Corso di Sensibilizzazione all’Approcio Ecologico Sociale- Gatteo a Mare 26/30 settembre 2022- Conclusioni

CORSO DI SENSIBILIZZAZIONE ALL’APPROCCIO
ECOLOGICO-SOCIALE
Dai problemi alcol correlati alla promozione della salute
(metodo Hudolin)
Gatteo a Mare 26-30 Settembre 2022

Si è svolto dal 26 al 30 settembre 2022 presso l’hotel Walter di Gatteo a Mare il corso di
Sensibilizzazione all’approccio ecologico sociale, dai problemi alcolcorrelati e complessi
alla promozione della salute(Metodo Hudolin)

Coordinatore del corso: Valentino Patussi, Direttore Corsi di sensibilizzazione per Servitori-Insegnanti,

Direttore Sod-Alcologia, Azienda Universitaria Ospedaliera Careggi Firenze,

Cordinatore Centro Alcologia Regionale Toscana, Responsabile Stili di Vita Azienda Universitaria Careggi Firenze ,

Supervisione dei gruppi e co- coordinatore: Mirca Grossi Presidente Regionale ARCAT
Emilia-Romagna

Conduttori dei gruppi: Stefano Alberini, Ivano Marchi, Lorena Carpi, Alessandro Pelloni

Co-conduttori: Cristina Belli, Sergio Abretti, Andrea Gianpietri, Patrizia Guccini, Denis Gherardini, Angela Pradella

Direzione scientifica: Dott. Valentino Patussi , Dott. Michele Sanza, Dott.ssa Caterina Staccioli

Segreteria: Lucia Dosi, Mirzia Bocchia, con il prezioso contributo di Claudia Sforzi
e Franco Severi, della Toscana
Responsabile per la visita ai club: Ivano Marchi.
Il corso è stato organizzato dall’AICAT e dall’ARCAT Emilia Romagna Associazione dei club degli alcolisti in trattamento e dei club alcologici territoriali, con la collaborazione dell’ACAT Romagna, con il patrocinio del Comune di Gatteo, Cesena, Unione dei Comuni Valle del Savio, il Servizio Sanitario Regionale Emilia Romagna, Regione Emilia Romagna,
il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, “Direzione Generale del Terzo Settore e della
Responsabilità Sociale delle Imprese”.

L’iniziativa si è realizzata nell’ambito del progetto
“Reti al cubo” e con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena e
dell’Azienda Morigi e Conficconi.
Un particolare ringraziamento va al dott. Michele Sansa dirigente del Dipartimento delle
dipendenze patologiche di Forlì-Cesena, per aver sostenuto il corso e al Comandante della
Polizia Municipale dell’Unione Rubicone Mare : Alessandro Scarpellini per essere stato presente all’apertura del corso.
Si ringrazia l’Hotel Walter per l’ospitalità e l’Associazione ACAT Romagna, per l’impegno e l’organizzazione.

Al corso hanno partecipato 30 corsisti provenienti dalle provincie di :

