Incontro formativo- disturbi da uso di sostanze: una riflessione sulla vulnerabilità

il 29 aprile 2022 presso la sede di Acat Parma, dalle ore 18,30 si terrà l’incontro formativo dal titolo:
Disturbi da uso di sostanze: una riflessione sulla vulnerabilità.
Relatori:
Prof. Gilberto Gerra Dir. Ausl Parma Dipendenze Patologiche
Dott. Giuseppe Fertonani Affini Resp. UOS Unità Operativa Semplice Alcologia di Parma
Dott. Silvia Codeluppi Resp. Serdp di Parma

Moderatore:
Dott. Gianluca Boldrocchi, spec. inMedicina Interna e Geriatria
L’incontro avrà una durata di circa due ore e trenta minuti.

E’ possibile porre domande online.

Causa capienza ridotta è gradita la prenotazione anticipata al seguente link: Prenotazioni in presenza

Club Alcologici territoriali Parma

clicca per prenotare evento Acat Parma 29 aprile 2022 Una riflessione sulla vulnerabilità

Acat Parma ‘Il Volo’, via L. Testi, 4 Parma.

indicazioni maps

Acat Parma ‘Il Volo’ è tornata in piena attività

Dopo le restrizioni per la pandemia, l’Acat di Parma ha ripreso ad accogliere e ad ascoltare, in maniera gratuita e anonima, chi prenota un incontro al numero telefonico 375.6026361 di via L. Testi, 4 a Parma.

di M.M.  Parma 22 marzo 2022

Parma – Tra i molti servizi che hanno dovuto ridurre le loro attività in presenza a causa della pandemia  c’era anche l’Acat di Parma con i suoi 8 club attivi, che ora è tornato ad accogliere chiunque ne abbia bisogno. L’Acat Parma ‘Il Volo’, Associazione Club Alcologici Territoriali, è un’organizzazione di volontariato che dal 1994 dà sostegno alle persone che affrontano problemi legati al consumo di alcool, e ai loro famigliari. L’associazione ha sede a Parma in via L. Testi, 4 (aperta su appuntamento) e in stretta collaborazione con le istituzioni locali, integrandosi in particolare con le attività del Servizio Ospedaliero di Alcologia, aiuta a prendere coscienza della dipendenza da alcol tramite un’accoglienza e un’attività informativa finalizzate all’ingresso nei club, gruppi di auto-mutuo-aiuto a cadenza settimanale e della durata di 90 minuti, ai quali sono invitati a partecipare anche i familiari.

Tramite questo percorso, a cui possono anche partecipare i famigliari, le persone conoscono le gioie e gli ostacoli verso la sobrietà, che è un obiettivo più difficile da raggiungere rispetto all’astenersi dal bere, perché comporta un cambiamento radicale e interiore, del proprio stile di vita.

A fianco dei volontari, alcuni dei quali professionisti, operano persone che in passato hanno avuto problemi legati all’alcool, ma che oggi sono pronti a mettere a disposizione degli altri la loro esperienza; anche gli stessi partecipanti ai gruppi possono dare aiuto, senza timore e senza nascondersi.

L’Acat Parma ‘Il Volo’ è aperta solo su appuntamento previo accordo telefonico o via email. Si può contattare l’associazione via email all’indirizzo acat.parmasud@virgilio.it o telefonicamente al numero 375.6026361

Spiritualità Antropologica-Prof. Hudolin

La Spiritualità Antropologica e  Approccio Ecologico sociale del Professore Vladimir hudolin

Sulla possibilità di introdurre l’approccio antropo-spirituale nei programmi territoriali che si occupano dei problemi alcol-correlati e complessi, è opportuno ricordare che l’uomo è un essere con una struttura biofisica della quale fa parte la spiritualità.

Potremmo dire che la personalità umana può essere vista come insieme spirituale, formato da una parte biofisica che assieme alla spiritualità da compattezza e completezza ad una struttura unica.

L’una e l’altra parte sono ugualmente importanti e formano insieme senza l’una l’altra non possiamo immaginare l’uomo.

La spiritualità in questa esposizione viene vista come insieme delle caratteristiche comportamentali umane trasmessa attraverso la filogenesi e l’ontogenesi.

In altre parole, può essere vista come la cultura umana esistente e non esclusivamente in senso religioso.

È difficile immaginare l’uomo e la sua Comunità senza la dimensione spirituale.

Possiamo ipotizzare che abbia avuto sviluppo da un processo biofisico differenziato in tante forme quanti sono gli individui, ma alla base, esiste sempre un codice etico uguale, difficilmente riducibile a processi biofisici.

Talvolta questo codice se alterato, può causare disagio.

