Le Malattie dell’alcol: l’invecchiamento precoce dell’alcolista

Invecchiamento dell’alcolista

Un invecchiamento generale più rapido accompagna regolarmente il bere problematico e l’alcolismo.

A volte l’alcolismo può essere diagnosticato a prima vista dall’aspetto invecchiato dell’ ammalato che in effetti è ancora giovane.

Invecchiamento rapido, i cambiamenti cutanei e l’aspetto trasandato spesso conferiscono al comportamento dell’alcolista un tono particolare che viene chiamato stile etilico  di comportamento.

Altre lesioni nervose

Le lesioni del sistema nervoso, oltre a quelle menzionate nel capitolo dei disturbi psichici, sono relativamente frequenti nell’alcolista.

La lesione più frequente consiste nella atrofia  (il raggrinzimento) nervosa che comporta un allargamento degli spazi e della cavità del cervello, occupati dal liquido cerebrale.

Questo si può osservare nella radiografia, sei liquido cerebrale viene precedentemente estratto e sostituito con l’aria (pneumoencefalografia).

Gli spazi cerebrali allargati si possono evidenziare anche con gli ultrasuoni (encefalografia) o con un metodo più moderno, la cosiddetta termografia assiale computerizzata del cervello (TAC).

Le lesioni possono essere riscontrate anche nel  cervelletto atrofia del cervelletto e nel midollo spinale.

Nell’alcolista possono sopraggiungere anche raccolte emorragiche sotto la membrana meningea esterna della dura madre (ematoma subdurale).

In conclusione a qualcosa tutte le lesioni fisiche psichiche dell’alcolista si può dire che non si tratta di alcolismo, di questo legame specifico che si instaura qua fra l’alcolista ed il suo bere, ma delle conseguenze del bere e del alcolismo.

Oggi molte di queste complicazioni dell’ alcolismo possono essere curate molto meglio di una volta se l’alcolista viene tempestivamente inserito nel trattamento.

Con la cura delle complicazioni non si è fatto niente per alcolismo, e l’alcolista, deve simultaneamente alla cura essere inserito con la famiglia nei Club degli Alcolisti in Trattamento.

 

Tratto da: Vladimi HudolinVincere l’Alcolismo– una moltitudine di esistenze bruciate, la pace perduta di molte famiglie, un nemico spesso sottovalutato. La necessita di conoscere ciò che si deve sconfiggere- PIEMME 1993

 

Le Malattie dell’alcol: la gelosia e la psicosi di persecuzione

Le Malattie dell’alcol: lo Stato di Ebbrezza Patologica

Le Malattie dell’alcol: la Sindrome di Confine

 

Incontro a Trieste per i 40 anni del primo club degli alcolisti in trattamento (CAT) in 9 novembre 2019



Coordinamento Nazionale dei Club degli Alcolisti in Trattamento a Trieste 9 novembre 2019 a Trieste

Arcat Friuli Venezia Giulia ed Arcat Triestina il 9 novembre 2019 organizzano il 40° anniversario dalla fondazione del primo Club degli Alcolisti in Trattamento secondo il metodo Hudolin.

 

Il 9 novembre 2019 presso la Sala Congressi Molo IV, Corso Cavour 3 Trieste

Convegno di Trieste 09 11 2019

Mappa Trieste 9 novembre 2019



Isolamento Sociale- Insieme per risalire- a Parma


A Parma, Ripartendo dalla Fragilità, un pool di Associazioni del Terzo Settore in prima linea contro l’isolamento sociale

 

L’incontro si è svolto in un clima estremamente positivo e di grande visione per il futuro della città reso possibile da una conoscenza scientifica dei bisogni del passato. La Fragilità famigliare, emotiva, economica come riconoscerla?

Ripartendo dalla fragilità- Acat Parma -Don Giacomo Panizza, Prof. Giovanna Vendemia, Don Cocconi, Prof Federico Ghillani, Abramo Costantino

In primis Don Cocconi ci ricorda che gli altri siamo noi e che la fragilità momentanea dell’uno è la nostra fragilità di comunità.

Le famiglie che iniziano un brutto periodo di fragilità sono la nostra comunità.

La Prof.Giovanna Vendemia, responsabile dei Servizi Sociali del Comune di Parma ci aggiorna sulle novità di approcio e di sviluppo degli interventi dei Servizi.

In particolare si evidenziano le troppe ripetitività delle crisi di ‘bisogno’ quasi come se ci fossero sempre gli stessi ‘modi operandi’ all’origine.

Si devono stimolare l’attenzione e la responsabilità della persona che ha necessità.

Non sono sufficienti solo aiuti economici spot ma un continuo insegnamento ed aggiornamento responsabilizzante.