Reggio Emilia, Modena, Ravenna, Bologna- Imola, Forli-Cesena, Ferrara, Mantova, Parma, Rimini;
di cui 21 dal movimento dei club, 3 dall’azienda ospedaliera dell’Emilia-Romagna e
Lombardia, 3 dall’azienda USL della Romagna, 3 dal mondo associativo territoriale e comunità.
Si ringraziano le famiglie dei club che hanno permesso ai corsisti di conoscere il club, di apprezzarne la loro accoglienza, l’apertura verso gli altri e la grande umanità che si sviluppa al loro interno.
La visita ai club inoltre ha permesso di toccare con mano le modalità del loro funzionamento
e il clima di solidarietà e di amore che vi si respira.
L’interazione tra i corsisti e le famiglie dei club è stata un momento emozionalmente
intenso.
Durante la settimana abbiamo vissuto un processo di cambiamento:
da una visione teorica e nozionistica dei problemi alcol-correlati si è passati al mettere in
discussione i rispettivi stili di vita portandoci ad una conoscenza più profonda delle nostre
emozioni e dei nostri comportamenti.
È stata apprezzata la struttura del corso dove si alternano:
momenti di lezione teorica,
discussioni in comunità,
lavori in piccoli gruppi con conduttori e autogestiti dove è stata possibile una condivisione
scoprendoci più permeabili verso gli altri.
Vista l’eterogeneità di età, di formazione e di percorsi di vita dei partecipanti ed in particolare la presenza di persone esterne al mondo dei club si è reso possibile uno scambio e una condivisione tra generazioni e esperienze molto diverse.
È stato possibile conoscere approfondire e discutere il metodo Hudolin che da oltre
quarant’anni offre la possibilità di cambiamento delle relazioni nelle famiglie e nell’intera
comunità con problemi alcol-correlati.
La partecipazione al corso degli operatori dei sevizi sanitari pubblici ha permesso di costruire
una relazione propedeutica ad una collaborazione concreta, ed ha messo in evidenza come
nel tempo i club si siano aperti a problematiche non necessariamente legate solo all’alcol.
È stato condiviso che il consumo di bevande alcoliche costituisce uno stile di vita dannoso
per la salute e i problemi alcol-correlati riguardano non solo l’individuo ma anche la sua
famiglia e tutta la comunità che è un sistema di mondi di cui tutti ne fanno parte
È stato condiviso che agire attraverso l’Approccio Ecologico-Sociale Antropo-Spirituale è
un modo nuovo di porsi ed intrepretare le relazioni che esistono tra le persone che
costituiscono sia una comunità famigliare che una comunità locale in cui tutti i problemi
comportamentali, non solo quelli alcol-correlati ma anche culturali, economici, politici,
ambientali, hanno la loro origine e la loro soluzione nei rapporti umani esistenti.
Si è sottolineata l’importanza dell’etica e della spiritualità antropologica rivolta alla persona
nella sua interezza cioè inserita in un contesto più ampio della famiglia: l’intera società e
l’intero eco-sistema e riconoscere quei valori che sono universali, interculturali, ecumenici,
immediatamente percepibili come bene comune.
Il club è una opportunità per riconoscere ed esercitare la spiritualità antropologica che è
fondamentale per il cambiamento della cultura dominante e migliorare la qualità della nostra
esistenza a partire dagli stili di vita sostenibili.
Il clima che si è creato tra i corsisti durante i lavori nei piccoli gruppi e la discussione
plenaria hanno fatto in modo che si arrivasse a focalizzare degli obbiettivi da raggiungere con
l’impegno degli stessi:

1. Il club è nato per affrontare i problemi alcol-correlati, negli anni ha incontrato la complessità
della vita ed è per questo motivo che si sono aperti alla multidimensionalità. Il club
condivide l’unione e la condivisione della sofferenza, della felicità, della gioia e ne diventa
partecipe lasciando la libertà di scelta e togliendo lo stigma che costruisce muri sia tra le
persone che tra le diverse culture.

2. La corresponsabilità come valore fondante della rete planetaria dei club, in base al principio
che siamo tutti corresponsabili di tutti. Questo nasce dalla consapevolezza
dell’interdipendenza dove ciascuno di noi è interconnesso con ogni altro essere vivente su
questo pianeta.

3. Durante il corso abbiamo riflettuto sull’importanza di mettere in relazione la persona, la
famiglia e la comunità in cui è inserita tra di loro, ma anche su un cambiamento di stile di
vita con un’attenzione particolare all’eco-equosostenibilità come valore di ricchezza ed
opportunità di crescita e cambiamento.

4. L’esperienza del corso ha fornito quelle abilità utili per il miglioramento della
comunicazione nella vita relazionale. Pur riconoscendo la difficoltà di parlare di sé stessi si
ribadisce l’importanza di parlare in prima persona come assunzione di responsabilità e di
rispetto: evitando di esprimere giudizi sugli altri.

5. Il lavoro nei piccoli gruppi ha permesso di apprendere ed agire quelle abilità e modalità di
comunicazione e di ascolto in maniera partecipata, di mettersi in relazione con l’altro
passando dalla teoria alla pratica ed esternare sempre le proprie emozioni “qui ed ora”.

6. Se si vuole diffondere la cultura dell’Ecologia Sociale dei club è importante rafforzare le
relazioni con i servizi territoriali sia pubblici che privati nella reciprocità che si basa sullo
sviluppo culturale del metodo Hudolin sempre aperto alle innovazioni.