Allora la sofferenza spirituale può essere combinata con varie altre sofferenze fisiche, psichiche e sociali, incluse quelle alcol-correlate e incrociate.

Così anche le sofferenze spirituali possono rientrare nel concerto della multidimensionalità della sofferenza.

Spiritualità rende l’uomo diverso da tutte le altre forme di vita che lo circondano.

I programmi territoriali per i problemi alcol-correlati e complessi fanno parte della protezione e promozione della salute, e si basano sulla solidarietà, sull’amicizia, sull’amore, sulla ricerca della pace della convivenza, sulla necessità del cambiamento della cultura sanitaria e generale esistente.

In altre parole si basa  sul cambiamento della spiritualità antropologica, radicata nel patrimonio ereditario genetico e acquisite durante la filogenesi e l’ontogenesi cioè durante lo sviluppo della specie e non dell’individuo.

Con l’acquisizione di questo approcio ecologico sociale ai  problemi alcol correlati  e complessi sono iniziate varie discussioni, dal momento che nei club si abbandonava sempre di più il concetto medico tradizionale per un concetto alternativo.

È necessario modificare la tua le cultura sanitarie generale che ritiene scientifico solo ciò che può essere misurato, pensato, osservato a livello microscopico, o diagnosticato con precise ed oggettivee metodologie investigative.

Con questo non si vuole negare l’importanza di tutto ciò che può essere misurato, contato o direttamente osservato ma affermare che rappresenta solamente una piccola parte della vita umana.

Enfatizzando solo questo aspetto si rischia di svalutare come non scientifica la gran parte delle caratteristiche umane che distinguono l’uomo da tutte le forme di vita del nostro pianeta.

Il nostro pensiero dovrebbe indirizzarsi non solamente alle definizioni e alla terminologia riguardanti a Spiritualità Antropologica ma prima di tutto alla sua applicazione nel lavoro territoriale di ogni giorno.

Questo concetto espresso dal prof. Vladimir Hudolim nel suo

‘Club degli Alcolisti in Trattamento’

manuale per il lavoro e club degli alcolisti trattamento-prima stesura 1994

Leggi anche: Approcio Ecologico Sociale

che cos’è la dipendenza dall’alcol

I Club degli Alcolisti: istruzioni per l’uso parte II°

Nei Club degli Alcolisti si sceglie: non bere è una scelta per tutta la famiglia.

Le famiglie dei club, scelgono di non bere e di non tenere nella propria casa bevande alcoliche.

È un atto di solidarietà e di condivisione ma è anche una scelta concreta di promozione e protezione della salute di ogni membro della famiglia.

Perché come si scoprira nel scuola alcologica territoriale, bere è sempre e comunque un comportamento a rischio, una minaccia per la salute di ciascuno di noi.

Non tenere alcolici in casa può sembrare cosa di poco peso in un mondo dove l’alcol è  sempre presente.

Non è così.

E’ una scelta importante perché indica che nella vita della nostra famiglia è stata presa una decisione, una decisione di cui possiamo tranquillamente essere orgogliosi.

È una scelta che promuove la salute e  nel nostro caso diminuisce anche i rischi di ricaduta.

Cosa si fa nei Club:

Cosa succede durante i nostri incontri settimanali ?

Ogni famiglia parla dei fatti, dei problemi, delle gioie ,dei dolori della settimana della sua vita.

Li portiamo all’attenzione ed alla discussione di tutti perché tutti possano dare il loro contributo.

Inoltre ogni famiglia parlando di se  e delle proprie esperienze ed opinioni  da la possibilità alle altre famiglie di trovare eventuali risposte valide anche per loro.

In questo parlare di quotidianità, di cose tristi, di questo scambiarsi pezzettini di vita  e di esperienza, opinioni, stimoli e confronti sta la vita del club.

Parliamo del presente  progettando il futuro e lasciamo il passato nei cassetti perché continuare a ricordarlo non serve.

Qui ed Ora

Il passato per quanto ne possiamo parlare non cambierà di sicuro.

In questo modo si crea l’empatia, una atmosfera  di solidarietà e di amicizia tra tutti noi, dove comunicare diventa più facile e bello, dove sei sempre accolti e mai giudicarti.

Ci si sente uniti.

Si capisce che il nostro problema ha toccato anche altre famiglie.

Si confrontano esperienze si partecipa ai cambiamenti degli amici e si tocca con mano che tornare  alla vita è possibile: questo è segreto dei club.

Frequentando il Club Capiamo che:

Voi che siete appena arrivati al club avete già sicuramente capito di essere entrato in una grande famiglia che vuole cambiare stile di vita, che vuole trovare in ciascuno il sorriso e la gioia.

