Le Malattie dell’alcol: delirium tremens

Alterazioni nervose e psichiche in conseguenza dell’alcolismo

delirium tremens

Il delirium tremens è il disturbo più noto e il più grave scompenso psichico acuto nel corso dell’alcolismo solo quando l’alcolismo è iniziato da almeno cinque anni.

Nella maggior parte dei casi si manifesta all’improvviso, acutamente, soprattutto se l’alcolista viene colpito da un’altra malattia acuta come broncopolmonite, febbre, in seguito ad un intervento chirurgico, ferite eccetera.

Nel delirium tremens l’ammalato ha molti disturbi di carattere fisico psichico: irrequietezza, paura, confusione, allucinazioni, sudorazione e febbre.

È possibile anche che si verifichi all’improvviso un arresto cardiaco come complicazione estrema.

Le cure devono essere accuratamente iniziate in un ospedale del reparto di cura intensiva, va rimarcato che malgrado i metodi attuali di trattamento muore 8/ 15% degli ammalati colpiti da delirium.

Non è sufficiente solamente guarire il malato dai disturbi acuti del delirio ma bisogna  in seguito trattare l’alcolismo. Se non viene fatto appena dimesso dall’ospedale l’alcolista ricomincia a bere e spesso ricade di nuovo nello stato di delirio durante il quale può morire.

Eccezionalmente il delirium tremens si può verificare anche nella prima adolescenza quando il bere inizia già durante l’infanzia.

A volte detta complicazione puoi esordire in modo insolito ed evidenzia sin da prima come palesi soltanto di notte: molti sogni paura, confusione ed insonnia, sudorazione, tachicardia mal di testa,  per molto tempo alcolista resta più o meno normale.

A volte questo stato viene chiamato pre delirio.

Alcuni pensano che il delirium tremens si verifichi a chi ha smesso improvvisamente di bere e quindi secondo questo ragiornamento esso si verificherebbe più spesso nelle persone in ricovero coatto oppure in quelle che improvvisamente smettono di bere.

Oggi l’improvvisa interruzione del consumo di alcolici non presenta alcun pericolo se l’alcolista viene contemporaneamente inserito in un trattamento.

Si parla eccezionalmente cosiddetto delirium tremens del neonato da madre alcolista quando il neonato viene improvvisamente privato dell’acqua che fino a quel momento gli arrivava  dal sangue della madre e si instaura un grave stato di privazione alcolica che lo può portare alla morte.

Sotto verranno menzionate le malformazioni e ritardi mentali, fetopatia alcolica dei bambini nati da donne alcoliste o che bevevano durante la gravidanza.

Tratto da: Vladimi HudolinVincere l’Alcolismo– una moltitudine di esistenze bruciate, la pace perduta di molte famiglie, un nemico spesso sottovalutato. La necessita di conoscere ciò che si deve sconfiggere- PIEMME 1993

 

Le Malattie dell’alcol: la Sindrome di Confine 

Che cosa è la dipendenza dall’alcol o alcolismo?

Le Malattie dell’alcol: la Sindrome di Confine

Alcolismo e Sindrome di Confine:

Il cosiddetto paziente di confine così come è stato definito da alcuni autori ( Kamber Grinker, e Stone) usa frequentemente l’alcol come automedicazione.

I pazienti, sono diagnosticati come soggetti affetti da disturbi di confine della personalità in DSM-III e sono caratterizzati dall’ incapacità a dominare gli impulsi; relazioni interpersonali, collera ingiustificate e intensa mancanza di auto , sono autolesionisti e sono afflitti da depressione cronica, vacuità, noia, solitudine e ansia.

In pazienti di questo genere ènecessario affrontare direttamente l’alcolismo.

Può essere efficace l’uso di piccole dosi  di Tioridazina da 50-100 mg al giorno da sola o in combinazione con altri antidepressivi e unicamente a un trattamento psicoterapeutico.

Entrare a far parte di AA può soddisfare alcuni dei bisogni di tendenza di questi pazienti, può migliorare la relazione interpersonale e ridurre la sensazione di solitudine contribuendo così ad affrontare l’alcolismo.

Che paziente di confine non consuma più l’alcool si evidenziano i gravi difetti del suo ego.

Gli alcolisti primari al contrario hanno di solito un Ego integro ed efficace, quando non bevono.

Dopo il trattamento dell’alcolismo necessario per questi pazienti di confine una terapia psicoterapia prolungata.