7. La leggerezza e l’ironia durante la serata di club può aiutare il processo di cambiamento di
tutti, sia dentro che fuori dal club.

8. Si auspica che si possano sviluppare a tutti i livelli del movimento dei club la democrazia e
l’ecologia delle scelte e delle decisioni perché la democrazia è una ricchezza che oltre alla
costruzione dei consensi, che non è mai scontata, ha bisogno delle diversità e delle
minoranze.

9. I club e le associazioni hanno bisogno di persone disponibili che sappiano mantenere reti
funzionali e che si facciano carico di prendersene cura.

10. Si auspica la partecipazione delle famiglie e dei servitori ai Congressi, Convegni, Interclub e
a tutti i momenti di aggregazione ed eventi promossi dai vari livelli associativi.

11. Si propone la data 6 NOVEMBRE 2022 ALLE ORE 10 presso la sala del quartiere
Oltresavio in Piazza Anna Magnani – Cesena- per l’incontro di verifica tra tutti coloro che
hanno partecipato al Corso di Sensibilizzazione a Gatteo a Mare
12. Si ringrazia la disponibilità per il collegamento on line Francesco Da Fermo funzionario del
settore salute mentale e dipendenze patologiche della regione Emilia Romagna, Barbara
Leonardi psicologa collaboratrice settore salute mentale.
13. Un momento particolare è stata la tavola rotonda sull’importanza della cooperazione tra il
servizio pubblico e il privato sociale, coordinata da Lorena Carpi. Sono intervenuti: Andrea
Castellani Coordinatore area dipendenze Comunità educativa “San Maurizio Borghi”,
Dott.ssa Giovanna Maria Latino Dirigente medico Psichiatra VOD dipendenze patologiche
Forlì, Carmelina Labruzzo Assessore ai servizi sociali comune di Cesena e Valle del Savio,
Cristian Gianfreda Assessore alla Sanità e Servizi Sociali Rimini, Elisa Giannini Assessore
ai Servizi Sociali comune di Longiano, Lucia Pazzaglini Assistente Sociale comune di
Longiano, Paola Zomegnan Pedagogista responsabile della Comunità terapeutica per
alocolisti e giocatori patologici “Papa Giovanni XXIII”, Teo Vignoli Direttore UO
dipendenze patologiche Rimini, Dott.ssa Federica Righi Tossicologa SERD Forlì. Ognuno
di loro ha messo la propria esperienza nella rete territoriale, sottolineando l’importanza della
contaminazione tra le varie realtà.
14. Queste conclusioni verranno inviate all’AICAT ed all’ARCAT dell’Emilia Romagna, alle
ACAT presenti, al centro dipendenze alcol-fumo Rimini, al servizio delle dipendenze di Forlì
Cesena ed alla rivista Camminando Insieme per una più ampia diffusione.

 

 

Spiritualità Antropologica-Prof. Hudolin

La Spiritualità Antropologica e  Approccio Ecologico sociale del Professore Vladimir hudolin

Sulla possibilità di introdurre l’approccio antropo-spirituale nei programmi territoriali che si occupano dei problemi alcol-correlati e complessi, è opportuno ricordare che l’uomo è un essere con una struttura biofisica della quale fa parte la spiritualità.

Potremmo dire che la personalità umana può essere vista come insieme spirituale, formato da una parte biofisica che assieme alla spiritualità da compattezza e completezza ad una struttura unica.

L’una e l’altra parte sono ugualmente importanti e formano insieme senza l’una l’altra non possiamo immaginare l’uomo.

La spiritualità in questa esposizione viene vista come insieme delle caratteristiche comportamentali umane trasmessa attraverso la filogenesi e l’ontogenesi.

In altre parole, può essere vista come la cultura umana esistente e non esclusivamente in senso religioso.

È difficile immaginare l’uomo e la sua Comunità senza la dimensione spirituale.

Possiamo ipotizzare che abbia avuto sviluppo da un processo biofisico differenziato in tante forme quanti sono gli individui, ma alla base, esiste sempre un codice etico uguale, difficilmente riducibile a processi biofisici.

Talvolta questo codice se alterato, può causare disagio.

Allora la sofferenza spirituale può essere combinata con varie altre sofferenze fisiche, psichiche e sociali, incluse quelle alcol-correlate e incrociate.