Per ottenere questo ci sono alcune cose molto semplici da fare, cose che prima di arrivare a casa quasi sempre avevamo dimenticato.

Anzitutto sapersi mettere in discussione con se stessi e con gli altri.

Per molti è una grande fatica ma se non riusciamo a farlo resteremo chiusi nostri gusci e la nostra vita non cambierà.

Tutto questo significa un grande rispetto per le storie di tutti.

Il Club non è un tribunale proprio per questo non ci troviamo bene perché sappiamo che gli amici non ci giudicano ne tantomeno ci condannano.

rispettare le storie ciascuno vuol dire anche che tutto quello che viene detto club rimane nel club e questo ci fa sentire liberi di poter dire se vogliamo anche cose molto intime e personali.

All’inizio alcuni pensato che la loro frequenza al club serve al familiare Che più direttamente ha il problema con l’alcol.

Con il  tempo capiamo che siamo tutti al club anzitutto per noi stessi, per maturare il nostro personale cambiamento e che solo così potremo favorire il cambiamento del nostro familiare loro e nostro.

Nella vita i problemi possono ripresentarsi.

Vedrete famiglie che fanno i passi indietro,

famiglia che interrompono la frequenza club,

famiglie che fanno molta fatica a trovare la strada giusta per cambiare.

I club esistono  principalòmente per queste famiglie.

Quando una famiglia è in difficoltà, le altre del club si danno da fare per starle vicino per far sentire la solidarietà andando a visitarle, telefonando e convincendole a ritornare.

Un sorriso, la presenza, dirti che non siamo soli … sono tutti atteggiamenti che possono fare stare bene.

Quando iniziamo a frequentare il club, sappiamo di avere iniziato un percorso e sappiamo che cambiare sarà possibile.

Sappiamo anche che ciascuno ed ogni  famiglia ha  tempi  di risposta diversi che vanno rispettati.

Soprattutto sappiamo che quanto non è successo sino quel punto può succedere il giorno successivo.

E che il tempo è dalla nostra parte, che è una risorsa su cui dobbiamo imparare a contare.

La multidimensionalità della sofferenza

Molto spesso in una famiglia  i problemi alcolcorrelati non sono soli.

Nelle famiglie quasi sempre problemi si sommano e si intrecciano.

E’ il concetto della multidimensionalità della sofferenza.

Noi li chiamiamo problemi complessi.

Questo significa che il club è naturalmente aperto alle famiglie che presentano nello stesso membro  o in altri membri della famiglia altri problemi oltre a quello legato all’alcol (es. problemi psichici o del comportamento, uso di sostanze, ludopatia)

Una complessità che rappresenta la vita Diversità che alla fine scopriam seo essere una ricchezza.

Il servitore-insegnante

Il servitore è un membro del club che ha un suo ruolo specifico.

Quello di facilitare, stimolare quando serve la comunicazione interazione.

Il Servitore del nostro club non viene dirigerci  o a dirci cosa dobbiamo fare o a prendere decisione al posto nostro.
E naturalmente anche  il Servitore come ogni  altro membro partecipa alla vita del club innanzitutto per sè stesso.

Il servitore è al servizio delle famiglie e si dice che è anche insegnante in quanto prende parte alle scuole di aggiornamento periodiche.

Due concetti importanti:

Il Prof. Hudolin rimane in chi lo ha conosciuto un grande maestro di vita.

Hudolin ha fatto conoscere il  concetto di club e ne ha stimolato guidato la crescita con tante intuizioni geniali.

Tra le tante 2 sono particolarmente importanti:

  • L’Approcio ecologico sociale
  • La Spiritualita Antropologica

Tutto il Metodo Hudolin si basa su questi due pilastri.

 

Dai problemi alcolcorrelati alla promozione della salute-CORSO DI SENSIBILIZZAZIONE ALL’APPROCCIO ECOLOGICO-SOCIALE (METODO HUDOLIN)

CORSO DI SENSIBILIZZAZIONE ALL’APPROCCIO

ECOLOGICO-SOCIALE

(METODO HUDOLIN):

 

dai problemi alcolcorrelati alla promozione della salute

PRESENTAZIONE DEL CORSO:

Gli stili di vita, e tra questi il consumo di bevande alcoliche, incidono significativamente sulla salute pubblica e la loro complessità impone l’attivazione di risorse e collaborazioni continue.

L’approccio ecologico-sociale, ideato da Vladimir Hudolin e caratterizzato dalla promozione e dalla diffusione, sia in Italia che nel mondo, dei Club Alcologici Territoriali (CAT), è uno dei metodi più efficaci.

