Teaser Associazione Ripartendo dalla Fragilità (video)

La rete di Associazioni di Volontariato attivo è composta da :

  • Associazione San Cristoforo -facciamo un pezzo di strada insieme-
  • Cento per Uno
  • Associazione Ri cre di ti
  • Intercral Parma
  • Ancescao
  • Acat Parma ‘Il Volo’ – Associazione dei Club degli Alcolisti in trattamento
  • Culturalmente
  • Snupi
  • Rete Carcere

Finanziato dal Ministero Politiche Sociali e dalla Regione Emilia Romagna

Conferenza a Parma via Cuneo c/o Auditorium Toscanini 5 ottobre ore 17,00