Così anche le sofferenze spirituali possono rientrare nel concerto della multidimensionalità della sofferenza.

Spiritualità rende l’uomo diverso da tutte le altre forme di vita che lo circondano.

I programmi territoriali per i problemi alcol-correlati e complessi fanno parte della protezione e promozione della salute, e si basano sulla solidarietà, sull’amicizia, sull’amore, sulla ricerca della pace della convivenza, sulla necessità del cambiamento della cultura sanitaria e generale esistente.

In altre parole si basa  sul cambiamento della spiritualità antropologica, radicata nel patrimonio ereditario genetico e acquisite durante la filogenesi e l’ontogenesi cioè durante lo sviluppo della specie e non dell’individuo.

Con l’acquisizione di questo approcio ecologico sociale ai  problemi alcol correlati  e complessi sono iniziate varie discussioni, dal momento che nei club si abbandonava sempre di più il concetto medico tradizionale per un concetto alternativo.

È necessario modificare la tua le cultura sanitarie generale che ritiene scientifico solo ciò che può essere misurato, pensato, osservato a livello microscopico, o diagnosticato con precise ed oggettivee metodologie investigative.

Con questo non si vuole negare l’importanza di tutto ciò che può essere misurato, contato o direttamente osservato ma affermare che rappresenta solamente una piccola parte della vita umana.

Enfatizzando solo questo aspetto si rischia di svalutare come non scientifica la gran parte delle caratteristiche umane che distinguono l’uomo da tutte le forme di vita del nostro pianeta.

Il nostro pensiero dovrebbe indirizzarsi non solamente alle definizioni e alla terminologia riguardanti a Spiritualità Antropologica ma prima di tutto alla sua applicazione nel lavoro territoriale di ogni giorno.

Questo concetto espresso dal prof. Vladimir Hudolim nel suo

‘Club degli Alcolisti in Trattamento’

manuale per il lavoro e club degli alcolisti trattamento-prima stesura 1994

Leggi anche: Approcio Ecologico Sociale

che cos’è la dipendenza dall’alcol

I Club degli Alcolisti: istruzioni per l’uso parte II°

Nei Club degli Alcolisti si sceglie: non bere è una scelta per tutta la famiglia.

Le famiglie dei club, scelgono di non bere e di non tenere nella propria casa bevande alcoliche.

È un atto di solidarietà e di condivisione ma è anche una scelta concreta di promozione e protezione della salute di ogni membro della famiglia.

Perché come si scoprira nel scuola alcologica territoriale, bere è sempre e comunque un comportamento a rischio, una minaccia per la salute di ciascuno di noi.

Non tenere alcolici in casa può sembrare cosa di poco peso in un mondo dove l’alcol è  sempre presente.

Non è così.

E’ una scelta importante perché indica che nella vita della nostra famiglia è stata presa una decisione, una decisione di cui possiamo tranquillamente essere orgogliosi.

È una scelta che promuove la salute e  nel nostro caso diminuisce anche i rischi di ricaduta.

Cosa si fa nei Club:

Cosa succede durante i nostri incontri settimanali ?

Ogni famiglia parla dei fatti, dei problemi, delle gioie ,dei dolori della settimana della sua vita.

Li portiamo all’attenzione ed alla discussione di tutti perché tutti possano dare il loro contributo.

Inoltre ogni famiglia parlando di se  e delle proprie esperienze ed opinioni  da la possibilità alle altre famiglie di trovare eventuali risposte valide anche per loro.

In questo parlare di quotidianità, di cose tristi, di questo scambiarsi pezzettini di vita  e di esperienza, opinioni, stimoli e confronti sta la vita del club.

Parliamo del presente  progettando il futuro e lasciamo il passato nei cassetti perché continuare a ricordarlo non serve.

Qui ed Ora

Il passato per quanto ne possiamo parlare non cambierà di sicuro.

In questo modo si crea l’empatia, una atmosfera  di solidarietà e di amicizia tra tutti noi, dove comunicare diventa più facile e bello, dove sei sempre accolti e mai giudicarti.

Ci si sente uniti.

Si capisce che il nostro problema ha toccato anche altre famiglie.

Si confrontano esperienze si partecipa ai cambiamenti degli amici e si tocca con mano che tornare  alla vita è possibile: questo è segreto dei club.

