Alcolismo di Vladimir Hudolin

Perchè bisogna scrivere sull’Alcolismo di V. Hudolin (1981)

Breve conversazione con il Lettore…

'Perchè bisogna scrivere sull'Alcolismo' è stato l'inizio del lavoro del Prof. Vladimir Hudolin del suo Libro 'Alcolismo' (Alkohlizam di Vladimir Hudolin- a cura della Jugoslavenska Medicinska Naklada Bibilioteka), ho voluto riportare il testo integrale e senza correzioni del suo pensiero del 1980. Si arrivò alla X edizione ovviamente sempre riveduta ed aggiornata. Il libro è pressochè introvabile.
Un attento e preparato lettore può notare come il 'disturbo da abuso di sotanze alcoliche' possa essere superatoefficacemente solo attraverso il cambiamento degli stili di vita.

Leggendo con attenzione si riscoprono ancora gli embrioni della lotta al disturbo da abuso di sonstanze alcoliche  ancora tristemente attuali…


Alcolismo di Vladimir Hudolin
Il lavoro denominato ‘Alcolismo di Vladimir Hudolin’ fu edito prima in lingua Croata e successivamente anche in lingua italiana. Arrivò allla X edizione.

L’alcolismo ed i molteplici problemi, connessi con il consumo di bevande alcoliche, risultano infatti, oggi, ancora più complessi per la medicina sociale.

L’alcolismo rappresenta la terza malattia per il numero di colpiti, preceduta soltanto dalle malattie cardiovascolari e dei tumori maligni, rispettivamente il primo e secondo posto.

Anche per quanto riguarda la mortalità l’alcolismo in alcuni paesi si trova al terzo posto.

In questa edizione, come nelle precedente devo scusarmi per un certo anacronismo dal momento che, come autore, nell’introduzione discuto con i miei lettori.

Sarebbe stato meglio permettere al lettore di valutare criticamente il contenuto del libro senza che l’autore ponendosi sulle difensive fin dall’inizio potesse influenzarne il giudizio.

Questo modo di scrivere è in parte determinato del timore di una possibile avversione iniziale del lettore.

Tra l’altro l’alcolista che leggerà questo libro certamente dirà che il suo consumo di bevande alcoliche moderato, permesso, accettato o come l’interessato spesso afferma: normale.

Le persone guardano in questa guisa il proprio consumo alcolico per cui se non ci fosse possibilità di discussione, molti riterrebbero immutata la propria opinione.

Infatti consumo di bevande alcoliche talmente legato alla vita di ogni giorno che uno si sente aggredito quasi personalmente quando se ne critica il bere e l’abitudine relativa.

Rifiutare l’offerta di un bicchiere viene considerato come un’offesa personale, per cui ho ritenuto indispensabile fin dall’inizio prendere una chiara posizione di fronte al consumo delle bevande alcoliche.

Noi abbiamo accettato le norme comportamentali secondo le quali viene data una completa libertà di bere, mentre ci siamo del tutto scordati l’effetto per alcolista che  molte volte non può far conto sulla libertà di non bere e ciò spesso comporta gravi difficoltà all’alcolista, sprattutto nella fase iniziale della sua separazione dall’alcol, quando viene meno il consenso sociale a iniziare una nuova vita in astinenza.

E’ quasi impossibile scrivere sull’alcolismo e omettere di parlare delle bevande alcoliche e del ‘consumo moderato normale’ perché nonostante tutto non esiste alcolismo senza Alcol non esistono alcolisti senza consumatore moderati.

Credo che ognuno abbia sentito parlare dei danni che il bere e la malattia alcolica causano al singolo e alla società, ma pochi però conoscono la vera portata del pericolo del ‘bere moderato’.

Si afferma spesso che viene data troppa importanza ma vediamo se è proprio così.

Quando ho cominciato a scrivere su questo argomento avevo in mente prima di tutto, la prevenzione e poi la lotta contro l’alcolismo e la cura degli alcolisti.