Tratto da: Sheldon Zimberg- La cura clinica dell’alcolismo (1982)- Ferro Edizioni Milano 1984

Le Malattie dell’alcol: l’allucinosi nell’alcolista

 

Le Malattie dell’alcol: l’invecchiamento precoce dell’alcolista

Invecchiamento dell’alcolista

Un invecchiamento generale più rapido accompagna regolarmente il bere problematico e l’alcolismo.

A volte l’alcolismo può essere diagnosticato a prima vista dall’aspetto invecchiato dell’ ammalato che in effetti è ancora giovane.

Invecchiamento rapido, i cambiamenti cutanei e l’aspetto trasandato spesso conferiscono al comportamento dell’alcolista un tono particolare che viene chiamato stile etilico  di comportamento.

Altre lesioni nervose

Le lesioni del sistema nervoso, oltre a quelle menzionate nel capitolo dei disturbi psichici, sono relativamente frequenti nell’alcolista.

La lesione più frequente consiste nella atrofia  (il raggrinzimento) nervosa che comporta un allargamento degli spazi e della cavità del cervello, occupati dal liquido cerebrale.

Questo si può osservare nella radiografia, sei liquido cerebrale viene precedentemente estratto e sostituito con l’aria (pneumoencefalografia).

Gli spazi cerebrali allargati si possono evidenziare anche con gli ultrasuoni (encefalografia) o con un metodo più moderno, la cosiddetta termografia assiale computerizzata del cervello (TAC).

Le lesioni possono essere riscontrate anche nel  cervelletto atrofia del cervelletto e nel midollo spinale.

Nell’alcolista possono sopraggiungere anche raccolte emorragiche sotto la membrana meningea esterna della dura madre (ematoma subdurale).

In conclusione a qualcosa tutte le lesioni fisiche psichiche dell’alcolista si può dire che non si tratta di alcolismo, di questo legame specifico che si instaura qua fra l’alcolista ed il suo bere, ma delle conseguenze del bere e del alcolismo.

Oggi molte di queste complicazioni dell’ alcolismo possono essere curate molto meglio di una volta se l’alcolista viene tempestivamente inserito nel trattamento.

Con la cura delle complicazioni non si è fatto niente per alcolismo, e l’alcolista, deve simultaneamente alla cura essere inserito con la famiglia nei Club degli Alcolisti in Trattamento.

 

Tratto da: Vladimi HudolinVincere l’Alcolismo– una moltitudine di esistenze bruciate, la pace perduta di molte famiglie, un nemico spesso sottovalutato. La necessita di conoscere ciò che si deve sconfiggere- PIEMME 1993

 

Le Malattie dell’alcol: la gelosia e la psicosi di persecuzione

 

Le Malattie dell’alcol: l’allucinosi nell’alcolista

Allucinosi dell’alcolista.

Alterazioni Nervose e psichiche in conseguenza all’alcolismo.

Si tratta di una grave malattia psichica che insorge nell’alcolista.

La malattia accompagnata da sgradevole allucinazioni visive  e soprattutto uditive.

Il malato in genere sente voci alle quali non può restare indifferente, perché lo minacciano i vari modi.

Le allucinazioni possono accompagnarsi anche ad altre turbe psichiche.

Questa malattia va curata in ospedale.

A volte si registrano miglioramenti relativamente rapidi, ma In altri casi i danni psichici possono persistere definitivamente.

Alcuni pensano che l’allucinosi appartenga al gruppo della schizofrenia e pertanto non sarebbe da includere tra le complicazioni alcoliche.

Altri pensano che una parte delle cosiddette allucinosi alcoliche sia dovuto lesioni organiche del cervello.

 

Tratto da: Vincere l’Alcolismo- una moltitudine di esistenze bruciate, la pace perduta di molte famiglie, un nemico troppo spesso sottovalutato. La necessita di conoscrere ciò che si deve sconfiggere – Vladimir Hudolin – PIEMME edizioni 1993

 

Le Malattie dell’alcol: la gelosia e la psicosi di persecuzione 

l’allucinosi dell’alcolista

Le Malattie dell’alcol: la gelosia e la psicosi di persecuzione

Alterazioni nervose e psichiche in conseguenza dell’alcolismo.

La gelosia dell’alcolista.

È una complicazione molto frequente dell’alcolismo.

Si può dire che un sentimento di gelosia caratteristico dell’alcolista: la gelosia patologica dell’alcolista finisce per trasformarsi qualche volta in vera e propria malattia psichica.