Frequentando il Club Capiamo che:

Voi che siete appena arrivati al club avete già sicuramente capito di essere entrato in una grande famiglia che vuole cambiare stile di vita, che vuole trovare in ciascuno il sorriso e la gioia.

Per ottenere questo ci sono alcune cose molto semplici da fare, cose che prima di arrivare a casa quasi sempre avevamo dimenticato.

Anzitutto sapersi mettere in discussione con se stessi e con gli altri.

Per molti è una grande fatica ma se non riusciamo a farlo resteremo chiusi nostri gusci e la nostra vita non cambierà.

Tutto questo significa un grande rispetto per le storie di tutti.

Il Club non è un tribunale proprio per questo non ci troviamo bene perché sappiamo che gli amici non ci giudicano ne tantomeno ci condannano.

rispettare le storie ciascuno vuol dire anche che tutto quello che viene detto club rimane nel club e questo ci fa sentire liberi di poter dire se vogliamo anche cose molto intime e personali.

All’inizio alcuni pensato che la loro frequenza al club serve al familiare Che più direttamente ha il problema con l’alcol.

Con il  tempo capiamo che siamo tutti al club anzitutto per noi stessi, per maturare il nostro personale cambiamento e che solo così potremo favorire il cambiamento del nostro familiare loro e nostro.

Nella vita i problemi possono ripresentarsi.

Vedrete famiglie che fanno i passi indietro,

famiglia che interrompono la frequenza club,

famiglie che fanno molta fatica a trovare la strada giusta per cambiare.

I club esistono  principalòmente per queste famiglie.

Quando una famiglia è in difficoltà, le altre del club si danno da fare per starle vicino per far sentire la solidarietà andando a visitarle, telefonando e convincendole a ritornare.

Un sorriso, la presenza, dirti che non siamo soli … sono tutti atteggiamenti che possono fare stare bene.

Quando iniziamo a frequentare il club, sappiamo di avere iniziato un percorso e sappiamo che cambiare sarà possibile.

Sappiamo anche che ciascuno ed ogni  famiglia ha  tempi  di risposta diversi che vanno rispettati.

Soprattutto sappiamo che quanto non è successo sino quel punto può succedere il giorno successivo.

E che il tempo è dalla nostra parte, che è una risorsa su cui dobbiamo imparare a contare.

La multidimensionalità della sofferenza

Molto spesso in una famiglia  i problemi alcolcorrelati non sono soli.

Nelle famiglie quasi sempre problemi si sommano e si intrecciano.

E’ il concetto della multidimensionalità della sofferenza.

Noi li chiamiamo problemi complessi.

Questo significa che il club è naturalmente aperto alle famiglie che presentano nello stesso membro  o in altri membri della famiglia altri problemi oltre a quello legato all’alcol (es. problemi psichici o del comportamento, uso di sostanze, ludopatia)

Una complessità che rappresenta la vita Diversità che alla fine scopriam seo essere una ricchezza.

Il servitore-insegnante

Il servitore è un membro del club che ha un suo ruolo specifico.

Quello di facilitare, stimolare quando serve la comunicazione interazione.

Il Servitore del nostro club non viene dirigerci  o a dirci cosa dobbiamo fare o a prendere decisione al posto nostro.
E naturalmente anche  il Servitore come ogni  altro membro partecipa alla vita del club innanzitutto per sè stesso.

Il servitore è al servizio delle famiglie e si dice che è anche insegnante in quanto prende parte alle scuole di aggiornamento periodiche.

Due concetti importanti:

Il Prof. Hudolin rimane in chi lo ha conosciuto un grande maestro di vita.

Hudolin ha fatto conoscere il  concetto di club e ne ha stimolato guidato la crescita con tante intuizioni geniali.

Tra le tante 2 sono particolarmente importanti:

  • L’Approcio ecologico sociale
  • La Spiritualita Antropologica

Tutto il Metodo Hudolin si basa su questi due pilastri.

 

Le Malattie dell’alcol: lo Stato di Ebbrezza Patologica

Alterazioni nervose e psichiche in conseguenza dell’ alcolismo.

Lo stato di ebbrezza patologica.