 

Il corso si propone di:

  • Informare sui problemi alcolcorrelati e complessi in modo da cogliere il rapporto tra salute e ambiente.
  • Sensibilizzare i corsisti a mettere in discussione convinzioni e comportamenti nei confronti delle bevande alcoliche e dei problemi correlati promuovendo il loro coinvolgimento.
  • Favorire la protezione e la promozione della salute nella comunità tenendo conto della multidimensionalità della vita e degli esseri umani, attivando consapevolezza dei comportamenti a rischio e facilitando l’adozione di stili di vita sani e sostenibili.
  • Promuovere l’attivazione delle risorse della comunità nel riconoscere precocemente i problemi al fine di consentire un cambiamento.
  • Stimolare e sostenere i corsisti ad operare secondo l’approccio ecologico -sociale su cui si fondano i CAT.
  • Favorire l’apertura di nuovi CAT attraverso la formazione di nuovi Servitori-Insegnanti.
  • Implementare e potenziare collaborazioni virtuose all’interno della rete sociale alla quale i CAT appartengono.

 

 

Destinatari

 

L’evento è rivolto a tutti coloro che sono interessati a riflettere sui temi relativi alla salute individuale e collettiva, compresi gli operatori sanitari e a quanti operano o intendono operare nel campo della prevenzione, della promozione della salute e del trattamento dei problemi alcolcorrelati e complessi.

 

Gatteo a Mare, dal 21 al 25 marzo 2022

scheda del corso

scheda di iscrizione

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Tossicofilia, dipendenza e problemi alcolcorrelati

Tossicofilia, dipendenza e problemi alcolcorrelati

Con il concetto di tossicofilia si indica quel particolare comportamento che porta il soggetto a ricercare gli effetti gratificanti di una o più sostanze psicoattive che vengono assunte al fine di modificare intenzionalmente il proprio stato corporeo e mentale.

Alle esperienze che si sono conseguite di tali modificazioni l’individuo attribuisce un senso ed un significato soggettivo che nel lungo periodo rinforzano il comportamento di assunzione della sostanza mediante l’attribuzione ad esso di una valenza positiva.

Gli effetti gratificanti che insorgono poco dopo aver fatto uso di una sostanza, euforia, sedazione, disinibizione, analgesia, favoriscono l’insorgere di ulteriori effetti più elaborati dal punto di vista cognitivo che, vengono qui cercati dal singolo proprio in virtù della funzione loro attribuita di evasione da situazioni stressanti, ansiogene e penose.

L’espressione disinibita delle proprie emozioni, la ricerca d’identità alternative, relazione che si instaura dunque tra soggetto e sostanza può essere definita di ‘Filia’ dal momento che l’individuo adotta un agire finalizzato, per quanto non necessariamente univoco, coerente, efficace dal punto di vista di una logica utilitaristica, in cui interagiscono particolari come di costruzione del se, degli altri e del mondo.

Se la Tossicofilia è più pertinente alla ricerca di un’esperienza psicologica che non disgiunta da meccanismi neurofarmacologici che la rendono possibile, affonda le sue rasdici in modelli e modalità di consumo culturalmente appresi.

La dipendenza riguarda la condizione in cui l’assunzione di una Droga diventa necessaria per mantenere un certo ‘benessere’ fisiologico.

Nel 1964 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito la tossicodipendenza ‘uno stato di dipendenza psichica o fisica o psicofisica che si sviluppa in una persona che periodicamente o continuamente assume una droga?.

Il termine dipendenza psichica si riferisce al l’incapacità del soggetto di funzionare emozionalmente senza far ricorso alla droga e quindi al bisogno di assumere per ottenere sensazioni di piacere e per evitarme di sgradevoli.

La dipendenza fisica invece quando il soggetto che ha assunto la sostanza in forma cronica smette improvvisamente di usarla e si instaurano i gravi sintomi fisici di astinenza.

In ambito sanitario non esiste la diagnosi di alcolismo ne di conseguenza esiste l’alcolista: benché l’alcolismo non sia una malattia è innegabile che è l’alcol che provochi malattie l’unica diagnosi possibile risulta quella che relativa al rapporto alcol persona e ai disturbi correlati all’uso di alcool.

Per la definizione di tale rapporto si fa riferimento ai criteri indicati da due principali strumenti attraverso i quali clinici e psichiatri classificano in maniera internazionale, i disturbi di malattie mentali: l’ International Statistical Classification of Diseases and Related Health Problems il diagnostic  manual of Mental disorders anche DSM-IV-TR.

Come contattare l’Associazione dei Club di Parma (ACAT)

Bevitori moderati ed alcolisti: esiste una differenza?