Intercettiamo la capacità della Persona di ‘chiedere‘ e quella di ‘ascoltare‘ non sempre azioni presenti nel rapporto istituzioni/persona ma spesso date per scontate.

Dobbiamo quantificare e qualificare la ‘fragilità emotiva‘ come la paura, l’ascoltare troppo gli altri od il negare troppo oppure l’incapacità di relazionarsi agli altri perchè non tutti siamo uguali e non tutti abbiamo la stessa storia.

Studiamo quindi una metodologia per entrare in contatto ma come? Ascoltando e cogliendo le sfumature ed indirizzare alla rete delle Associazioni che operano a Parma.

 

Il Prof. Federico Ghillani espone un ragionamento completo e fluente, partendo dall’prologo: ‘ prima della fragilità c’è la solitudine‘.

Il percorso narrativo del Professore ci chiarisce le idee sui due polmoni che danno respiro al  contrastoalla fragilità:

  • Istituzionale, politica e Parlamento
  • corpi intermedi, associazioni

I corpi intermedi sono l’oggetto principale della risposta alla fragilità in tutti i suoi aspetti. Le Case della Salute, i Sindacati, le Associazioni , i Punti di Comunità sono tutte le risposte che abbiamo messo in campo e sono ormai tutte in rete.

Le Associazioni ascoltano, orientano, organizzano e aiutano la dove c’è necessità.

Al termine prende la parola Don Giacomo Panizza che ci racconta la sua testimonianza.

Ci racconta la sua storia dell’alleanza contro la povertà.

Don Giacomo Panizza Don Giacomo Panizza Don Giacomo Panizza Don Giacomo Panizza

La lotta di Don Panizza inizia in Calabria ormai 40 anni fa, dove inizia a parlare ai poveri ed ai disabili che allora vivevano solo di sussidio e spesso segregati in casa.

Nonostante l’opposizione della n’drangheta, il Don riesce ad organizzare spazi e centri di lavoro per ridare dignità ai disabili ma e soprattutto insegna come imporre i propri diritti e fare rete tra di loro per potersi migliorare la vita.

I Partners:

  • Associazione San Crisoforo info@sancristoforo.org
  • Rete Carcere retecarcere@libero.it
  • RI CRE DI TI info@ricrediti.it
  • Snupi (sostegno nuove patologie intestinali) info@snupi.it
  • CENTOPERUNO info@emporioparma.org
  • INTERCRAL Parma info@intercralparma.it
  • AnCeSCAO cpancescao@comitatianzianiparma.it
  • ACAT Parma ‘Il Volo’ acat.parmasud@virgilio.it



Ministro Grillo potenzierà servizi e formazione contro l’alcolismo


Il Ministro Grillo ha presentato una relazione al Senato circa lo stato dell’arte della situazione delle risposte istituzionali al GAP (gioco d’azzardo patologico) e all’alcolismo

Si deve dare una risposta chiara ad una legge, la 25 del 30 03 2001—>

Legge quadro in materia di alcol e problemi alcolcorrelati, che ancora dopo quasi 20 anni lascia un vuoto normativo relativo a chi spetta intervenire contro le dipendenze alcoliche ed i vari problemi alcol-correlati.

Il Ministro cita come possibile risoluzione nell’ immediato i gruppi di auto mutuo aiuto come i CAT –> centri alcologici territoriali come la nostra ACAT Parma.

In particolare: ‘I CAT lavorano secondo i principi ed i metodi dell’approcio sitemico (sistema ecologico-sociale ndr) multifamigliare, promuovendo la partecipazione diretta e responsabile di tutti i membri di una famiglia e della rete relazionale della prossima nella sofferenza (auto mutuo aiuto), nei disagi e nei disturbi correlati al consumo di alcol o al consumo di altre sostanze’.

In pratica riconosce i Centri alcologici territoriali come prosecuzione della ‘terapia’ di risoluzione e mantenimento per il problema dell’alcolismo e derivati (droga, psicofarmaci e gioco d’azzardo).

La terapia’ multifamgliare di auto mutuo aiuto non solo si verfica efficace per il 75/80% del casi ma si identifica come psicotrope-free ed a bassissimo costo, senza effetti collaterali.

Inoltre, prosegue il Ministro Grillo, ‘la metodologia stimola un processo di cambiamento di stile di vita orientato alla riconquista della propria salute e libertà’.

‘Il CAT non si presenta come luogo di terapia ed opera sulla base dell’assunto che l’uso di alcol non è una patologia ma un tipo di comportamento’.

La metodologia ecologico sociale si rapporta principalmente con la ‘persona’ e la mette al centro di tutto il ‘Sitema’ che viene modificato attraverso le scelte della stessa.

https://aicat.net/metodologia/

Da qui la modifica dell’ambiente e dello stile di vita di ognuno..