A parte l’ubriachezza acuta dell’alcolista, nella letteratura viene molte volte descritta una ubriachezza detta patologica, nonostante questo termine possa far nascere un ambiguità.

Se esiste un ubriachezza patologica, infatti, si potrebbe presupporre l’esistenza anche di un’ubriachezza che non lo sia, nonostante che tutte le ubriachezze rappresentino una condizione patologica.

Malgrado altri termini proposti per questo quadro clinico, il termine ebbrezza patologica continua ad essere usato nella letteratura medica, e bisogna mantenerlo finché non se ne trova uno migliore.

Si tratta di una ubriachezza acuta e pericolosa, caratterizzata da gravi disturbi psichici della persona ubriaca.

Può manifestarsi nella persona che si ubriaca per la prima volta e nei bevitori moderati, ma più spesso nello stato di ebbrezza dell’alcolista.

Lo stato di ebbrezza patologico si può verificare già dopo le assunzioni di una quantità di alcol relativamente piccola.

I disturbi principali consistono in uno stato confusionale, in un marcato comportamento aggressivo ed in una successiva amnesia totale o almeno parziale di tutto quanto è successo durante lo stato di ebbrezza patologico.

Il pericolo che deriva da una tale persona è particolarmente grave, tanto più che l’ubriaco in un tale stato non sempre manifesta chiari segni esteriori di uno stato di ebbrezza, oppure di un comportamento anormale.

Lo stato di ubriachezza patologico si conclude di solito con il sonno, per quale l’ammalato si sveglia dopo alcune ore e non ricorda nulla di quanto è successo, oppure lo ricorda sono in parte.

In questo stato la persona ubriaca può avere un attacco epilettico.

Non si è tutt’ora stabilita la causa per cui lo stato di ebbrezza patologico si verifichi in alcune persone e altre no.

Alcuni ritengono che la causa sia la predisposizione di certe persone.

Tratto da: ‘ Vincere l’Alcolismo’ – una moltitudine di esistenze bruciate, la pace perduta di molte famiglie, un nemico sottovalutato. La necessita di conoscere ciò che si deve sconfiggere- Vladimir Hudolin (1993)

I principali modelli teorici per i problemi alcolcorrelati: l’approcio Ecologico-Sociale

La peculiarità dell’ approcio ecologico sociale del professor Vladimir Hudolin, risiede nel fatto che, aderendo in maniera profonda ad una visione sistemica della vita, riesce a comprendere i molteplici livelli dei problemi alcolcorrelati.

E’ stato scritto che l’approccio ecologico sociale ai problemi alcolcorrelati e complessi può essere considerato come:

1. un modello epistemologico
2. una tecnica di trattamento
3. Una filosofia di vita
(Guidoni e Tilli, 2003)

Come dire che mette insieme teoria, pratica e spiritualità cercando di abbracciare in questo modo la complessità del fenomeno.
In particolare il punto due non solo prevede una tecnica di trattamento ma pone in relazione tutti e tre i livelli di prevenzione (primaria, secondaria e terziaria) e si concretizza nella metodologia dei club degli alcolisti in trattamento.

IL MODELLO EPISTEMOLOGICO:

Hudolin considera l’alcolismo come un comportamento, uno stile di vita e, come tale, determinato da molteplici fattori di natura biologica, psicologica e sociale. Invece di alcolismo preferisce usare il termine problemi alcolcorrelati.

Il problema alcolcorrelato viene considerato come un disturbo nel sistemi ecologico-sociali nei quali l’uomo è inserito. Soprattutto viene sottolineato che i problemi alcolcorrelati sono legati alla cultura del bere presente nelle nostre comunità e che una loro prevenzione e un miglioramento dello stile di vita legato al bere non possa prescindere da un cambiamento della cultura sanitaria e generale delle comunità.

La teoria ecologico-sociale aderisce all’approcio sistemico (Hudolin 1990, 1991, 1997; Ceccuti 1990; Sforzina 1990) approcio che secondo De Leo e Patrizi (1992) ha storicamente contribuito all’epistemologia della complessità.

Con la teoria sistemica il comportamento problematico, dalla devianza psichiatrica alla tossicomania, viene inserito all’interno del contesto in cui si esprime e di cui ha qualche livello di realtà è espressione.  Non più seguito del singolo, della sua mente o di patologie organiche, il comportamento negativo viene riletto con un disagio del sistema cui l’individuo appartiene, come comportamento significato e significante se riferito quel sistema di interazioni. (De Leo e Patrizi, 1992, pagine 88-89).