Che cosa è la dipendenza dall’alcol o alcolismo?

I principali modelli teorici per i problemi alcolcorrelati: Teorie Cognitivo Comportamentali

I principali modelli teorici per i problemi alcolcorrelati: approcio familiare sistemico

Difficoltà connesse al consumo di bevande alcoliche: come affrontarle?

che cos’è la dipendenza dall’alcol

che cos’è la dipendenza dall’alcol o alcolismo.

 -Tratto da Alcolismo di Vladimir Hudolin-

Il termine alcolismo cronico ‘alcoholismus chronicus’ è stato usato per la prima volta nel nel 1852 da Magnus Huss , professore di medicina interna dell’università di Stoccolma, anche se le abitudini alcoliche si possono far risalire a ben più remoti tempi.

Alcuni disturbi della salute già da epoche lontane venivano collegati con il bere però l’alcolismo sotto molti aspetti e per lungo tempo non è stato considerato una malattia vera e propria.

È ben noto il fatto che già una sola ubriacatura può portare a gravi alterazioni comportamentali e fisiche, limitate sia pure nel tempo.

In questo caso si parla di uno stato di ebbrezza acuta, di intossicazione da alcol o semplicemente di ubriachezza. Non sempre facile notare il comportamento particolare di una persona ubriaca. Durante lo stato di ubriachezza acuta possono altresì verificarsi  gravi disturbi psichici da risultare a volte pericolosi per la persona ubriaca e per coloro che le stanno vicino.

Un disturbo così grave è il cosiddetto ‘stato patologico di ubriachezza’. nel corso dell’ebrezza possono verificarsi anche attacchi epilettici e altre lesioni acute nonostante la malattia alcolica non sia ancora presente.

Se il consumo di bevande alcoliche diventa regolare ed eccessivo, perché nel frattempo si è instaurato una dipendenza alcolica con conseguente perdita della capacità di astensione dal bere, allora si può parlare di alcolismo.

In corso d’alcolismo o meglio di alcol dipendenze, soggetti colpiti manifestano disturbi comportamentali, lesioni organiche, problemi familiari e, in generale, problemi economici spesso gravate anche da altri completi sociali che a volte si concludono solo con la morte dei soggetti stessi.

Tutte le varie conseguenze dell’alcolismo si sviluppano con una sequenza temporale diversa, più o meno accelerata, a seconda dei vari fattori. Una persona gracile, fisicamente debole, che beve a stomaco vuoto e velocemente, cederà infatti all’alcol molto prima di una persona fisicamente forte, di robusta costruzione, che beve lentamente dopo aver mangiato.

Dopo 5 anni di consumo eccessivo e continuativo di bevande alcoliche si possono verificare gravi danni alla salute, però le conseguenze di alcolismo sul piano economico, familiare e sociale possono verificarsi anche molto tempo prima. E’ anche vero che le prime a comparire possono essere proprio le complicazioni organiche come ad esempio le lesioni pancreatiche, epatiche, neurologiche.

 

Cause dell’alcolismo ed il suo sviluppo.

credo che la maggioranza dei lettori si chiederà come si instaura la dipendenza del dall’alcol ovvero l’alcolismo. I motivi che nei singoli casi portano all’ alcolismo possono essere diversi. Molto spesso l’alcolismo nasce come abitudine poiché il singolo, già nella infanzia, subito a consumare bevande alcoliche. L’educazione bambino in un ambiente di alcolisti fluisce negativamente sullo sviluppo della personalità. Addirittura l’80% degli alcolisti proviene da famiglie in cui uno più membri tra i parenti più stretti e alcolista.

Se a questi dati si aggiungono anche problemi familiari o difficoltà di altro tipo, lo sviluppo dell’alcolismo sarà ovviamente più esteso. L’individuo cercherà infatti di alleviare tutte le difficoltà della propria esistenza con l’uso reiterato dell’alcol.

E noto che alcune malattie fisiche e psichiche possono contribuire allo sviluppo della malattia alcolica. Ad esempio, le persone depresse o quelle con malattie digestive possono alle volte ricorrere al consumo di bevande alcoliche. Anche in questi casi la persona ammalata cerca di trovare oblio nel alcol punto del complesso si può dire che l’alcolismo nasca dal connubio di tre gruppi di fattori causali: organici, psicologici e sociali.

Molto spesso si parla di cause ereditarie dell’ alcolismo. Ultimamente si tende a dedicare loro maggiore attenzione. va detto però che, anche accettando la possibilità che in un ristretto numero di casi si tratti di uno stato psichico ereditario specifico in ordine al quale la possono attendere alcolismo, è difficile credere che tutti gli alcolisti che giungono alla cura debbano tale loro condizione ragioni strettamente genetiche. D’altronde non è mai stato provato in modo indiscutibile il condizionamento genetico delle cholismo e in ogni modo una tale evidenza non cambierebbe niente circa la possibilità del trattamento e della riabilitazione.