Questa vuole essere, precisazione, quanto mai opportuna, onde evitare ogni possibile malinteso con i lettori.

Non vorrei che qualcuno pensasse che scrivo con l’intenzione di proporre il divieto al di consumo di bevande alcoliche.

Spetta eventualmente agli organi dello Stato e non a noi, nel corso del nostro colloquio, risolvere il problema che sia necessario oppure no proibire l’uso delle bevande alcoliche.

Leggendo il titolo, saranno, probabilmente in molti ad avere un gesto di stizza ed a  sospirare: ‘ancora un opuscolo sull’alcolismo!’.

A me sembra invece che si scriva e si discute troppo poco su questo problema e, come si può vedere, già all’inizio della nostra conversazione si accende la polemica.

Alcuni cominciano a bere già durante la gestazione poiché l’alcol arrivano valore attraverso il sangue della madre che durante la gravidanza beve..
tutti noi facciamo la nostra conoscenza con l’alcol fin dai primi giorni di vita da quando ci si trova dove a partecipare, sia pure marginalmente, al bere in famiglia e ai brindisi degli amici che festeggiano la nostra nascita.

Questa nostra partecipazione al bere continua per tutta la vita.

Qualche volta il contatto con il bere non è solamente marginale se qualcuno dei festeggiati o dei familiari talvolta trovo opportuno un ‘assaggio‘ anche al neonato.

Vorrei pertanto chiarire qualche opinione sul problema avanzata da alcuni autori in base alle ultime ricerche.

E’ stato delle vericato che anche il bere moderato della gestante nei primi mesi di gravidanza può risultare pericoloso per il bambino poiché, a volte può provocare lesioni fetali che rientrano in quella sindrome denominata ‘fetopatia alcolica’ oppure ‘embriopatia alcolica’.

Vorrei porre alcune domande sull’alcolismo che forse potranno interessare il lettore e lo potranno indurre a leggere attentamente questo libro.

Cercherò inoltre le risposte da dare in base alle dimostrazioni scientifiche su pericolo e sul danno che può comportare il bere alcolico fino ad arrivare all’alcolismo, inteso quale conseguenza di Maggiore entità.

Il lettore dovrà puoi aver chiaro il proprio punto di vista.
Alla maggior parte delle persone non fa difetto tanto la conoscenza sulla pericolosità dell’alcol quanto una presa di posizione di un comportamento risoluto nei confronti delle bevande alcoliche.

Questo libro intende in tal caso motivare il lettore a rivedere la sua posizione.

Il Libro dovrebbe avere un ruolo educativo per il lettore con particolare riguardo l’educazione sociale sanitaria. La sola lettura del libro può non essere sufficiente per indurre un cambiamento comportamentale, per cui proporei ai lettori di visitare anche uno dei club più vicini degli Alcolisti Trattamento, dove potrà verificare ciò che in questo libro ho cercato di esporre.

La visita Club degli alcolisti in trattamento è utile a tutti i lettori siano essi consumatori moderati che alcolisti.

Il lavoro scientifico nel campo dell’alcolismo è sempre più ampio e i dati in proposito sono sempre più ricchi.

Nel momento in cui scrivo sia sicuramente giunti a nuove conoscenze sull’alcolismo necessario inserire continuamente nuove acquisizioni scientifiche nel nostro lavoro quotidiano. Il libro dovrebbe perseguire anche questa finalità.

Non vorrei però che quando sto’ affermandi avesse un carattere puramente propagandistico.

Tutti sanno che la propaganda è una cosa strana e spesso ognuno di noi la concepisce a suo modo.

Questo fatto è illustrato bene dal racconto del ‘pescatore di Filadelfia’.

Si narra  che costui avesse scritto sopra il suo negozio ‘Qui si vende pesce fresco‘ e presto però i clienti uno dopo l’altro cominciarono a discutere sulla scritta sostenendo che alcune delle parti era superflua.  Così per  successive modifiche dalla scritta ‘si vende pesce fresco‘,  si arrivò a ‘si vende pesce‘ e poi solo ‘pesce‘. Uno dei clienti ritenne che nemmeno indicazione ‘pesce’ fosse necessaria perché si sentiva la puzza a km di distanza ed era possibile sapere che lì si vendeva pesce.