Così abbiamo la valorizzazione del contesto come sottosistema ecologico Di cui ogni comportamento è pappe ed è da esso definito la comunità, cioè l’ambiente dove l’uomo vive e lavora, e sistema di cui l’alcolismo È espressione sotto Family stile di vita a cui la comunità stessa da significato iuzzolini 1990-1997.
La famiglia rappresenta un sottosistema fondamentale del sistema comunità che si configura di fatto con una comunità di famiglie. l’approccio familiare quindi ritenuto essere l’approccio minimo indispensabile per affrontare il problema (Noventa 1993).

Secondo Sforzina, integrazione di alcuni dei principi del lavoro di gruppo, dell’approccio familiare e della comunità terapeutica in una cornice sistemica, presente una delle grandi innovazioni apportate dal professor alla comprensione e al trattamento di problemi alcolcorrelati (Sforzina 1990).

Hudolin sostiene che l’approccio ecologico sociale sebbene nato in relazione ai problemi alcolcorrelati e complessi può essere applicato con minimali modifiche, a tutte le altre sofferenze comportamentali ed alle loro varie combinazioni ( Hudolin 1997)

Tecnica di trattamento:
…..sezione a parte-

 

UNA FILOSOFIA DI VITA:

Agli inizi degli anni novanta il professor Hudolin  ha introdotto il concetto di ‘Spiritualità Antropologica‘, da lui definito come ‘la cultura sociale umana basata sui valori che l’uomo ha da sempre posseduto come un codice interno di regole di comportamento’ (Hudolin 1994 pag. 81 ).

La spiritualità antropologica coerentemente con una visione sistemica, è vista come parte dell’ecosistema umano e cambia con il cambiare di questo.

Secondo prof. Hudolin  in questo momento storico è caratterizzato da una crisi della spiritualità antropologica a livello planetario.

I Club degli Alcolisti in Trattamento si basano sulla solidarietà, sull’amicizia, sull’amore, sulla ricerca della Pace e della convivenza e sulla necessità di cambiamento della cultura sanitaria e generale e quindi della spiritualità antropologica.

Per questo raggiungere l’astinenza dal bere  è considerata solo una tappa intermedia di un percorso verso l’elaborazione di una filosofia di vita incentrata sui valori della solidarietà, amicizia, amore, pace, giustizia sociale, impegno per i diritti umani fondamentali, sull’accettazione della diversità.

In questo modo i programmi alcologici territoriali entrano a far parte di una vasta azione di protezione e promozione della salute (e quindi della vita) e dei valori spirituali specifici della specie umana ( Hudolin 1994).
Secondo Maturana e Varela (1984 ) patrimonio esclusivo dell’essere umano, tramite il linguaggio, è la riflessione.

Riflessione permette di trascendere ad una prospettiva più ampia della quale ci si rende conto che, come esseri umani, abbiamo solo il mondo che creiamo insieme agli altri.
A questo livello, secondo gli autori, ci si arriva spesso attraverso l’amore e, da loro definito come ‘l’accettazione dell’altro, da parte di qualcuno nella convivenza‘. Per Maturana e Varela, ‘ l’amore è il fondamento biologico del fenomeno sociale: senza nuove, senza accettazione dell’altro da parte di ciascuno di noi, non c’è socializzazione, e senza socializzazione non c’è umanità.
Qualunque cosa che distrugga o limiti l’accettazione dell’altro da parte di qualcuno distrugge o limita l’essere umano’.

Partecipare al Club è in generale lavorare seguendo questo approccio, comporta quindi, ‘un cambiamento individuale con la posizione di una specifica filosofia di vita‘.

Infatti poiché in base a questo può cioè ognuno di noi è parte integrante dell’ecosistema che esprime la sofferenza multidimensionale, nessuno nemmeno il professionista può avanzare pretese di controllo, cura, gestione, o quant’altro dei dei vari problemi e, proprio per lo stesso motivo, nemmeno nessuno se ne può chiamare fuori.