Molte  come pure molti dei cosiddetti bevitori moderati sostengono di poter fare a meno del alcol e di bere per ragioni sociali o per altri motivi. E si affermano altresì che, volendo via gola potrebbero smettere di consumare bevande alcoliche in qualunque momento. Da qui nasce la necessità di dare la possibilità ad ogni cittadino di definire con un esperimento molto semplice il suo rapporto con le bevande alcoliche punto tra le prove molto semplice appunto si tratta infatti di consigliare la persona di smettere di bere ogni sei mesi per un periodo di seisettimane.se nella fase di interruzione alcolica questa persona non sente alcun bisogno di consumare bevande alcoliche addirittura non pensa continuamente al bere, allora si può dire che si tratta del cosiddetto consumo normale di bevande alcoliche. Sede altra parte la stessa non può interrompere il bere, o nel periodo di interruzione era quieta e sente bisogno di vivo di bere, dovrebbe richiedere una visita e vi parere del medico, esistendo già la sintomatologia individuale.

Inoltre ogni cittadino dovrebbe essere informato sulle possibilità di curare determinate malattie ed in particolar modo su quelle forme di trattamento che può applicare da solo senza l’assistenza di organizzazioni specializzate. Del resto una parsi particolare viene applicata anche nel caso di molte altre gravi e lunghe malattie come per esempio il cancro della mammella, l ipertensione arteriosa. Già dai tempi più remoti, da quando ciò esiste il consumo di bevande alcoliche, esistono gli alcolisti e le difficoltà che li coinvolgono. Negli antichi scritti di alcuni popoli, come il nostro si parla di dell’ubriachezza, dell’ alcolismo e di alcune misure consigliate per combattere questi fenomeni punto

Nella storia sociale si fa spesso menzione all’ alcolismo. Con l’inizio della rivoluzione industriale nel mondo sorge il problema dell’imbrigliamento della classe operaia, al quale ha contribuito in un certo qual modo anche l’alcol. Pensiamo soltanto la consuetudine di quel tempo, secondo la quale lo stipendio veniva distribuito ogni sabato nella osteria virgola che di solito apparteneva al padrone della città. Il lavoratore infatti lasciava la maggior parte del proprio guadagno nella osteria del padrone punto il capitalismo odierno e probabilmente non solo capitalismo non agisce più in questo modo perché alla fine non esiste un vero e proprio tornaconto; pur tuttavia ancora oggi ci sono delle situazioni che potrebbero benissimo rifarsi ai molti esempi storici di un passato non tanto lontano. Il colonialismo mondiale tra l’altro ha fatto spesso leva sull’ alcol punto con l’esercito di il conquistatore portava nel paese occupato anche i barili di superalcolici punto quindi l alcolismo, visto come male sociale virgola in ogni periodo storico ha mostrato aspetti particolari relazione a motivazioni situazioni sociali specifiche. Come del resto considerare il fenomeno odierno dei paesi sviluppati che fanno credete paesi sottosviluppati abbia favorire la costruzione di fabbriche destinate alla produzione di veranda alcoliche.

Il consumo delle bevande alcoliche nelle varie fasi storiche è legato ovviamente a cause specifiche per cui la lotta contro l’abuso dell’alcol dovrebbe adeguarsi al periodo storico nel quale esso viene intrapresa.

c’è stato un periodo quando l’alcolismo veniva considerato difetto via gola vizio. Il rapporto verso gli alcolisti era basato su questi principi e proprio per tale ragione non era pensabile nemmeno la quota di alcolismo, sicché l’alcolista veniva sottoposto unicamente misura disciplinare, a castighi e non ultimo al rifiuto della società.

Le misure amministrative nel trattamento degli alcolisti ancora ai giorni nostri sono relativamente frequenti. Nell’ultimo decennio però il punto di vista scientifico verso il problema dell’alcolismo è cambiato sostanzialmente. Si è appurato che la lista non beve per il fatto che desidera bere, ma perché in lui si è sviluppata la malattia della dipendenza dell’alcol che gli impone di bere.

Se egli smette di bere si manifestano la cosiddetta sindrome di astinenza o malattia astinenza. Egli beve per essere efficiente e vitale.

L’Alcolista da solo in assenza di cure di solito non è in grado di aiutarsi.