Ciò rende impossibile la vita di lavoro sia lo stesso alcolista sia ai membri della sua famiglia.

Aggressioni alla moglie, causate dalla gelosia, assumono forme veramente assurde spesso impossibili da sopportare, le quali possono anche arrivare ad attacchi fisici alle persone all’omicidio.

La gelosia dell’alcolista spesso è la causa principale è la dissoluzione della sua famiglia, tanto è vero che, quando l’ammalato smette di bere,, la situazione di solito migliora notevolmente.

La psicosi di persecuzione.

A volte, però, la gelosia patologica, nonostante l’ammalato abbia smesso di bere, sfocia in una grave alterazione psichica di carattere durevole, che prende la forma di psicosi paranoide (delirio di persecuzione).

Vi sono altre forme di gelosia, che possono essere infantili ed irreali, ad esempio quando l’alcolista accusa la moglie, anziane ammalata, di adulterio e con ogni persona che incontra per caso.

Si tratta di solito delle cosiddette idee di persecuzione ( idee paranoidi).

Il malato Infatti sospetta di chiunque lo circondi, sviluppando la costante paura di essere perseguitato, di essere ucciso da qualcuno e così via.

Quando si arriva ad uno stadio così grave, di solito la completa guarigione non è più possibile.

Nei casi più gravi è urgente un trattamento ospedaliero ed una sorveglianza assidua, poiché l’ammalato può essere pericoloso per se stesso e per quanti lo circondano.

 

Tratto da: Vincere l’Alcolismo- una moltitudine di esistenze bruciate, la pace perduta di molte famiglie, un nemico troppo spesso sottovalutato. La necessità di conoscere ciò che si deve sconfiggere Vladimir Hudolin.

 

Le Malattie dell’alcol: la psicosi di Korsakoff

 

gelosia dell’alcolista la psicosi di persecuzione di solito la completa guarigione non è più possibile.

Le Malattie dell’alcol: la psicosi di Korsakoff

La Psicosi di Korsakoff

La psicosi di korsakoff dell’alcolista viene così chiamata in omaggio al grande psichiatra russo Korsakoff, che è stato il primo a descrivere questa malattia.

Si tratta di una vera e grave turba psichica, abitualmente accompagnata anche da un lesione dei nervi periferici, la cosiddetta polineuropatia alcolica, per cui la malattia viene anche chiamata psicosi Polineuritica.

La malattia si evidenzia e con un rapido decadimento intellettuale dell’alcolista.

L’ammalato dimentica; egli ricorda gli avvenimenti recenti, con crescente difficoltà; spesso egli è distratto è irrequieto.

Dal momento che il malato dimentica alcuni avvenimenti si verificano, come si dice a volte, dei “buchi” nei suoi ricordi.

Questa mancanza di ricordo viene sostituita dall’amalato con riferimenti e avvenimenti inventati e ciò viene scientificamente chiamato confabulazione.
Così, per esempio, l’ammalato che non riconosce il suo medico, lo saluterà come un compagno di osteria, incontrato la sera prima, malgrado egli si trovi in ospedale già da parecchi giorni.

La malattia di Korsakoff è una gravissima complicazione dell’alcolismo.

In un terzo dei casi non è possibile alcun recupero, per un altro terzo sono possibili alcuni miglioramenti e soltanto il restante gruppo può guarire, se le cure vengono prestate tempestivamente.

Ancora poco tempo fa si riteneva che non si potesse ottenere alcun risultato con il trattamento della malattia di Korsakoff.

A volte disturbi psichici, simili a quelli che si verificano nella psicosi di Korsakoff, possono insorgere anche in seguito ad altre malattie e non devono necessariamente essere soltanto una conseguenza dell’alcolismo.

In questi casi, di solito, non via polineuropatia.

La psicosi di Korsakoff si verifica in alcolisti nei quali, dopo un annoso alcolismo, si instaurano gravi lesioni del tessuto cerebrale.

La lesione del cervello si evidenzia con un atrofia del cervello.

L’atrofia colpisce qualche volta in modo particolare la corteccia cerebrale nelle regioni frontali; più comune è una combinazione dell’atrofia corticale e sottocorticale.

 

Le Malattie dell’alcol: lo Stato di Ebbrezza Patologica  

Tratto da: Vincere l’Alcolismo- una moltitudine di esistenze bruciate, la pace perduta di molte famiglie, un nemico troppo spesso sottovalutato. La necessità di conoscere ciò che si deve sconfiggere   di Vladimir Hudolin

 

Le Malattie dell’alcol: lo Stato di Ebbrezza Patologica

Alterazioni nervose e psichiche in conseguenza dell’ alcolismo.