Unica possibilità che resto ognuno sia professionista che non è quindi quella di porsi al servizio di questo ecosistema umano-planetario perché è solo mettendoci al servizio di questo nostro mondo che noi potremmo migliorare la vita che è anche la nostra.

Questo vuol dire che operare secondo l’approccio ecologico sociale non significa soltanto quando esco delle persone con problemi alcolcorrelati della famiglia e implica della profonda esperienza personale che comporta l’adozione di una nuova filosofia di vita.

 

I principali modelli teorici per i problemi alcolcorrelati: Il Modello Morale

I principali modelli teorici per i problemi alcolcorrelati: Il Modello Medico

I modelli teorici per i problemi alcolcorrelati:l’approcio ecologico-sociale

I principali modelli teorici per i problemi alcolcorrelati: Teorie della personalità

I principali modelli teorici per i problemi alcolcorrelati: Teorie Cognitivo Comportamentali

I principali modelli teorici per i problemi alcolcorrelati: approcio familiare sistemico

I principali modelli teorici per i problemi alcolcorrelati: Teorie della personalità

 

 

Tratto da: Modelli teorici per i problemi alcorrelati, l’approcio ecologico-sociale ai problemi alcolcorrelati e complessi di Vladimir Hudolin e la psicologia di comunità – Guido Guidoni e Angela Tilli

I principali modelli teorici per i problemi alcolcorrelati: approcio familiare sistemico

Approcio familiare sistemico

(approcio-familiare-sistemico ai problemi alcol-correlati)

L’approccio familiare sistemico può essere sinteticamente considerato l’ambito teorico cui si riferiscono diversi paradigmi terapeutici accomunati dal attenzione alle relazioni più che agli individui, al qui ed ora più che al passato (terapia sistemica in senso stretto, terapie strategiche e terapie strutturale).

La teoria sistemica inizialmente fu applicata allo studio della schizofrenia: l’articolo “verso una teoria della schizofrenia” pubblicata nel 1956 da Bateson, Jackson, Haley e Weakland viene considerato come la nascita della concezione sistemica della famiglia e lanciò verso la fama mondiale il gruppo fondato negli anni 50 da Beatson per studiare la comunicazione.

Unendo lo studio sulla comunicazione alla teoria generale dei sistemi di Von Bertalanffy (1968) e alle idee del cibernetica, la famiglia viene considerata come un sistema di parti interconnesse che si autoregola attraverso meccanismi dei retroazione.

L’iniziale terapia sistemica si è poi suddivisa in diversi modelli e scuole ed è stata considerata applicabile a qualsiasi tipo di disturbo psicologico evitando tuttavia qualsiasi considerazione eziologica di tipo nosografico ma facendo risalire ogni sintomo psicologico (uso di alcol e droghe compresi), ad una disfunzione del sistema.

Il sistema preso in considerazione è il sistema familiare di cui nelle diverse formulazioni vengono sottolineati aspetti diversi: l’omeostasi familiare e paziente designato (Jackson Weakland, 1961), la pragmatica della comunicazione (Watzlavick, Jakson Beavin, 1967), il potere ed il controllo (Haley, 1976), struttura, confini, disimpegno, invischiamento (Minuchin, 1974).

Le diverse terapie familiari si sono occupate e si occupano dunque di problemi alcolcorrelati senza proporre un’ipotesi specifica sulla loro eziologia e, nonostante la derivazione sistemica, raramente considerano oggetti di studio più ampi della famiglia.

Gregory Bateson, riconosciuto da tutte le scuole di terapia familiare come loro precursore e fondatore, si è sentito tradito dalla traduzione del proprio pensiero in pratiche terapeutiche codificate e circoscritte e si è dedicato fino alla sua morte allo studio di una epistemologia globale che trascendesse ogni applicazione terapeutica basata sulle sue idee (Bertrando, Toffanetti, 2000).

I principali modelli teorici per i problemi alcolcorrelati: Teorie della personalità

I principali modelli teorici per i problemi alcolcorrelati: Teorie psicodinamiche

I modelli teorici per i problemi alcolcorrelati:l’approcio ecologico-sociale

I principali modelli teorici per i problemi alcolcorrelati: Il Modello Medico

I principali modelli teorici per i problemi alcolcorrelati: Il Modello Morale

approcio-familiare-sistemico ai problemi alcolcorrelati

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