Questo esempio, forse anche banale, dimostra chiaramente quanto sia difficile valutare quali dati abbiano essere riportati in un libro come questo che tratta dell’alcolismo.

A un determinato lettore i dati esposti potrebbero essere più o meno noti, mentre ad un altro andrebbero invece offerte conoscenza maggiore di quelle esposte dall’autore.

Non desidererei che la lettura di questo mio libro forse limitata solamente alla parola ‘alcolismo‘ per il fatto che come era accaduto ai critici della scritta del negozio di pesce, dell’alcolismo ormai si suppone di sapere tutto.

E’ particolarmente difficile scrivere opere di questo genere poiché in un libro, concepito con finalità didattiche-scientifiche, bisogna esporre chiaramente e in modo accessibile a tutti, anche le più recenti conquiste in campo scientifico, a volte non ancora perfettamente note nemmeno agli addetti ai lavori e pertanto non universalmente accettate.

Chiunque intraprenda un lavoro didattico-scientifico deve tuttavia essere preparato alla critica e a rischio di non riuscire a riscuotere in ogni caso il consenso generale.

Io pure corro questo rischio!

Devo dire però che mi trovo in una posizione di relativo vantaggio rispetto a molti miei predecessori, poiché la soddisfazione sui volti dei bambini e quelle di molte famiglie in trattamento che vivono la vita in subrietà e inseriti nella società, mi ricompensa concretamente per tutti i dispiaceri e le difficoltà che ho avuto in questo lavoro.

Il modo con il quale vengono descritti l’Alcolismo e la lotta ingaggiata da tempo contro di esso sono il risultato di alcuni miei pensieri, maturati durante gli ultimi 35 anni e assunti come concetti basilari per lo sviluppo dei programmi comunali, rivolti al controllo dei problemi alcolcorrelati.

Alcolismo di Vladimir Hudolin
Rifiutare l’offerta di un bicchiere viene considerato come un’offesa personale, per cui ho ritenuto indispensabile fin dall’inizio prendere una chiara posizione di fronte al consumo delle bevande alcoliche.
Detti programmi attualmente confluiscono nei programmi comunali per la protezione e miglioramento della salute mentale in generale.

Nell’ulteriore elaborazione della mia concezione sono stato coadiuvato dai miei collaboratori, da vari altri operatori sociali, da professionisti ma anche da alcolisti ed alle loro famiglie.

Una particolare cooperazione ed un costante apporto cui provengono dai ‘Club degli Alcolisti in Trattamento’ che assieme ai miei collaboratori o ha costruito ancora nel 1964.

Desidero sottolineare la collaborazione dell’ assistente sociale Alemek, la quale fin dall’inizio ha collaborato alla costituzione dei ‘Club degli Alcolisti in Trattamento’ e quella del dottor Branco Lang, che fino ad oggi è rimasto mia collaboratore ed amico insieme a tanti altri.

Sull’alcolismo e sul bere esistono molti pregiudizi.

Da una parte molto diffusa la credenza che l’alcol non sia poi tanto pericoloso e dall’altra si dice che all’alcolista non si può dare l’aiuto per il fatto che

‘una volta alcolista, egli è destinato a rimanere permanentemente alcolista.

E’ necessario ora dire che consumo degli alcolici con porta spesso difficoltà e gravi danni al singolo, alla sua famiglia e dalla società, al punto che il bere può essere pericoloso anche in assenza di una vera e propria malattia alcolica.

D’altronde l’alcolista può essere trattato con successo e riabilitato se viene intrapreso tempestivamente anche un adeguato trattamento familiare e i risultati sono spesso migliori di quelli che si conseguono nella cura di altre malattia croniche.

Leggi anche le 12 domande sull’Alcolismo del Prof. Vladimir Hudolin nel 1981