Lo stato di ebbrezza patologica.

A parte l’ubriachezza acuta dell’alcolista, nella letteratura viene molte volte descritta una ubriachezza detta patologica, nonostante questo termine possa far nascere un ambiguità.

Se esiste un ubriachezza patologica, infatti, si potrebbe presupporre l’esistenza anche di un’ubriachezza che non lo sia, nonostante che tutte le ubriachezze rappresentino una condizione patologica.

Malgrado altri termini proposti per questo quadro clinico, il termine ebbrezza patologica continua ad essere usato nella letteratura medica, e bisogna mantenerlo finché non se ne trova uno migliore.

Si tratta di una ubriachezza acuta e pericolosa, caratterizzata da gravi disturbi psichici della persona ubriaca.

Può manifestarsi nella persona che si ubriaca per la prima volta e nei bevitori moderati, ma più spesso nello stato di ebbrezza dell’alcolista.

Lo stato di ebbrezza patologico si può verificare già dopo le assunzioni di una quantità di alcol relativamente piccola.

I disturbi principali consistono in uno stato confusionale, in un marcato comportamento aggressivo ed in una successiva amnesia totale o almeno parziale di tutto quanto è successo durante lo stato di ebbrezza patologico.

Il pericolo che deriva da una tale persona è particolarmente grave, tanto più che l’ubriaco in un tale stato non sempre manifesta chiari segni esteriori di uno stato di ebbrezza, oppure di un comportamento anormale.

Lo stato di ubriachezza patologico si conclude di solito con il sonno, per quale l’ammalato si sveglia dopo alcune ore e non ricorda nulla di quanto è successo, oppure lo ricorda sono in parte.

In questo stato la persona ubriaca può avere un attacco epilettico.

Non si è tutt’ora stabilita la causa per cui lo stato di ebbrezza patologico si verifichi in alcune persone e altre no.

Alcuni ritengono che la causa sia la predisposizione di certe persone.

Tratto da: ‘ Vincere l’Alcolismo’ – una moltitudine di esistenze bruciate, la pace perduta di molte famiglie, un nemico sottovalutato. La necessita di conoscere ciò che si deve sconfiggere- Vladimir Hudolin (1993)

I principali modelli teorici per i problemi alcolcorrelati: Teorie psicodinamiche

Nell’ambito delle teorie psicodinamiche e della psicanalisi in particolare gli autori hanno proposto ipotesi sulle possibili cause dell’alcolismo all’interno della propria metapsicologia di riferimento.
Fino agli anni ’70 Gli autori psicoanalitici che operavano all’interno del modello pulsionale hanno attribuito importanza eziologica alla rimozione, al conflitto sessuale aggressivo e alla funzione regressiva e di gratificazione libidica connesse soprattutto agli aspetti simbolici della sostanza e del modo in cui viene assunta (Khantizian, 1990)
Freud (1905) nei , afferma che in alcuni bambini via un’intensificazione costituzionale della sensibilità erogena della regione labiale e “se tale importanza persiste questi bambini e uomini avevano un forte motivo per bere e fumare” (pag. 66 tra. it. 1975).
Freud vede l’alcol come un sostituto il libidico oggettuale per una gratificazione orale; rileva negli alcolisti anche una certa debolezza dell’Io che è dominato dal principio del piacere e dalla necessità di accrescere la propria autostima narcisistica.

Nel 1929, nel libro Il disagio della civiltà, Freud descrive l’intossicazione come un modo per evitare il dispiacere fuggendo dal mondo esterno e in qualche modo include nell’eziologia del bere influenze ambientali più ampie e non limitate alle vicende infantili che possono aver determinato una fissazione allo stadio orale: gli effetti prodotti dagli inebrianti nella lotta per conquistare la felicità e per difendersi dalla miseria vengono considerati talmente benefici che gli individui e popoli hanno loro riservato un posto ben preciso nel loro economia libidica.

Dobbiamo ad essi non solo l’acquisto immediato di piacere ma anche una parte ardentemente agognata, d’indipendenza dal mondo esterno. C

Con l’aiuto dello Scacciapensieri sappiamo dunque di poterci sempre sottrarre alla pressione della realtà e trovare riparo in un mondo nostro, che ci offre condizioni sensitive migliori (pag. 570 trad. it. 1978).