Va ribadito che ogni consumo di bevande alcoliche non può essere considerato malattia. L’ubriachezza acuta comporta varie difficoltà però non in ogni caso ubriachezza acuta si può parlare di malattia alcolica. Esiste anzi la credenza del consumo cosiddetto normale, sociale, moderato di bevande alcoliche, anche se è difficile accettare inopinatamente il parere che in tale consumo sia un fatto del tutto normale. Per poter giustificare il bere alcolico come modello normale di comportamento la società tende a ricorrere a varie argomentazioni punto ad esempio alcune bevande alcoliche più frequentemente vino e la birra, vengono dichiarati prodotti alimentari utili se non primari ed è in tal modo che a volte il loro consumo viene giustificato.

Le difficoltà in campo scientifico si presentano anche per il fatto che l’alcolismo spontaneo non è provocabile sperimentalmente nell‘animale come avviene invece per altre malattie.

Si è tentato di sviluppare l’alcolismo sperimentale degli animali però ciò è stato possibile realizzare solo sottoponendo le cavie allo stress biologico presente quotidianamente nell’uomo. Diminuendo eliminando i vari fattori di stress si registra un ritorno alla normalità e conseguente cessazione di assunzione alcolica.

All’uso smodato del bere subentra la tossicodipendenza alcolica che porta inevitabilmente a turbe psichiche e fisiche con perdita di tre fattori decisivi: volontà, forza e capacità reattiva.

L’aggravio della malattia alcolica viene così esteso al gruppo familiare e alla società, che devono farsi carico nel dare alla collega equilibra fiducia in se stessi in modo da riportarlo ed essere un elemento creativo e produttivo all’interno di quella realtà abbandonata nel decorso della malattia.

Erroneamente si pensa che l’alcolismo sia legato esclusivamente alle fasce del sottoproletariato e della sottocultura in generale mentre la l’estensione del fenomeno tocca tutti i ceti sociali. In nessun caso si devono gravare di pregiudizi inesorabili la stima via con la rispettabilità, la capacità lavorativa di questi malati che, una volta trattati, rientro non è la normalità.

Il comportamento delle persone, appartenente i vari gruppi sociali, voi sa più o meno positivo e quanto più positivo esso risulta, tanto più le singole persone si trovano vicino al centro del proprio cerchio sociale.

Alla periferia il cerchio si trovano individui o gruppi di emarginati, frange sotto-culturali, personalità che con il loro comportamento possono arrivare fino alla criminalità organizzata appunto nei gruppi marginali si trovano purtroppo molti alcolisti e dipendenti da droghe.

Quando un individuo incomincia a bere, inizia con il proprio comportamento sul tragitto verso il gruppo degli emarginati. Il passaggio nel gruppo degli emarginati ovviamente non è improvviso, ma graduale o addirittura, nonostante l’alcolismo, adesso può anche non avvenire.

Il movimento verso la periferia della società dovrebbe essere impedito molto prima dell’accertamento diagnostico della cholismo, senza attendere quindi che si instaurino gravi ed irripetibili disturbi di ordine sanitario sociale.

Accade spesso che, parallelamente all’ individuo, la famiglia intera posso trovarsi nel gruppo marginale punto il modello medico nella lotta contro l’alcolismo ancora oggi si orienta prevalentemente verso la cura sintomatica dell’acqua lista: ciò significa spesso attendere che la malattia alcolica si manifesti chiaramente prima di iniziare il trattamento, precludendo spesso ogni possibilità di riabilitazione completa.

Questo è il motivo per cui oggi l’approccio medico tende adesso sostituito da un altro tipo di intervento che prevenga in tempo ogni possibile sviluppo di malattie alcoliche e i gravi deterioramenti medico sociali che la caratterizzano.

Tale modello viene definito: modello medico sociale. Lo sviluppo della malattia alcolica viene accompagnato da molti segnali grazie ai quali è possibile individuarne alcune fasi punto il cambiamento della tolleranza verso l’alcol rappresenta una caratteristica relativamente costante di alcune fasi del bere e della dipendenza dell’alcol.

La tolleranza

 

la tolleranza può essere ferita una condizione di resistenza fisica e psichica: resistenza agli stress psichici oppure resistenza allo sforzo, lavorativo, agonistico, sportivo ovvero a sostanze come l’alcol, i narcotici, alcuni farmaci e così via. Si parla a volte di massima tolleranza alle frustrazioni al di là della quale la difesa della personalità cede e si crea un conflitto che finisce con l’esprimersi attraverso sintomi psichici punto il cambiamento della tolleranza può avvenire anche per motivi fisici, quale un cambiamento del metabolismo, per quanto riguarda una diminuita tolleranza verso l’alcol in alcuni soggetti, la presenza ad esempio di lesioni cerebrali, eccetera ..

La tolleranza di solito dipende da una serie di fattori e nel corso della vita può aumentare o diminuire appunto la tolleranza all’alcol anche nelle persone normali può essere soggetta a variazioni.

E’ noto che alcune delle persone tra loro sopportano anche notevoli quantità di alcol senza per altro di mostrare evidenti segni di pochezza; mentre al contrario possono versare in stato di ubriachezza dopo aver assunto quantità relativamente piccole di alcol.

La diversa tolleranza all’alcol nelle persone normalmente sane e legata a cause per ora sconosciute, probabilmente costituzionali ed ereditarie punto potrebbe forse risultare importante la struttura congenita da barriera e matto encefalica cioè a quella particolare membrana che separa il cervello dal sangue che vi circola.

Nel corso dello sviluppo dell’alcolismo si distinguono in ogni caso alcune fasi quali a tolleranza all’alcol si modifica Gradualmente.

Nella fase di consumo sociale si verifica un processo di graduale assuefazione all’alcol e un progressivo aumento della tolleranza ad esso.

La tolleranza dipende dalla quantità e dal modo in cui viene ingerito l’alcol.

In seguito prende inizio la fase della malattia alcolica durante la quale la tolleranza all’alcol resta lungo invariata.

Alcuni autori sostengono che la tolleranza all’alcol aumenta nell’alcolismo grazie ad un meccanismo di ingrandimento del fegato, visto quella trasformazione dell’alcol avviene per mezzo di alcuni enzimi, presenti principalmente nel fegato oltre che in altri organi.

E’ ovvio che in un fegato grande ce ne sono quantitativamente di più che in un fegato ridotto di volume, come avviene ad esempio nella fase avanzata cirrosi epatica. Secondo questa stessa teoria il la tolleranza all’alcol comincerebbe a diminuire quando il fegato diventa più piccolo, come il caso della cirrosi alcolica appunto.

Il segno della diminuzione della tolleranza all’alcol è un sintomo chiaro di uno stato avanzato dell’alcolismo.

L’intolleranza e l’alcol si riscontra nelle fasi finali di alcolismo quando gli ammalati su ubriacano già dopo modestissime quantità di bevande alcoliche.

Caratteristico che gli ammalati in questa fase, davanti al medico neghino il loro alcolismo e lamentino vari disturbi somatici che sono in verità conseguenza diretta dello stesso.

L’Alcolismo come problema personale, viene rifiutato questi ammalati che lo assimilano invece uno stato di debolezza fisica generale.

La tolleranza all’alcol può invece cambiare in seguito a gravi lesioni cerebrali, infiammatorio o di altra natura appunto probabilmente la causa è dovuta al fatto che tali lesioni danneggiano anche la barriera ematoencefalica per cui l’alcol penetra in notevole concentrazione con la rapidità nelle parti più profonde del cervello magari insieme ad altri prodotti tossici.

Le persone che hanno sparato un trauma a un processo morboso anche lieve devono essere avvertiti di questa possibilità poiché in questi casi anche piccolissime quantità di alcol possono portare a turbe psichiche cute e molto gravi o talvolta anche attacchi epilettici.

 

Alle persone che hanno avuto un grave trauma o una grave malattia al cervello è meglio consigliare un’astinenza permanente dall’uso di bevande alcoliche.

Difficoltà connesse al consumo di bevande alcoliche: come affrontarle?

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Dal 26 aprile riaprono i Club CAT a Parma

Associazione dei Club Alcologici Territoriali di Parma,

dal 1993 in prima linea nella battaglia contro l’alcol dipendenza

(375-6023601 – acat.parmasud@virgilio.it),

comunica che riprenderà la propria attività di incontri settimanali dei Club, seppur in forma ridotta sia come numero di partecipanti, sia come tempo per meglio rispondere alla normativa anti COVID emanate dal Ministero della Sanità.

 

La pronta risposta di Acat si rende necessaria dalle continue richieste di aiuto e di supporto che pervengono quotidianamente  all’Associazione. Il problema dell’alcoldipendenza si è fortemente ascuito nell’ ultimo anno di pandemia e di continua incertezza sociale.

La dove il problema era presente ma dove veniva gestito è diventato un problema incontyrollato.

Acat Parma mette in campo tutte le proprie risorse e la propria trentennale esperienza per dare risposte concrete ed alternative all’alcol per tutta la famiglia.

La sede AcaT  si trova in Via L. Testi, 4 a Parma ed è aperta previo appuntamento.

Per informazioni 375-6023601   acat.parmasud@virgilio.it

Non official site: https://acatparma.org