Freud, ed altri autori come Abraham, Fenichel, Knight hanno rilevato anche il potere disinibente dell’alcol: il super-Io è solubile nell’alcol (Zimberg, 1982)

Anche Abraham (1916) parla di bramosia orale e ricerca di benessere.

Per Rado (1933) la gratificazione orale è un fattore importante e nella personalità dipendente assume la funzione di una difesa maniacale per contrastare sentimenti depressivi.

Rosenfeld (1965) all’interno della metapsicologia kleiniana delle relazioni oggettuali, considera l’uso di alcol un modo di evitare angoscie depressive e persecutorie in persone ferme nella posizione schizo-paranoide che sono portate a vivere la sostanza alternativamente come tutta buona o tutta cattiva.

Nel primo caso attraverso il bere si avrà l’incorporazione di un oggetto buono che avrà l’effetto di rafforzare le difese maniacali e di estromettere la parte negativa del Sè, nel secondo caso, incorporazione di una sostanza cattiva e aggressiva e l’identificazione con essa produrra sentimenti di colpa e avrà l’effetto di accrescere istinto di morte.
(Teorie Psicodinamiche)

Zimberg (1982) propone un modello che partendo dalla distinzione tra alcolista primario (che non ha disturbi psichiatrici) e alcolista secondario (alcolismo come conseguenza di un disturbo psichiatrico) riconosce una particolare costellazione psicologica e ruolo di fattore chiave nello sviluppo dell’alcolismo.

Secondo l’autore rifiuti subiti nell’infanzia, l’iper protezione o una che responsabilizzazione precoce inducono scarsa autostima e sentimenti di inadeguatezza che, se negativi, portano ad un eccessivo bisogno inconscio di dipendenza con intense richieste di calore e nutrimento che non possono essere soddisfatte nella realtà.

Queste richieste rifiutate generano ansia che a sua volta porta allo sviluppo di un bisogno compensatorio di grandezza come meccanismo di difesa.

A questo punto predisposizioni genetiche fattori socio-culturali possono contribuire alla scelta dell’uso di alcol che accresce, temporaneamente, il senso di potere o di successo compensatorio innescando un circolo vizioso che può condurre all’alcolismo (Zimberg, 1982).

Le formulazioni più recenti soprattutto nell’ambito della psicologia del Sè sottolineano la vulnerabilità delle strutture dell’Io e del Sè e deputate alla regolazione dell’autostima, all’autocura e alla capacità di relazionarsi con gli altri (Kantzian, 1990).

Kohut (1977 )sostiene che l’individuo soffre a causa di un deficit del Sè e cerca la droga, che sente come capace di curare il difetto centrale, la sostanza diviene così il sostituto di un oggetto-Sè fallimentare. L’Ingestione della droga costringe simbolicamente l’oggetto-Sè rispecchiante ad amarlo ed accettarlo.

In altri casi la droga fornisce agli individui l’autostima che non possiedono (il sentirsi accettato e sicuro di sè) oppure il senso di fusione con una forte fonte di potere che lo fa sentire forte e meritevole.

Tutti questi effetti della droga accrescono nel individuo il sentimento di essere vivo e la certezza se esistere.

Per Khantzian (1977) un modello eccessivamente pulsionale, con tutta l’enfasi posta sulla gratificazione libidica connesso all’uso di droghe, ha impedito i primi autori psicoanalitici di sviluppare pienamente importanti osservazioni cliniche.

Il modello dell’automedicazione da lui proposto sostiene che le persone fanno uso di droghe come auto-cura per la sofferenza psicologica che deriva da deficit nelle strutture dell’Io e del Sècoinvolte nella regolazione di 4 aree principali:

a) accesso, tolleranze rivoluzione dei sentimenti
b) gestione delle relazioni
c) autocura
d) di autostima
I principali modelli teorici per i problemi alcolcorrelati: Il Modello Medico
I modelli teorici per i problemi alcolcorrelati:l’approcio ecologico-sociale
I principali modelli teorici per i problemi alcolcorrelati: Il Modello Morale 

I principali modelli teorici per i problemi alcolcorrelati: Teorie Cognitivo Comportamentali

I principali modelli teorici per i problemi alcolcorrelati: approcio familiare sistemico

tratto da: Modelli teorici per i problemi alcolcorrelati, l’approcio ecologico-sociale ai  problemi alcolcorrelati e complessi di Vladimir Hudolin e la psicologia di comunità – G. Guidoni e A. Tilli